Programma PRIMA: oltre 5 anni di successi per la ricerca italiana, ora i bandi 2024

Il MIUR e il Segretariato Italiano di PRIMA hanno presentato il report 2018-22 annunciando nuovi i bandi: oltre 60 milioni di euro per sostenere la ricerca nel settore agroalimentare e delle risorse idriche

Programma PRIMA
Credits: Università di Siena

I bandi PRIMA e i risultati conseguiti dalla ricerca italiana

(Rinnovabili.it) –  Hanno studiato come impiegare in maniera sostenibile l’acqua nella coltivazione del riso. Come aumentare la resilienza degli alberi da frutta rispetto gli scenari climatici futuri. Come migliorare la diversità nei sistemi cerealicoli mediterranei. Come creare imballaggi sostenibili e circolari per proteggere gli alimenti. Sono i progetti vincitori del Programma PRIMA (Partnership for Research and Innovation in the Mediterranean Area) e per la precisione alcuni di quelli coordinati da unità italiane dal 2018 al 2022. Un periodo che ha visto il Belpaese dar il meglio di sè, partecipando a 159 iniziative di ricerca nel settore agroalimentare e delle risorse idriche su 202 totali. E coordinandone ben 70. A fare il punto della situazione sono stati ieri il Ministero Università e Ricerca e il Segretariato Italiano di PRIMA in collaborazione con APRE presentando il rapporto sui primi cinque anni.

Un documento che, come sottolineato dal professor Angelo Riccaboni, Presidente Fondazione PRIMA, celebra il successo nostrano in termini di coinvolgimento, finanziamenti ottenuti, leadership e  numero di unità di ricerca coinvolte. Basti pensare che dei 285 milioni di euro erogati dal 2018 al 2022, 64,8  sono andati a beneficio di ricercatori e innovatori italiani. Ottimi risultati che hanno contagiato anche il 2023. Il sesto anno di attuazione dei Bandi del Programma PRIMA ha confermato  la posizione di rilievo assunta dalla ricerca e dall’innovazione nazionale. Il Belpaese ha acquisito, infatti, il 22% del budget totale, 14 milioni di euro su 63, con il più alto finanziamento ottenuto su entrambe le sezioni, 60 unità di ricerca coinvolte (su 392) e il maggior numero di coordinamenti (12).

Programma PRIMA
Maria Cristina Russo, Direttrice cooperazione internazionale DG Ricerca e Innovazione, Comm. Europea e Angelo Riccaboni, Presidente Fondazione PRIMA

“Il programma PRIMA, la più ambiziosa iniziativa di ricerca e innovazione agrifood mai lanciata nel Mediterraneo, è ormai considerata a livello internazionale un’iniziativa di grande rilevanza strategica sia per il ruolo svolto in termini di diplomazia scientifica, sia per la capacità di proporre risposte alle sfide del cambiamento climatico e della sicurezza alimentare – ha dichiarato Riccaboni. “Il recente accordo raggiunto dalla Commissione, dal Consiglio e dal Parlamento europeo sulla prosecuzione della partecipazione dell’Unione Europea a PRIMA è un grande risultato che riconosce il lavoro svolto e ci spinge ad affrontare con un impegno ancora maggiore le sfide del sistema agroalimentare. Gli ottimi risultati dei ricercatori italiani, in particolare, ci fanno ben sperare sulle capacità del nostro ecosistema di innovazione nel contribuire ad un futuro prospero, sostenibile e resiliente del Paese e del Mediterraneo”.

I risultati del Report – ha detto il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, nel suo messaggio di saluto – ci confermano, ancora una volta, che l’Italia sa essere guida nella ricerca e sa avere una solidità gestionale capace di raggiungere traguardi importanti anche a livello internazionale. E oggi possiamo annunciare con orgoglio che il programma PRIMA è un percorso che non si interrompe ma che prosegue con nuovi finanziamenti e nuovi progetti per il periodo 2025-2027, garantendo l’allineamento dell’iniziativa al Programma Quadro e il pieno sviluppo del partenariato lungo tutto Horizon Europe. PRIMA – ha concluso il Ministro Bernini – è una progettualità ferma, è un successo strategico”.

L’evento è stato anche l’occasione per presentare i Bandi PRIMA 2024 che mettono a disposizione oltre 60 milioni di euro per progetti di ricerca e innovazione su gestione efficiente delle risorse idriche, sistemi agrifood, catene del valore agroalimentare e sulla loro interconnessione (acqua, energia, cibo, ecosistemi). In linea con gli anni scorsi, anche quest’anno il MIUR mette a disposizione dei ricercatori italiani circa 7 milioni di euro all’interno di tali bandi. Nei prossimi giorni il Segretariato Italiano di PRIMA darà la possibilità ai ricercatori e ricercatrici interessati di concordare colloqui individuali con esperti a supporto della presentazione delle proposte progettuali in scadenza i primi di aprile.

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