Arriva dalla Finlandia l’albume in polvere derivato da un fungo

In Finlandia è in corso una sperimentazione per produrre albume d’uovo in polvere da un fungo. Il derivato sembra essere un sostituto sostenibile della polvere proteica di albume d’uovo di gallina che renderebbe possibile ridurre la maggior parte degli impatti ambientali associati all’agricoltura

albume

(Rinnovabili.it) – L’albume d’uovo in polvere è un ingrediente utilizzato in molte preparazioni alimentari, soprattutto in quelle industriali. L’utilizzo dell’albume in aggiunta alle uova intere significa che si deve allevare un numero maggiore di galline tanto nelle fattorie quanto nei grandi allevamenti, il che comporta un maggiore consumo di mangimi e una maggiore produzione di rifiuti.

L’alternativa sostenibile all’albume in polvere

Esiste un’alternativa più green? A quanto pare la risposta è affermativa, stando a uno studio su un fungo che produce una proteina chiave dell’albume d’uovo condotto dall’Università di Helsinki insieme al VTT Technical Research Centre of Finland, una delle principali istituzioni di ricerca europee finanziata dal governo finlandese.

La rivista scientifica “Nature Food” ha pubblicato di recente un articolo dedicato allo studio dei ricercatori finlandesi.

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I ricercatori dell’Università di Helsinki e del VTT Technical Research Centre of Finland hanno modificato geneticamente il fungo filamentoso Trichoderma reesei in modo che potesse produrre e secernere l’ovalbumina (OVA), ovvero la sostanza che costituisce più della metà del contenuto proteico (circa il 60% delle proteine totali) presente nell’albume d’uovo in polvere.

Riduzione degli impatti ambientali

Pertanto l’ovalbumina prodotta utilizzando il fungo Trichoderma reesei (Tr-OVA) potrebbe diventare un sostituto sostenibile della polvere proteica di albume d’uovo di gallina, anche se al momento i ricercatori non hanno studiato l’impatto ambientale dell’eventuale produzione su scala industriale.

Per gli studiosi sembra che la produzione di Tr-OVA possa ridurre la maggior parte degli impatti ambientali associati all’agricoltura, come il riscaldamento globale e l’uso di suolo. La ricerca finlandese, infatti, ha condotto uno studio correlato ai consumi dovuti alla produzione industriale – che necessita di un forte impiego di elettricità – e ai consumi di glucosio.

Il passaggio a fonti energetiche a basse emissioni di carbonio, come le energie rinnovabili, potrebbe ridurre ulteriormente l’impatto ambientale, dimostrando i potenziali benefici dell’agricoltura cellulare rispetto all’agricoltura zootecnica per la produzione di OAV.

Minore consumo di suolo e di energia

Come si è svolta la sperimentazione? I ricercatori hanno isolato il gene del pollo responsabile della produzione di ovalbumina, hanno raccolto la proteina secreta e successivamente l’hanno concentrata e poi asciugata, riducendola in polvere.

La polvere così ottenuta ha dimostrato di avere molte delle proprietà dell’albume d’uovo in polvere estratto normalmente, come la capacità di formare una schiuma molto resistente, importante negli usi alimentari.

Dal punto di vista dell’impatto ambientale, gli scienziati ritengono che la produzione dell’ovalbumina derivata dal fungo dovrebbe ridurre l’uso di suolo di quasi il 90% e le emissioni di gas serra dal 31 al 55% rispetto alla produzione da allevamento di galline.

Si deve ancora determinare con precisione quanta energia sarebbe necessaria, ma si ritiene che sia inferiore a quella richiesta dagli allevamenti di polli.

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