Rinnovabili • ondate-di-calore-in-cina Rinnovabili • ondate-di-calore-in-cina

Caldo record, come il governo di Pechino si adatta al riscaldamento del clima

Per fronteggiare le ondate di calore le autorità cinesi hanno previsto una serie misure, alcune di queste hanno davvero protetto la popolazione.

ondate-di-calore-in-cina
Immagine generata da IA

Come si affrontano le ondate di calore in Cina? La Repubblica Popolare quest’anno ha vissuto l’estate più calda mai registrata, secondo quanto ha dichiarato l’autorità meteorologica nazionale a inizio settembre. Nel 2025 le ondate di calore hanno investito in particolare il Sud del Paese. “Da giugno ad agosto, vaste aree della Cina hanno sperimentato un caldo intenso e la temperatura media nazionale ha toccato i 22,31 gradi Celsius. Quella appena trascorsa è stata quindi l’estate più calda mai registrata“, ha spiegato l’Amministrazione Meteorologica Cinese (CMA).

I dati sul caldo nella RPC

In base all’ultimo report del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC), è “praticamente certo” che la frequenza e l’intensità dei picchi di calore siano aumentate in tutto il mondo rispetto al 1950. Per l’IPCC, inoltre, è “praticamente certo” che le emissioni di gas a effetto serra causate dall’uomo siano da indicare quale causa principale di questi aumenti. La Cina, naturalmente, non è esente da tale fenomeno. A giugno 2025 le temperature nella capitale Pechino sfioravano già i 40 gradi Celsius. La città di Shanghai ad agosto ha registrato invece 27 giorni con temperature al di sopra dei 35 gradi, il numero più alto mai visto.

Secondo la CMA, la giornata calda si ha quando la temperatura raggiunge o supera i 35 °C e temperature elevate per diversi giorni consecutivi causano un’ondata di calore. I vertici della CMA hanno spiegato che durante tutto il 2024 le temperature in Cina sono state straordinariamente alte, con significative fluttuazioni termiche durante l’inverno. In quell’anno le temperature primaverili, estive e autunnali hanno raggiunto valori record. Il 2022, invece, è stato un periodo particolare perché sono stati sforati altri record, sebbene nel complesso l’anno non sia stato così caldo.

Come evidenzia questa analisi di Carbon Brief, nel 2022 oltre mille stazioni meteorologiche in Cina hanno segnalato ondate di calore . Questo studio, invece, mostra che dalla metà del XX secolo le ondate di calore nella Repubblica Popolare sono generalmente aumentate e si sono aggravate, mostrando differenze regionali sostanziali vista la vastità del territorio cinese. Gli effetti sono stati devastanti: nel 2023, più 30mila decessi sono stati attribuiti alle ondate di calore, un numero di 1,9 volte più alto rispetto alla media del periodo 1986-2005.

Gli interventi per gestire le ondate di calore in Cina

Gestire tutto questo significa prima di tutto tener conto dei tassi di densità demografica e delle differenze geografiche e climatiche di un territorio enorme. Il riscaldamento globale sta provocando il ritiro dei ghiacciai sull’altopiano tibetano, fonte essenziale di acqua dolce per fiumi Yangtze, Fiume Giallo e Mekong. A complicare ulteriormente la situazione, sono aumentate le inondazioni e la siccità. Inoltre, la maggior parte della popolazione cinese vive nelle regioni costiere orientali. Pechino, Shanghai, Guangzhou e Shenzhen ospitano quasi due terzi degli abitanti del Paese.

National Strategy for Climate Change Adaptation 2035

Per fronteggiare questo tipo di minacce Pechino ha implementato una serie misure, alcune di queste hanno funzionato. Nel 2022 il governo ha lanciato la National Strategy for Climate Change Adaptation 2035. Il documento include disposizioni più concrete riguardo i rischi per la salute derivanti dai cambiamenti climatici. Per il mondo accademico e politico, è un importante passo avanti rispetto al documento strategico precedente pubblicato nel 2013 e relativo al periodo 2013-2020. Lo scopo è rendere la società e l’economia cinesi più resilienti al riscaldamento globale. La nuova strategia riconosce che la temperatura in Cina è aumentata a un ritmo più rapido di 0,26 °C per decennio dal 1951 al 2020, rispetto al tasso globale di 0,15 °C per decennio.

Sistemi di allerta precoce sulle ondate di calore in Cina

Tra gli strumenti messi in campo dalle autorità cinesi c’è stato il miglioramento del sistema di allerta meteo. Il sistema copre una serie di eventi come ondate di calore, ondate di freddo, tifoni, forti piogge, forti temporali, bufere di neve, forti venti, tempeste di sabbia. Lo strumento pare abbia avuto successo perché in base a una ricerca, a Shanghai il sistema di allerta precoce delle ondate di calore avrebbe ridotto la mortalità collegata a questo fenomeno.

Dal 2021 la città di Tianjian invia ai residenti degli avvisi via SMS o via TV sulle ondate di calore, I messaggi, avvertono del rischio di ictus e consigliano di evitare attività all’aperto e di assumere farmaci qualora necessario. Tali promemoria hanno diminuito il numero di ricoveri ospedalieri a Tianjin, permettendo alla città di risparmiare 4 milioni di dollari dal 2021 al 2023.

Città resilienti al clima

Nel 2023 otto ministeri del governo cinese hanno pubblicato congiuntamente una nota per la costruzione pilota di città resilienti al clima, proponendo di esplorare attivamente tecniche e modelli innovativi. Negli ultimi anni la Cina ha anche spinto per abbassare le emissioni di carbonio degli agglomerati urbani e ha investito nelle “città spugna” per promuovere il benessere dei cittadini. Queste misure contribuiscono a ridurre la mortalità per il caldo e limitano potenzialmente il rischio di diffusione delle malattie infettive nelle aree ad alta densità demografica.

Lavoro all’aperto

Una norma Ministero delle Risorse Umane e della Previdenza Sociale, inoltre, ha teoricamente vietato il lavoro all’aperto quando le temperature superano i 40 °C e lo ha ridotto a massimo sei ore quando la temperatura è compresa tra 37 e 40 °C. Allo stesso modo, agli studenti di alcune città, come Wuhan e Chengdu, è stato raccomandato di studiare da casa durante le giornate più calde.

Rinnovabili •

About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.