Agricoltura italiana, un valore strategico per la nostra economia

L’agricoltura italiana è un volano di crescita economica, con un valore anche sociale e ambientale. Per rispondere alle tante sfide – climatiche, geopolitiche, economiche – è indispensabile continuare a investire in ricerca e innovazione

Foto Confagricoltura

di Isabella Ceccarini

Il Presidente Mattarella ringrazia il mondo dell’agricoltura

L’agricoltura italiana ha un valore strategico per la nostra economia. Questo il concetto chiave emerso nel corso dell’assemblea generale di Confagricoltura a cui ha preso parte anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Mattarella ha espresso «la riconoscenza della Repubblica al mondo dell’agricoltura che durante la crisi della pandemia non ha mai cessato, neppure per un istante, di nutrire il Paese. Gli agricoltori, al pari di altre categorie benemerite, hanno consentito a un Paese ferito di rialzarsi e di riprendere il suo percorso.

Un ruolo centrale

Le recenti alluvioni hanno mostrato ugualmente lo spirito di solidarietà connaturato a chi si occupa di agricoltura nei territori. Il loro sacrificio, i danni che hanno subito meritano di essere prontamente ristorati affinché con politiche appropriate si creino le condizioni per la loro piena ripresa».

Il Presidente della Repubblica ha inoltre affermato che «l’Italia può giocare d’iniziativa a tutto campo in una stagione che vede insieme alimentazione, tutela dell’ecosistema, governo del territorio e valorizzazione dei beni ambientali. È necessario rendere tutti consapevoli di quanto centrale sia oggi l’agricoltura».

Sul valore strategico dell’agricoltura è intervenuta anche il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha ribadito come il governo lo riconosca non solo in termini economici, ma anche culturali, sociali e identitari dedicandogli la massima attenzione.

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Eccellenza nazionale apprezzata nel mondo

Meloni ha sottolineato come l’agroalimentare italiano riesca a trasformare le produzioni primarie in una eccellenza nazionale riconosciuta a livello internazionale.

Motivo per cui il governo ha scelto di mettere l’agricoltura «al centro della sua azione e di restituire l’attenzione che merita a tutte le sue componenti, dalle comunità locali alle economie dei territori, fino al contributo della ricerca per la salvaguardia degli ecosistemi».

Infatti il governo ha messo a disposizione dell’agroalimentare più di 2 miliardi di euro per i contratti di filiera e 850 milioni di euro per l’agrisolare, affinché le nostre imprese «siano sempre più forti, competitive e sostenibili».

L’agricoltura deve investire in ricerca e innovazione

Il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, nella sua relazione ha accennato alle crisi climatiche, sempre più frequenti e violente, e ai conflitti che influenzano l’andamento dei mercati, motivo per cui ritiene necessario che l’agricoltura italiana raggiunga il 100% della sua capacità produttiva.

Giansanti ha anche evidenziato le sfide geopolitiche mondiali a cui siamo chiamati: pensiamo ai progressi fatti da Paesi del calibro di Brasile, Stati Uniti, Cina. Per non parlare di attori emergenti come l’Arabia Saudita che ha iniziato a coltivare olivi.

In questo quadro globale è assolutamente prioritario continuare a investire nell’innovazione, nella ricerca e nelle riforme. L’agroalimentare è un volano per la crescita, come dimostrano le cifre: oltre 60 miliardi di euro di export per il Made in Italy agroalimentare con un trend in crescita; quasi 1,4 milioni di addetti; una filiera che rappresenta il 16% del Pil.

Ma l’agricoltura italiana non è solo cibo: concorre anche per quasi il 10% alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Il valore della nostra agricoltura va oltre l’economia, ha ricordato il direttore generale di Confagricoltura, Annamaria Barrile: «la sua responsabilità è anche sociale e ambientale».

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