La Commissione AGRI prova a chiarire il contenuto delle norme che sono state proposte con l’obiettivo di rafforzare la posizione degli agricoltori ed equilibrare i rapporti nella filiera alimentare. Tanti i temi sul tavolo: dal sostegno alle organizzazioni di produttori, al riconoscimento del giusto reddito fino alla terminologia da usare in etichetta

Verso un rafforzamento della posizione degli agricoltori?
Qual è la posizione degli agricoltori nella filiera alimentare? La Commissione AGRI dell’Unione Europea intende chiarire il contenuto delle norme che sono state proposte con l’obiettivo di rafforzare la posizione degli agricoltori ed equilibrare i rapporti nella filiera alimentare.
Agricoltori, parte vulnerabile della filiera alimentare
I membri della Commissione AGRI hanno presentato una relazione nella quale hanno inteso chiarire tali norme: con 33 voti favorevoli, 10 contrari e 5 astensioni la relazione è stata approvata.
Nel dicembre 2024 la Commissione Europea aveva pubblicato una proposta per rafforzare la posizione degli agricoltori nella filiera alimentare e sostenere il settore agricolo, che deve fronteggiare criticità economiche e climatiche. Inoltre, nella catena di approvvigionamento gli agricoltori continuano ad essere la parte più vulnerabile.
Nei chiarimenti della Commissione AGRI rientrano quelli che riguardano le organizzazioni di produttori (OP) e le loro associazioni (AOP).
In particolare, tra le questioni sul tavolo ci sono le disposizioni relative alla costituzione e al riconoscimento delle organizzazioni di produttori, il sostegno alle OP e al settore ortofrutticolo (compresi gli incentivi per i giovani agricoltori).
La commissione AGRI per il giusto reddito degli agricoltori
In particolare, le proposte illustrate dalla Commissione AGRI riguardano modifiche al regolamento dell’organizzazione dei mercati dei prodotti agricoli (regolamento OCM) e agli atti che disciplinano la politica agricola comune (PAC).
Una delle questioni più dibattute dagli operatori del settore riguarda il giusto reddito. Infatti, le modifiche apportate alle norme sull’organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli si propongono di rafforzare la posizione contrattuale degli agricoltori nella filiera alimentare e di conseguenza stabilizzare il loro reddito.
I termini in etichetta: giusto, equo, filiera corta
Tra gli oggetti dei chiarimenti ci sono i termini usati nell’etichettatura e nella commercializzazione dei prodotti alimentari. Anche le parole sono importanti, non ci stanchiamo di ricordare quanto sono importanti le etichette apposte sulle confezioni dei prodotti alimentari: leggerle significa sapere cosa acquistiamo e quindi cosa mangiamo.
Ad esempio, quando possiamo definire un prodotto agricolo giusto o equo? In che modo gli agricoltori rientrano in tali definizioni? Secondo la Commissione AGRI tra i criteri utili alla definizione di questo tipo di etichettatura ci deve essere il contributo allo sviluppo delle comunità rurali e delle organizzazioni degli agricoltori.
Un’altra definizione ricorrente è quella di filiera corta. Quando è corretto utilizzarla nelle etichette? Il parere della Commissione AGRI è che si dovrebbe usare solo per i prodotti realizzati nell’Unione Europea, e solo quando ci sia un numero limitato di intermediari tra agricoltori e consumatori. In pratica, un prodotto è definibile a filiera corta se la produzione avviene a breve distanza e in un tempo ridotto.












