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Engage X: soluzioni e progetti concreti. Così Siemens vuole guidare la transizione energetica e digitale di aziende e partner     

L’azienda tedesca, pioniera nell’ingegneria elettrica, che il 12 ottobre ha compiuto 179 anni, si è data una missione: permettere di capire e sperimentare la transizione energetica. È nato così il primo centro di competenza esperienziale dove mondo reale e mondo digitale si uniscono   

Engage X: soluzioni e progetti concreti. Così Siemens vuole guidare la transizione energetica e digitale di aziende e partner     

In uno scenario energetico globale sempre più complesso,  che vede aumentare massicciamente la domanda di energia elettrica,  l’espansione dei consumi elettrici, la diffusione dell’intelligenza artificiale – che spinge significativamente  l’assorbimento di energia elettrica da parte dei data center – e l’evoluzione delle  infrastrutture critiche, Siemens, leader tecnologico da oltre 175 anni per lo sviluppo di soluzioni per l’industria, le infrastrutture, la mobilità e la sanità, si è data un obbiettivo ambizioso: accompagnare gli operatori del mondo energetico nella transizione energetica e digitale.

In che modo? Favorendo, con la propria tecnologia all’avanguardia, ecosistemi collaborativi, offrendo l’opportunità a tutti gli attori coinvolti nella doppia trasformazione di diventare più competitivi, più resilienti e più sostenibili, attraverso la strategia che la guida. Che è poi il motto dell’azienda tedesca: “unire il mondo reale a quello digitale”. A Milano, nella sede di Casa Siemens, alla presenza di importanti rappresentanti del settore energetico – Unareti ed Eni – e del mondo accademico – Politecnico di Milano – alle prese con le sfide della transizione energetica, è stato presentato il nuovo nato: Engage X, il primo centro di competenza esperienziale per la transizione energetica. 

“Engage X – ha spiegato Marco Rastelli, Head of Electrification & Automation di Siemens – è l’incarnazione pratica e pragmatica del nostro motto. È una piattaforma, uno spazio fisico e digitale in cui è possibile unire la tecnologia hardware – i sistemi elettrici – insieme a sistemi di soluzioni software, ovvero un ambiente che permette a clienti e partner di sperimentare il valore dell’integrazione tra infrastrutture, software, dati, intelligenza artificiale e servizi, supportando la transizione energetica e digitale e rendendola il più efficiente possibile”. 

Engage X: uno spazio dove competenze e tecnologia si incontrano

Nello spazio Engage X, ha proseguito Rastelli, “Siemens mette a disposizione le proprie competenze e la propria tecnologia per accompagnare i propri clienti e partner con simulazioni sulle infrastrutture e sulle loro esigenze, i cui risultati e ottimizzazioni possono essere utilizzati all’interno del mondo reale”. In sostanza, in questo ecosistema dove reale e digitale convergono, le aziende clienti, i partner   e gli stakeholder possono “capire e sperimentare la transizione energetica”, osservando casi d’uso e reali, valutando le simulazioni su differenti scenari operativi, progettando risposte  in base alle loro esigenze,   adottando, infine, le decisioni migliori anche  grazie a tecnologie avanzate a supporto delle decisioni come  i digital twin e all’intelligenza artificiale  industriale  (di cui Siemens è leader nel mondo), ottenendo “soluzioni e progetti concreti” e accelerando il processo di trasformazione digitale. Accanto all’orgoglio di Siemens per aver realizzato l’iniziativa in Italia, il numero uno dell’Elettrificazione e Automazione ha sottolineato il significato di “un investimento importante, a dimensione nazionale, in quello che è un centro di competenza esperienziale specifico in Italia, dedicato alle esigenze dell’elettrificazione e della digitalizzazione delle infrastrutture”. 

Lo scenario in cui è nato Engage X

Disegnare lo scenario in cui Siemens agisce di fronte alla crescente complessità energetica e infrastrutturale globale è sicuramente utile per comprenderne la traiettoria. Alla base ci sono fattori determinanti, che Marco Rastelli ha richiamato e che hanno portato alle risposte tecnologiche che affondano le radici nella storia stessa della società.    

