La ricerca ENEA apre la strada a nuovi farmaci da pomodori e lieviti

Un procedimento innovativo sviluppato da un gruppo di ricercatori dell’ENEA potrebbe avere interessanti applicazioni in campi diversi. Il più importante è quello farmaceutico perché potrebbe portare alla produzione di nuovi farmaci contro malattie della vista come la maculopatia, degenerativa e gravemente invalidante

nuovi farmaci
via Pixabay

(Rinnovabili.it) – Il Laboratorio di Biotecnologie dell’ENEA ha sviluppato e brevettato un procedimento innovativo e a basso costo che potrebbe avere interessanti sviluppi in campi diversi: dalla nutraceutica alla cosmetica, ma il campo sicuramente più rilevante è quello farmaceutico perché potrebbe portare alla produzione di nuovi farmaci contro le malattie della vista. Lo studio è stato pubblicato dalla rivista internazionale “Plant Physiology”.

Il procedimento dell’ENEA – i cui risultati sono qualitativamente certificati – permette di produrre una classe di molecole bioattive come le crocine (la crocina è un carotenoide presente nei fiori del genere crocus, ed è responsabile del colore dello zafferano) che sono in grado di migliorare alcune funzionalità del nostro organismo.

Una speranza per la cura della maculopatia?

La maculopatia, una malattia degenerativa della retina gravemente invalidante, sembra sensibile alla funzione protettiva delle crocine insieme ad altri due carotenoidi, la luteina e la zeaxantina.

L’importanza del procedimento sviluppato dall’ENEA è dovuta anche al fatto che gli studi più recenti stimano che nel 2040 la maculopatia colpirà 280 milioni di persone in tutto il mondo.

Finora la produzione biotecnologica delle crocine era stata ottenuta in sistemi come il batterio Escherichia coli o le foglie di tabacco che, non essendo commestibili, richiedono una purificazione. L’innovazione del gruppo di ricerca dell’ENEA parte proprio dalla possibilità di impiegare sostanze diverse.

Come spiega Sarah Frusciante, ricercatrice ENEA, inventrice del brevetto insieme ai colleghi Giovanni Giuliano, Olivia Demurtas e Giuseppe Aprea, «per produrre tutte le crocine necessarie alla prevenzione della maculopatia, occorrerebbe raddoppiare la produzione mondiale di zafferano, spezia rara e costosa, e destinarla tutta a questo scopo.

La biotecnologia porta a nuove scoperte

Il lavoro che abbiamo svolto apre un nuovo scenario sulla produzione sicura e a basso costo di queste molecole in quanto dimostra come attraverso la biotecnologia sia possibile ottenere crocine in organismi commestibili e generalmente riconosciuti sicuri come il lievito e il frutto del pomodoro».

I ricercatori dell’ENEA hanno individuato un nuovo enzima proveniente da Bixa orellana, capace di sintetizzare crocine a partire da carotenoidi ampiamente diffusi, come il beta-carotene della carota e il licopene del pomodoro.

Il nuovo enzima si aggiunge a una serie di altri enzimi che il team aveva individuato in studi precedenti che erano stati finanziati dall’Unione Europea e dalla Regione Lazio. «Questa linea di ricerca ha già prodotto 2 brevetti e 8 pubblicazioni precedenti, aprendo la via alla produzione delle crocine in varie matrici commestibili».

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