Rinnovabili • Gestione dell’energia per l’industria, IEA: con sistemi avanzati fino a -30% nei consumi. Rinnovabili • Gestione dell’energia per l’industria, IEA: con sistemi avanzati fino a -30% nei consumi.

Gestione dell’energia per l’industria, IEA: con sistemi avanzati fino a -30% nei consumi

Un rapporto IEA evidenzia come la gestione dell’energia per l’industria possa ridurre i consumi del 30% e rafforzare la competitività.

Gestione dell’energia per l’industria, IEA: con sistemi avanzati fino a -30% nei consumi.
Gestione dell’energia per l’industria – Immagine realizzata con IA

L’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) ha pubblicato il report Energy Management for Industry, che mette in evidenza come la gestione dell’energia per l’industria sia cruciale per sbloccare risparmi consistenti e rafforzare la sicurezza energetica.

Secondo l’analisi, i sistemi di energy management possono garantire oltre il 10% di riduzione dei consumi nei primi tre anni, con alcune aziende che hanno raggiunto tagli superiori al 30%. Nonostante questi risultati, il livello di adozione resta ancora moderato e la stagnazione dell’efficienza industriale è oggi uno dei principali freni al progresso globale.

Gestione dell’energia per l’industria e i numeri del risparmio

Il report mostra come l’implementazione sistematica della gestione energetica consenta di superare le medie del settore. Nei Paesi membri IEA, se tutte le imprese raggiungessero i livelli del 25% più efficiente, i costi energetici industriali potrebbero ridursi fino a 600 miliardi di dollari l’anno.

Anche scenari più avanzati, che includono un’adozione diffusa di AI, potrebbero ridurre i consumi globali del 28% entro il 2035. L’industria è oggi responsabile dell’80% della crescita nella domanda finale di energia dal 2019 al 2023, un dato che rende prioritario il rafforzamento delle politiche di efficienza.

Le esperienze raccolte a livello internazionale mostrano che i pacchetti di politiche più efficaci combinano regolazione, incentivi e formazione.

L’UE, con la revisione della Direttiva Efficienza Energetica del 2023, ha imposto che tutte le imprese sopra gli 85 TJ adottino un sistema di gestione energetica certificato, mentre quelle oltre i 10 TJ effettuino audit e piani di azione. In Italia le imprese energivore sono obbligate a recepire parte delle raccomandazioni degli audit. Altri Paesi, come la Spagna, hanno introdotto sanzioni fino a 112 mila dollari per le aziende non conformi. Questi strumenti, insieme a incentivi e programmi di riconoscimento, hanno dimostrato di accelerare l’adozione di misure concrete.

Digitalizzazione e intelligenza artificiale al servizio dell’efficienza

Il report sottolinea l’impatto crescente delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale nella gestione dell’energia per l’industria. Applicazioni consolidate riguardano la manutenzione predittiva, il controllo qualità automatizzato e i digital twin.

L’IEA stima che la diffusione globale di queste soluzioni possa ridurre i consumi industriali di 8 EJ entro il 2035, pari all’intero fabbisogno energetico annuale del Messico. Casi concreti confermano il potenziale: un gruppo multisito, adottando sistemi smart meter, ha tagliato i consumi medi del 7,46% in 87 stabilimenti, risparmiando oltre 41 milioni di dollari annui. Anche in Italia, servizi di energy management potenziati dall’AI hanno portato a riduzioni fino al 5% nei settori acciaio e cemento.

Verso una gestione più strategica e competitiva

Secondo l’IEA, la gestione dell’energia per l’industria non è solo una leva per abbattere costi e consumi, ma anche uno strumento di competitività. Le aziende che adottano sistemi come l’ISO 50001 riportano tempi di ritorno inferiori a tre anni nel 70% dei casi. I “quick wins”, come manutenzione preventiva o ottimizzazione degli impianti ausiliari, hanno payback di pochi mesi e permettono di liberare risorse per investimenti più profondi . Per accelerare il percorso, il report suggerisce pacchetti normativi progressivi, che passino da misure volontarie a requisiti obbligatori, accompagnati da incentivi, formazione e strumenti digitali.

Le raccomandazioni IEA per i governi

Il report sottolinea che la gestione dell’energia per l’industria deve partire da una revisione delle misure già esistenti. I governi sono invitati a valutare l’efficacia dei programmi in atto, il loro livello di adozione e l’allineamento con gli obiettivi nazionali di energia e clima.

Da questa analisi possono derivare due direzioni: rafforzare i pacchetti di politiche già operativi, ampliandone la copertura e migliorando il supporto, oppure svilupparne di nuovi laddove emergono lacune significative. Questo vale, in particolare, per le PMI, le catene di fornitura e i settori a più alto impatto.

L’IEA indica inoltre che il confronto internazionale rappresenta una risorsa preziosa. Gli Stati Uniti, ad esempio, hanno istituito partnership con laboratori nazionali e centri di valutazione per fornire audit e strumenti gratuiti. Finlandia e Irlanda hanno creato reti e accordi di lungo termine, mentre il Giappone ha combinato incentivi economici e sistemi di benchmarking.

Francia e Giappone hanno messo a disposizione un supporto personalizzato per le PMI, l’Arabia Saudita ha lanciato una piattaforma di formazione online, e l’Australia ha introdotto un sistema di reporting per condividere dati e aumentare i risparmi industriali.

Su questo tema, leggi anche: Efficienza energetica industriale: competitività in crescita grazie ai risparmi energetici

Rinnovabili •

About Author / Alessandro Petrone

Giornalista da oltre 20 anni, nel corso della sua carriera si è occupato di politica, economia, attualità e costume. È stato Caporedattore e Direttore Responsabile per una Casa Editrice che pubblica magazine generalisti in Italia, Germania, USA e Cina. Ha scritto e collaborato con aziende e media che si occupano di automotive, con particolare attenzione ai temi della mobilità sostenibile. Si è avvicinato al mondo dell’energia lavorando come ufficio stampa per multinazionali del settore. Da allora, si occupa assiduamente di temi legati alla transizione energetica, soprattutto nel settore automotive, e alle energie rinnovabili, scrivendo per La Repubblica, AdnKronos, 9 Colonne, The Post International. È altresì appassionato di tecnologia, informatica, fotografia e cucina con un passato da attivista LGBTQIA+.