Il progetto Dimitra mira a creare bio-fertilizzanti recuperando e valorizzando gli scarti agricoli. Un progetto che rientra negli obiettivi europei di sviluppo di un’economia circolare e sostenibile e che renderebbe l’UE più autonoma nella fornitura di fertilizzanti agricoli

Una visione per l’agricoltura del futuro, sostenibile e circolare
Dimitra è un progetto dell’Università di Verona per creare bio-fertilizzanti recuperando e valorizzando gli scarti agricoli. Si tratta quindi di un progetto che rientra negli obiettivi europei di sviluppo di un’economia circolare e sostenibile.
Dimitra recupera il digestato
Il progetto Dimitra è cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Life. Il dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona sviluppa Life Dimitra in collaborazione don la Società Agricola Consortile “La Torre”.
Dimitra recupera il digestato, ovvero un sottoprodotto che rimane come residuo dopo un processo di digestione anaerobica che trasforma in biogas – utile alla produzione di energia, sia come elettricità sia come calore – gli scarti agroalimentari. Si tratta di scarti vegetali, effluenti zootecnici o sottoprodotti animali.
Il digestato è ricco di nutrienti come azoto, fosforo e potassio, che sono anche alla base dei fertilizzanti agricoli. Se non trattato in maniera opportuna e utilizzato in modo scorretto, il digestato può inquinare acque e suoli, oltre ad emettere gas serra e cattivi odori.
A cosa serve il digestato?
È un prodotto molto utile e versatile da impiegare in agricoltura:
- è un fertilizzante naturale che serve a ridurre la dipendenza dai prodotti di sintesi;
- è un ammendante del suolo, ovvero contiene sostanza organica che migliora la struttura del suolo e lo rende più sano e più fertile;
- ha un odore meno intenso rispetto ai liquami e agli scarti organici freschi;
- riduce la presenza di patogeni e i semi delle erbe infestanti;
- trasformando gli scarti in una risorsa riduce il volume dei rifiuti.
L’obiettivo di Life Dimitra è quindi trasformare il digestato agricolo in fertilizzanti di nuova generazione.
Dimitra sperimenta due impianti in Italia e in Grecia
In Italia e in Grecia sono attivi due impianti dove si stanno testando tecnologie innovative per recuperare i nutrienti dal digestato.
Grazie a queste nuove tecnologie, sembra che sia possibile non solo ridurre emissioni di gas serra e cattivi odori, ma perfino riciclare acqua da impiegare per l’irrigazione.
L’impianto italiano si trova a Isola della Scala nell’azienda agricola “La Torre”. Qui è stato installato l’impianto DEMO 2, progettato dall’Università di Verona e realizzato dalla compagnia “Nuove Energie”.

I risultati della sperimentazione
I risultati sembrano molto promettenti: si tratta di un sistema compatto e modulare in grado di estrarre azoto, fosforo, ammonio e potassio attraverso processi avanzati di separazione, filtrazione e osmosi inversa, dando nuova vita al prodotto di partenza.
L’impianto Demo 2 è connesso a un impianto industriale di digestione anaerobica per il trattamento di circa 20 tonnellate al giorno di digestato.
Nei prossimi mesi l’impianto sarà in grado di ridurre sia i quantitativi di CO2 rilasciati in atmosfera dal digestato non trattato sia gli odori, e produrrà i biofertilizzanti da usare nella coltivazione di mais.

L’UE punta su rinnovabili ed economia circolare
In un’Europa che punta sempre più sulle energie rinnovabili e sull’economia circolare, il biogas è uno dei protagonisti della rivoluzione verde.
Oggi nei Paesi UE si producono circa 20 miliardi di metri cubi di biogas l’anno. Secondo le ultime stime, potrebbero diventare 160 miliardi entro il 2050.
Il progetto Dimitra va visto con uno sguardo ampio, che non deve fermarsi solo alla produzione di energia, poiché apre scenari innovativi per la gestione del digestato.
Fertilizzanti sostenibili
Se consideriamo la volatilità dei prezzi dei fertilizzanti agricoli, dovuta alle tensioni geopolitiche di cui non si vede una soluzione a breve termine, la creazione di nuovi prodotti dal digestato renderebbe l’UE più autonoma.
Afferma infatti Federico Battista, coordinatore del progetto per l’Università di Verona: «Dimitra non è solo una tecnologia, è una visione per l’agricoltura del futuro, sostenibile e circolare.
Con soluzioni innovative e replicabili, stiamo dimostrando che dai rifiuti si può creare valore attraverso la produzione di fertilizzanti che uguagliano quelli derivanti da fonti non rinnovabili, riducendo l’impatto ambientale dell’agricoltura».