“Viviamo un periodo di grandissime trasformazioni, che riguardano il mondo energetico e il mondo digitale” – ha spiegato il manager Siemens. “Queste trasformazioni interessano trasversalmente tutti i settori del Paese: dalle città agli edifici, alle infrastrutture, dalla mobilità elettrica alle varie fonti di energia rinnovabili. Riteniamo che per poter affrontare in modo efficace queste trasformazioni sia necessario portare innovazione, competenza, visione strategica”. Quello che Siemens vuole fare è “accompagnare gli operatori del settore in questo cammino di trasformazione, mettendo le competenze a fattor comune lungo l’intera catena del valore dell’elettrificazione, dalla progettazione e gestione delle infrastrutture all’automazione, dalla digitalizzazione alla cybersecurity, ai servizi lungo il ciclo di vita degli asset, in un raggio d’azione a 360 gradi”. Engage X è uno spazio “che vuole facilitare questo cammino di trasformazione, con un approccio end to end in tutti gli ambiti e settori: la transizione energetica non riguarda solo produzione, trasmissione e distribuzione, ma riguarda tutti i settori di applicazione: reti, data center, edifici, infrastrutture e rinnovabili, sistemi di mobilità. In tutti questi settori questo tipo di modello si può applicare, contribuendo a renderli più efficienti, affidabili e resilienti, valorizzando le reti elettriche come vero e proprio sistema nervoso della transizione energetica”.   

Perché Siemens ha deciso di investire in uno spazio del genere? 

Perché è nel suo DNA. L’azienda da 179 anni è leader delle trasformazioni tecnologiche industriali. “Abbiamo guidato la maggior parte delle trasformazioni in ambito industriale e infrastrutturale, portando competenze e tecnologia”, ha ricordato ancora Rastelli. “Oggi l’ambizione e l’obiettivo è quello di guidare questa trasformazione tecnologica, in tutti gli ambiti, in tutti i settori, dal mondo dell’industria al mondo delle infrastrutture, fino al mondo della mobilità, facendo leva sulle competenze trasversali di cui disponiamo nell’elettrificazione, nell’automazione e nella digitalizzazione”, perché “attraverso la trasformazione digitale sarà possibile avere una gestione più efficiente delle risorse del Paese”.

Lo scopo del leader tecnologico: “Per tutti. Dappertutto. In modo sostenibile”.

 Un ruolo, quello di leader tecnologico, che trova la propria ragione nello scopo che guida l’azienda tedesca dalla sua nascita, a Berlino, il 12 ottobre 1847, come pioniera nell’ingegneria elettrica a livello mondiale, così nitidamente richiamato dal Presidente e CEO di Siemens AG, Roland Bush, nel recente documento di presentazione dell’azienda datato agosto – settembre 2026. Le sue parole sono un manifesto di spinta all’innovazione orientata all’impatto sulla vita delle aziende e delle persone.  “Creiamo la tecnologia di cui il mondo ha bisogno: nell’industria, nelle infrastrutture, nella mobilità e nella sanità. Questi settori sono la spina dorsale delle nostre economie e, per tutti loro, la digitalizzazione offre enormi opportunità per diventare più competitivi, più resilienti e più sostenibili. Con le nostre tecnologie – sono ancora parole del Presidente Siemens -, mettiamo i nostri clienti in condizione di accelerare le loro trasformazioni digitali e di sostenibilità. Insieme stiamo trasformando la quotidianità, per tutti”. Ecco il filo che unisce lo scopo dell’azienda “Per tutti. Dappertutto. In modo sostenibile”, alla strategia:” Uniamo il mondo reale e quello digitale”.

Engage X: soluzioni e progetti concreti. Così Siemens vuole guidare la transizione energetica e digitale di aziende e partner     

Le sfide degli operatori

Torniamo ad Engage X. Quali sono le sfide che gli operatori energetici devono affrontare quotidianamente e che rendono inevitabile l’evoluzione verso la doppia trasformazione.  “Alla base – ha spiegato ancora il Capo Elettrificazione e Automazione di Siemens – c’è la crescente domanda a livello globale di energia elettrica, caratterizzata da più megatrend “che si sovrappongono” e che aprono alcune delle principali sfide della transizione energetica: la crescente domanda di energia elettrica, generata anche dallo sviluppo dei data center; la gestione di reti sempre più dinamiche, l’integrazione delle fonti rinnovabili.       

