Il colosso cinese delle batterie sta puntando al settore marittimo che produce circa il 3% mondiale delle emissioni inquinanti

Batterie CATL per decarbonizzare settore marittimo
Dal successo terrestre a quello marittimo. Il più grande produttore mondiale di batterie, CATL, ha deciso di puntare forte sull’elettrificazione delle navi. L’azienda cinese ha già il 37% del mercato delle batterie per auto elettriche e il 22% di quelle per accumulo energetico fisso. Ora l’ambizione è raggiungere lo stesso successo anche nel settore marittimo, dove la strada della decarbonizzazione è appena iniziata. Infatti, l’Organizzazione Marittima Internazionale punta a tagliare entro il 2050 la metà delle emissioni che oggi rappresentano il 3% del totale mondiale.
Batterie CATL: soluzioni tecnologiche e rotte commerciali
Le batterie sono una delle soluzioni più adatte per le operazioni sottocosta, mentre le aziende cinesi stanno esplorando anche metanolo verde, ammoniaca e idrogeno per le rotte più lunghe. CATL ha già installato batterie su circa 900 imbarcazioni, per lo più piccole, che operano vicino alle coste cinesi, nei porti o sui fiumi. L’obiettivo è sviluppare batterie capaci di resistere alle condizioni estreme del mare: lunga durata delle celle e altissimi standard di sicurezza. CATL vuole costruire da zero un’intera filiera per le batterie marine, collaborando con porti e governi locali.
L’innovazione del battery swapping
L’azienda ha iniziato a studiare il settore nel 2017 e ha creato una controllata dedicata ai sistemi di propulsione marina e alle infrastrutture a terra. Sta spingendo anche il modello del battery swapping: le navi potrebbero cambiare le batterie in porto, proprio come fanno i camion sulle autostrade cinesi. In questo modo l’armatore non dovrebbe più pagare le batterie al momento dell’acquisto, anche se il servizio resta ancora più caro del tradizionale fuel oil pesante.
Limiti tecnici e prospettive ibride
I prezzi delle batterie al litio sono crollati del 90% dal 2010 e questo ha spinto il boom delle auto elettriche. Per le grandi navi oceaniche però la densità energetica resta troppo bassa per un uso puramente elettrico. Uno studio danese del 2024 suggerisce che la soluzione più realistica, almeno per ora, sia un approccio ibrido: batterie abbinate a motori tradizionali. Ci sono poi sfide di sicurezza: il rischio incendio o esplosione in mare è più grave che sulla terraferma, e la manutenzione richiede standard più alti rispetto alle batterie delle auto. Per scalare davvero il business servirà una collaborazione stretta tra progettisti navali, cantieri, porti e reti elettriche.












