Pesticidi al bando: legittimo anche se per l’UE non sono pericolosi

Una sentenza che stabilisce un precedente. Adesso gli stati possono mettere al bando i neonicotinoidi e salvare gli impollinatori senza temere i colossi dell’agrochimica

Pesticidi: Corte di giustizia UE, gli Stati possono bandire le sostanze dannose
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Tutti i pesticidi della sentenza sono neonicotinoidi

(Rinnovabili.it) – La sentenza della Corte di giustizia europea sul bando dei pesticidi farà venire qualche preoccupazione ai ministri dell’Ambiente dei Ventisette. Il tribunale di Strasburgo ha stabilito che i singoli paesi possono mettere al bando i prodotti chimici che reputano dannosi per l’ambiente, la fauna e la salute umana. Anche se quelle stesse sostanze sono state autorizzate dall’UE. Cade così uno degli alibi più usati in questi anni, con i governi pronti a nascondersi dietro il mantra del “lo ha deciso l’Europa”.

La decisione del tribunale arriva a conclusione di un braccio di ferro tra la Francia e l’Union des industries de la protection des plantes (UIPP) cioè la più grande associazione francese di produttori di fitosanitari. Il contenzioso nasceva dalla mossa di Parigi di mettere al bando cinque sostanze neonicotinoidi: acetamiprid, clothianidin, imidacloprid, thiacloprid e thiamethoxam. Dal 2018 l’UIPP si appellava alla superiorità del diritto europeo. Ma invano.

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I neonicotinoidi sono una classe di pesticidi chimicamente simili alla nicotina e colpiscono gli insetti. In particolare gli impollinatori che sono fondamentali per la riproduzione delle piante e delle colture. Negli ultimi anni i neonicotinoidi e i pesticidi che li contengono sono stati criticati per aver contribuito al declino delle api interrompendo il loro senso dell’orientamento, la memoria e le modalità di riproduzione.

Nel caso di due delle sostanze oggetto della sentenza si era arrivati al paradosso: l’EFSA (l’autorità europea che rilascia le autorizzazioni ai prodotti fitosanitari) aveva dato l’ok a clothianidin e thiamethoxam, ma studi interni fatti dai loro produttori (Bayer e Syngenta) e trapelati nel 2016 certificavano che sono dannose per le api. Ma tutto era rimasto come prima.

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Cosa cambia adesso? La sentenza della Corte di giustizia europea è un precedente solido e può dare il via ad altri procedimenti simili. Ma serve la volontà dei singoli paesi di mettere al bando certi pesticidi, in particolare quelli a base di neonicotinoidi. Il tribunale ha stabilito che gli stati membri possono “adottare misure protettive unilaterali se hanno precedentemente sollevato preoccupazioni su una sostanza attiva con la Commissione e la Commissione non adotta misure protettive”. Tradotto: il dubbio dello stato vince sul via libera dell’esecutivo UE. E i colossi dell’agrochimica hanno meno armi a disposizione.

“Gli Stati membri spesso si nascondono pubblicamente dietro la Commissione europea e affermano che solo a livello dell’UE si può vietare un pesticida”, ha commentato a EURACTIV Martin Dermine, responsabile della politica sanitaria e ambientale per il Pesticide Action Network Europe (PAN), aggiungendo che i governi spesso temono che se mettono i pesticidi al bando ci saranno “citazioni in tribunale sistematiche da parte dell’industria agrochimica”.

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