Il primo megatrend: elettrificazione di tutti i consumi e data center energivori 

È “l’elettrificazione di tutti i consumi”. Occorre però tenere presente due aspetti: da una parte il fatto che “elettrificare i consumi implica un’esigenza anche di sostenibilità”. Dall’altra parte, che “nell’elettrificazione dei consumi se ne aggiungono di nuovi: mobilità elettrica, data center, crescente diffusione dei sistemi di raffrescamento negli edifici, solo per citarne alcuni”. L’utilizzo dell’AI, è ormai noto, “è possibile grazie a quel sistema di infrastruttura importante alle spalle che sono i data center”. Ma questi ultimi hanno una caratteristica scomoda. “Sono una delle infrastrutture più energivore e consumano una quantità elevata di energia elettrica. Nel 2024, il 15% del consumo globale di energia elettrica proveniva dai Data center”. Un consumo destinato ad aumentare vertiginosamente in una manciata di anni.  “Si stima – ha ricordato ancora Rastelli – che nel 2030 il consumo di energia elettrica dei Data Center a livello globale raggiungerà oltre 950 TWh all’anno. Un dato che dà l’idea della magnitudo. Parliamo del consumo elettrico di un intero Paese industrializzato, quindi un consumo importante di energia elettrica al servizio dei Data Center”. Per dare un’idea della grandezza, si tratta di un dato superiore all’intero consumo di elettricità del Giappone nel 2024. “La domanda di energia elettrica aumenta in maniera importante. L’elettrificazione – ha sottolineato Marco Rastelli – è una trasformazione già in atto che sta ridisegnando industrie, reti e infrastrutture”.  

Il secondo megatrend: la popolazione si sposterà sempre più nelle aree urbane

Il secondo megatrend richiamato da Marco Rastelli riguarda la popolazione. “Si stima che entro il 2050 il 68/% della popolazione si troverà in aree urbane, occuperà edifici che dovranno essere anch’essi elettrificati, resi più efficienti e assolutamente interconnessi”. Per rispondere alla domanda crescente di elettricità negli edifici delle zone urbane, deve necessariamente aumentare la produzione di energia elettrica, con un aumento delle rinnovabili, per conseguire una sempre maggiore sostenibilità. 

Il terzo megatrend: l’aumento delle energie rinnovabili

L’aumento delle energie rinnovabili “è sicuramente un altro megatrend importante che aggiunge complessità al sistema che dobbiamo gestire”, ha sottolineato Rastelli. “Nel 2025 la produzione globale di energia elettrica da fonti rinnovabili ha raggiunto il 34%, allo stesso livello dell’energia prodotta dal carbone e addirittura superando l’elettricità prodotta dal gas naturale, pari al 21%”.

Si tratta dell’ulteriore conferma che “la transizione energetica non è più un’ambizione o un sogno, ma è già realtà. Gli investimenti in corso si muovono tutti in questa direzione, con una quota destinata alle energie rinnovabili che rendono il sistema delle reti decisamente più complesso”.  

Non solo investimenti in capacità produttiva. Digitalizzare la catena del valore

C’è poi un altro aspetto della transizione energetica. “Riguarda dove fare gli investimenti. Se aumenta la domanda, aumenta la produzione di energia elettrica, aumenta anche la necessità di distribuire, di connettere. Per aumentare la capacità delle reti Siemens ha previsto investimenti molto importanti”. Una sfida nella sfida. “Entro il 2040 la capacità della rete elettrica europea dovrà aumentare del 144%”, ha dichiarato il manager Siemens, sintetizzando quella che ha definito la “magnitudo” della situazione. “C’è un sistema che è diventato estremamente più complesso, una produzione dell’energia elettrica distribuita, consumi che sono molto più distribuiti rispetto al passato. Per poter governare un sistema così complesso è necessario digitalizzarlo. Non è più possibile investire solo in aumento della capacità produttiva, è necessario gestire e digitalizzare l’intera catena, per gestirla in modo più efficiente”.

