Acea e Clepa inviano lettera a Bruxelles in attesa dell'incontro con la Commissione il prossimo 12 settembre

Ancora una volta in disaccordo con le politiche di Bruxelles. I produttori della case automobilistiche europee chiedono ai rappresentanti Ue di cambiare i piani sul taglio alle emissioni di CO2. In particolare quel che riguarda la riduzione del 100% della produzione a motore entro il 2035.
In una lettera, i vertici dell’Acea e della Clepa, che rappresenta i fornitori, si scrive che “gli obiettivi sono diventati impossibili da raggiungere. I veicoli elettrici saranno i principali protagonisti della transizione, ma deve esserci spazio anche per le auto ibride plug-in, per quelle con range extender, per i veicoli con motore a combustione interna ad alta efficienza, per l’idrogeno e per i carburanti decarbonizzati“. Insomma non solo elettrico.
Crisi nera in Germania
Per produttori e fornitori sembra essere motivo di sopravvivenza. Secondo uno studio di Ernst & Young in Germania sono andati in fumo quasi 250mila posti di lavoro dal 2019. Il comparto delle quattro ruote ha tagliato quasi il 7% della forza lavoro per un totale di circa 51mila persone in un anno. L’occupazione è scesa del 2,1% attestandosi a 5,42 milioni di lavoratori al 30 giugno, con un calo di circa 114mila posti in 12 mesi, secondo i dati dell’Ufficio Federale di Statistica.
Troppa dipendenza dall’Asia
Tornando alla missiva, i produttori e fornitori europei hanno evidenziato la loro forte dipendenza dall’Asia, definita “quasi totale“. Il problema principale sono le infrastrutture di ricarica non ancora uniformi nel Vecchio continente e i costi di produzione elevati. La quota di mercato della auto elettriche rappresenta circa il 15% di quota di mercato in Europa, mentre i veicoli commerciali a zero emissioni il 9%.
L’UE chiede un taglio del 55% di emissioni di CO2 per le auto e del 50% (rispetto al 2021) per i furgoni entro il 2030 e del 100% per entrambi entro il 2035. Ecco l’industria continua a ribadire che non è sostenibile.
Già nel marzo scorso la Commissione Ue aveva concesso più tempo per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni, inizialmente fissati per il 2025, ed i membri del PPE di von der Leyen hanno anche chiesto all’Unione europea di ritirare il divieto sui motori a combustione, previsto per il 2035.
L’incontro del 12 settembre
Nella lettera all’Ue, dunque, si anticipano i temi dell’incontro con le istituzioni politiche europee previsto per il 12 settembre. La Commissione Ue consulterà alla presenza di von der Leyen, prima della prossima riunione, gli AD dei brand auto e il colloquio si concentrerà sull’eliminazione graduale dei motori a combustione interna e sulle norme in materia di emissioni di Co2 che regolano le flotte. Sia Acea che Clep hanno dichiarato di impegnarsi a raggiungere net zero previsto dall’UE entro il 2050.
Secondo i big dell’auto europea l’Unione deve fare un passo incontro ai produttori. “Nel mondo odierno – si legge nella lettera- raggiungere i rigidi obiettivi di CO2 per Auto e furgoni per il 2030 e il 2035 semplicemente non è più fattibile”. Secondo i presidenti delle due associazioni, anche la regolamentazione delle emissioni di CO2 per autocarri pesanti e autobus deve essere rivista.












