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Come l’UE può raggiungere la neutralità climatica al minor costo possibile

L'EU Green Deal è realistico e, in definitiva, renderà il continente più indipendente dalle crisi del petrolio e del gas.

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Componenti di turbine eoliche durante l’assemblaggio, via Depositphotos

L’EU Green Deal renderà il continente più indipendente dalle crisi del petrolio e del gas

Transizione energetica, dei trasporti, del riscaldamento e dell’industria: un importante studio ha fornito una guida per l’UE, con un elevato dettaglio settoriale, sul ritmo necessario per l’abbandono dei combustibili fossili. La conclusione della ricerca è incoraggiante: l’EU Green Deal è realistico e, in definitiva, renderà il continente più indipendente dalle crisi del petrolio e del gas. Lo studio è stato condotto presso il Potsdam Institute for Climate Impact Research (PIK) e pubblicato su Nature Communications.

Perché l’EU Green Deal è realistico

Il Green Deal europeo punta a portare l’Unione Europea verso il raggiungimento di emissioni nette di gas serra pari a zero, attraverso l’attuazione di un insieme completo di iniziative politiche e legislative. Per arrivarci la legislazione dell’UE deve delineare l’ulteriore percorso di trasformazione verso la neutralità climatica, definendo obiettivi politici intermedi per il 2040.

Per sostenere il processo di definizione dei target, lo studio ha esplorato i percorsi per raggiungere la neutralità climatica nell’UE. Per comprendere l’ambito delle misure politiche utili, il team di ricerca si è concentrato su come l’UE possa raggiungere l’obiettivo della neutralità climatica al 2050 al minor costo possibile. Lo studio si avvale dell’accurato modello energia-economia-clima REMIND.

EU Green Deal: come raggiungere la neutralità climatica al 2050 al minor costo possibile

Un risultato emerso è che la transizione climatica dell’UE, al costo minimo e secondo le ipotesi dello scenario più plausibile, richiederebbe una riduzione delle emissioni nette di gas serra dell’86% entro il 2040 rispetto al 1990. “Questo risultato è radicato nell’ottimizzazione tecnico-economica del percorso di trasformazione dell’UE, senza considerare le questioni relative a un’equa ripartizione degli oneri a livello globale“, afferma Robert Pietzcker, ricercatore del PIK e coautore dello studio.

Le tappe fondamentali della trasformazione energetica per il 2040

Inoltre, lo studio ha identificato le tappe fondamentali della trasformazione per il 2040:

  • Un incremento di 7 volte della generazione di elettricità da energia eolica e solare.
  • Una quota del 49% di elettricità nell’offerta di energia finale.
  • Un potenziamento della cattura e dello stoccaggio del carbonio (CCS) fino a 188 Mt CO2/anno.

Sebbene un aumento di sette volte dell’elettricità eolica e solare entro il 2040 possa sembrare ambizioso, è pienamente realizzabile: il tasso di crescita annuale richiesto è già stato raggiunto nel periodo 2021-2025, spinto dalla risposta politica alla crisi energetica. Lo stesso vale per l’elettrificazione: la quota europea di veicoli elettrici a batteria nelle vendite di auto è aumentata dal 2% nel 2019 al 19% nel 2025, con Norvegia e Danimarca che hanno raggiunto quote di vendita superiori all’80%.

Vai allo studio su Nature Communications.

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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.