Viene in aiuto l’IA, che se da una parte impatta sull’infrastruttura (Data Center energivori), dall’altra produce benefici. L’IA “è uno strumento fondamentale, una nuova applicazione tecnologica che si applica in maniera importante anche alle nostre infrastrutture energetiche”. “Se saremo capaci di digitalizzare le nostre infrastrutture e utilizzare l’IA per la gestione di queste infrastrutture, saremo in grado di fare la differenza, fare investimenti più oculati e gestire la trasformazione che stiamo vivendo in modo un po’ più efficace”.

Trasformare la transizione energetica in un asset competitivo per l’Italia  

 Le parole chiave per rendere l’Italia più competitiva alla luce della transizione energetica?  “Mettere a fattor comune le competenze in ambito universitario, insieme a quelle degli operatori delle infrastrutture e delle società che portano tecnologia e che possono supportare la transizione energetica lungo tutta la catena del valore”, osserva Rastelli. Occorre “fare sistema insieme, perché collaborando in modo efficace riusciremo a utilizzare la transizione energetica come asset competitivo per l’Italia”. Qui sta il cuore della sfida.  “Non si tratta quindi soltanto di transizione energetica o digitale, ma della capacità di trasformare il Paese in modo più competitivo, un obiettivo che va ben oltre la trasformazione energetica”.  

Usare gli investimenti in Italia per aumentare capacità, resilienza e resistenza delle reti  

Uno sguardo sul piano degli investimenti in Italia mostra che ci sono “investimenti importanti”.  Quindici  miliardi di euro sono pianificati nel 2026 per le reti elettriche DSO-TSO, per la distribuzione, mentre ammontano a 64 miliardi  di euro gli investimenti nelle reti italiane fino al 2035. “I dati indicano quanto questi settori abbiano necessità di trasformarsi profondamente”, chiosa Rastelli.  Guardando alle rinnovabili, in Italia gli investimenti ammontano a 80 miliardi di euro dal 2024 al 2030, di cui 46 Miliardi per il fotovoltaico. Venendo infine ai Data Center, tema di crescente attualità anche in Italia, ammontano a 7,5 miliardi di euro gli investimenti nel periodo 2026 -2028, per lo sviluppo di infrastrutture per gli stessi, ovvero sistemi elettrici, di raffrescamento e di automazione degli impianti. “Si tratta di investimenti importanti, che occorre gestire in modo il più efficiente possibile, per trasformarli in un vantaggio competitivo per il nostro Paese. E per fare questo – ha sottolineato ancora una volta il manager- non è sufficiente aumentare la capacità delle infrastrutture, occorre incrementarne resilienza e resistenza delle nostre reti.  

A questo proposito Siemens ha somministrato un sondaggio internazionale a 1400 top player fra gli operatori chiedendo loro quali fossero le priorità della trasformazione energetica al proprio interno.  

Il sondaggio: al primo posto l’approvvigionamento energetico resiliente 

Il sondaggio rappresenta la conferma delle sfide elencate, ha commentato Rastelli. “L’approvvigionamento energetico resiliente è la priorità numero uno nelle politiche di decarbonizzazione per tutti gli operatori intervistati”. Tutti i player convergono sul punto che non siano sufficienti soltanto gli investimenti sulla capacità delle infrastrutture, ma che occorra investire anche sulla resilienza del sistema energetico. Il 72% degli intervistati considera l’AI la mossa vincente, “ritenendo che rappresenti la possibilità di fare davvero la differenza all’interno della transizione energetica”. Questo gruppo di intervistati prevede che l’Intelligenza Artificiale trasformerà i modelli operativi entro tre anni rendendo le infrastrutture più resilienti e sicure.  

C’è poi il 74% dei player italiani che indica come tecnologie chiave le smart grid e il software di rete, “ovvero l’integrazione fra tecnologia e strumenti di gestione software per la costruzione di sistemi di infrastrutture intelligenti”. Infine, per il 53% degli operatori energetici la trasformazione digitale è una leva strategica nella trasformazione energetica.

