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Energia elettrica: il ruolo degli scambi interzonali per ridurre i prezzi e stabilizzare il mercato

Il Rapporto ACER 2025 conferma: più capacità interzonale di energia elettrica riduce volatilità e porta benefici ai consumatori.

Energia elettrica il ruolo degli scambi interzonali per ridurre i prezzi e stabilizzare il mercato.
Energia elettrica il ruolo degli scambi interzonali nel Rapporto ACER – Immagine realizzata con IA

La pubblicazione del Monitoring Report 2025 dell’Agenzia per la Cooperazione fra i Regolatori dell’Energia (ACER) porta al centro del dibattito europeo il ruolo degli scambi interzonali di energia elettrica. Lo studio mette in evidenza come l’obbligo legale per i gestori dei sistemi di trasmissione (TSO) di garantire almeno il 70% della capacità fisica alle interconnessioni riduca la volatilità dei prezzi e generi benefici concreti per i mercati. Il direttore di ACER, Christian Zinglersen, ha presentato i dati a Copenaghen, sottolineando che la scadenza del 2025 per rispettare pienamente la regola resta una sfida ancora aperta.

Energia elettrica e obbligo del 70%: i vantaggi per il mercato UE

Il pacchetto “Clean Energy for all Europeans” del 2019 ha introdotto l’obbligo del 70% per gli scambi di energia elettrica transfrontalieri. La misura nasce per evitare discriminazioni tra flussi interni e interzonali e garantire un mercato unico realmente competitivo. La politica energetica dell’Unione lega questo obiettivo a due elementi chiave: maggiore resilienza del sistema e migliore integrazione delle rinnovabili. Il dibattito politico si concentra oggi sulla capacità degli Stati membri di rispettare i tempi, poiché un ritardo nella piena applicazione ridurrebbe i vantaggi attesi e lascerebbe i consumatori esposti a nuove turbolenze dei prezzi.

Prezzi più stabili per l’energia elettrica, grazie agli scambi

Il Rapporto ACER segnala come i differenziali di prezzo tra zone d’offerta persistano, dimostrando il valore ancora non sfruttato degli scambi di energia elettrica. Nel 2024, ad esempio, l’applicazione della regola del 70% nella regione Core (area del mercato elettrico europeo che comprende i principali Paesi dell’Europa centrale e occidentale interconnessi tra loro) avrebbe garantito un incremento del benessere economico stimato in 580 milioni di euro. Più capacità disponibile significa meno picchi di prezzo, come quelli registrati nell’estate 2024 nel Sud-Est Europa, e un sistema capace di proteggere famiglie e imprese.

Fonte ACER

Ritardi dei TSO e rischio di mancato rispetto della scadenza 2025

ACER rileva che i TSO hanno aumentato la quota di capacità interzonale resa disponibile, ma il livello medio rimane al 54% sulle linee più congestionate della regione Core. Questo significa che, senza un’accelerazione, il traguardo del 70% entro fine 2025 rischia di non essere rispettato. I dati del Rapporto mostrano anche che il ritardo negli investimenti di rete e il mancato ricorso a tecnologie innovative continuano ad allargare il divario tra sviluppo infrastrutturale e necessità del sistema.

Congestione della rete: 4,3 miliardi spesi in azioni correttive nel 2024

La congestione resta uno dei nodi critici della rete elettrica europea. Nel solo 2024, i TSO hanno speso 4,3 miliardi di euro in azioni correttive, corrispondenti a circa 60 TWh di energia elettrica: un valore pari ai consumi annuali dell’Austria. Tali misure, necessarie per garantire la sicurezza del sistema, rappresentano però un costo notevole che si ripercuote sul mercato. L’assenza di un allineamento rapido al 70% prolunga la dipendenza da strumenti temporanei e costosi.

Le raccomandazioni ACER per Stati e operatori della rete

Il Rapporto ACER invita gli Stati membri e i TSO a dare priorità assoluta all’attuazione della regola del 70%. Tra le soluzioni indicate figurano l’uso di tecnologie “grid-enhancing”, ossia strumenti non convenzionali per aumentare la capacità di rete senza nuovi cavi, e una maggiore trasparenza nei calcoli della capacità disponibile. ACER sollecita inoltre i TSO e i gestori dei mercati nominati (NEMO) ad applicare in modo pieno il quadro europeo per la gestione delle congestioni, così da migliorare coordinamento e ridurre inefficienze.

Cooperazione transfrontaliera come pilastro della transizione energetica

La cooperazione transfrontaliera nell’energia elettrica è oggi essenziale per sostenere la transizione energetica e l’integrazione delle fonti rinnovabili. Il Rapporto mette in chiaro che solo incrementando il commercio tra Paesi sarà possibile bilanciare la variabilità delle rinnovabili e utilizzare al meglio le risorse disponibili. Un mercato interconnesso rafforza la sicurezza energetica, migliora la competitività industriale e, soprattutto, tutela i consumatori da nuove crisi dei prezzi.

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About Author / Alessandro Petrone

Giornalista da oltre 20 anni, nel corso della sua carriera si è occupato di politica, economia, attualità e costume. È stato Caporedattore e Direttore Responsabile per una Casa Editrice che pubblica magazine generalisti in Italia, Germania, USA e Cina. Ha scritto e collaborato con aziende e media che si occupano di automotive, con particolare attenzione ai temi della mobilità sostenibile. Si è avvicinato al mondo dell’energia lavorando come ufficio stampa per multinazionali del settore. Da allora, si occupa assiduamente di temi legati alla transizione energetica, soprattutto nel settore automotive, e alle energie rinnovabili, scrivendo per La Repubblica, AdnKronos, 9 Colonne, The Post International. È altresì appassionato di tecnologia, informatica, fotografia e cucina con un passato da attivista LGBTQIA+.