“Ancora una volta – le parole del numero uno dell’Elettrificazione e Automazione Siemens Italia –  abbiamo la conferma che transizione energetica e transizione digitale devono andare di pari passo. Se vorremo fare la differenza dovremo inserire una componente importante di digitalizzazione all’interno delle nostre infrastrutture, una componente importante di AI per poter rendere le nostre infrastrutture più resilienti, più flessibili, ma anche più efficienti. Questo permette di utilizzare gli investimenti importanti che siamo facendo nel modo più efficace possibile”. Significa che “invece di investire, come facevamo in passato soltanto in ferro e rame, per rispondere maggiormente alla necessità della domanda, oggi riusciamo in questo modo ad essere più efficaci e più efficienti nella gestione delle nostre utilities. È una priorità riconosciuta da tutti gli operatori, da tutti i player tecnologici”. 

Oltre il 50% delle aziende ha i dati per affrontare la trasformazione. Ma non sa come raccoglierli 

Oltre il 50% delle aziende “ha oggi i dati necessari per poter decidere come affrontare questa trasformazione, per poter procedere verso una digitalizzazione spinta delle proprie infrastrutture, ma c’è un problema: le aziende non sanno come raccogliere e come utilizzare questi dati. Le tecnologie ci sono e sono pronte per supportare questo tipo di transizione, ma la base dati non è ancora sufficiente perché i nostri operatori possano realmente accelerare questa trasformazione. Ed è qui che entriamo in campo noi con Engage X, accompagnando gli operatori del mondo energetico in queste due transizioni” ha spiegato Rastelli. “Il nostro motto è uniamo il reale con il digitale. Ci sforziamo nel raccogliere la mole di dati importanti dei nostri clienti, con le nostre strutture, nel gestirne l’automazione e la gestione a livello software. In questo modo riusciamo a rendere le infrastrutture più efficienti possibili, attraverso le competenze diversificate che riteniamo di avere come Siemens, per supportare i nostri clienti in questo tipo di trasformazione”.

La cybersecurity, una priorità delle applicazioni 

Ultimo, ma non ultimo, c’è l’aspetto della sicurezza. “Quando si parla di digitalizzazione non dobbiamo dimenticare che si parla di esposizione a un potenziale rischio – ha concluso Marco Rastelli -. “In questo periodo geopolitico è un tema sicuramente importante. Nei nostri sistemi di oggi la cybersecurity è una delle priorità delle nostre applicazioni. Digitalizziamo i sistemi perché questa è la chiave vincente per fare la trasformazione all’interno delle infrastrutture energetiche del Paese, con una priorità dalla quale non possiamo prescindere, che è la cybersecurity. All’interno dello spazio Engage X tutto questo è perfettamente integrato, poiché gestiamo in modo integrato la tecnologia hardware con sistemi cybersecurity di digitalizzazione”.

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About Author / Fabrizia Sernia

Giornalista professionista e divulgatrice scientifica con oltre trentacinque anni di esperienza nei media scientifici, economico-finanziari e nella comunicazione istituzionale. Grazie alla formazione accademica trasversale – Laurea in Matematica alla Sapienza di Roma e Diploma di Master Biennale alla LUISS in Giornalismo e Comunicazioni di Massa-, fin dagli esordi della propria attività professionale ha coltivato l’interesse per le possibili connessioni fra STEM e Scienze Umane. Dopo una prima fase professionale nel campo logico - matematico dedicata alla costruzione e gestione di Modelli matematici di supporto alle decisioni in una grande azienda informatica italiana, ha scelto di orientarsi verso il giornalismo. Nel corso degli anni ha scritto per molti importanti quotidiani e periodici – come redattrice o collaboratrice –, fra cui Mondo Economico, Affari e Finanza di Repubblica, Sole 24 Ore, Panorama -, occupandosi di temi economici e scientifici. E’ stata Direttore Responsabile della testata AIDA Informazione, Rivista scientifica di Scienze dell'Informazione dell’Università della Calabria. Con Rinnovabili ha un rapporto sempre vivo da oltre dieci anni. I temi di maggiore interesse riguardano i risultati della ricerca scientifica, la sostenibilità, l’innovazione e oggi, con una curiosità crescente e inarrestabile, gli sviluppi e gli impatti dell’Intelligenza Artificiale in tutti gli ambiti dell’intelligenza umana.