Riforma della Pac, i piani strategici nazionali non dovranno rispettare il Green Deal

La Commissione sta preparando un atto legislativo che regola il contenuto dei piani strategici nazionali. La clausola che obbliga gli Stati a spiegare come questi piani seguono il Green Deal però non piace a molti paesi membri che la vogliono cancellare

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Foto di WikiImages da Pixabay

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(Rinnovabili.it) – Dopo la battaglia (persa) sul testo principale della riforma della Pac, la Commissione europea sta cedendo anche sui testi legislativi di supporto che regolano l’implementazione concreta, paese per paese, della nuova politica agricola comune.

Sotto i riflettori finiscono i piani strategici nazionali (Psn) con cui ogni paese deve spiegare entro fine anno come vuole raggiungere i 9 obiettivi comuni, più uno trasversale, previsti dalla riforma della Pac. Bruxelles sta preparando un atto che regola alcuni aspetti dei Psn, ma c’è un aspetto su cui gli Stati hanno già fatto muro. Si tratta della clausola, che sarebbe contenuta nella bozza di provvedimento, con cui la Commissione chiede ai paesi membri di specificare in che modo le azioni proposte nei Psn sono allineate con il Green Deal.

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Un punto che, secondo alcuni Stati, è inaccettabile perché andrebbe oltre la riforma della Pac stessa. Il testo approvato lo scorso giugno, in effetti, è un compromesso dal quale è stato letteralmente cancellato ogni riferimento al Green Deal. Non stabilisce nessun obbligo di rispettare l’architrave della torsione verde dell’Europa e cita il Deal solo in un passaggio, ma in una sezione della riforma che ha un valore legale minore.

Secondo alcune fonti informate, sentite dal portale Euractiv, il testo così com’è non riuscirebbe a superare i prossimi passaggi prima dell’approvazione finale. Nei vari step gli Stati membri hanno molta voce in capitolo e con buona probabilità stravolgeranno la norma, oppure cancelleranno direttamente la richiesta di allinearsi al Green Deal.

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Secondo le stesse fonti, la Commissione non starebbe facendo molta resistenza. Anzi, Bruxelles sarebbe già al lavoro su una nuova bozza che possa ricevere l’ok dai paesi membri per non mancare la scadenza del 2 dicembre.

La riforma della Pac è stata approvata solo dopo un negoziato molto lungo e complesso, dove gli Stati tramite il Consiglio sono riusciti a spuntarla sulle richieste dell’Europarlamento (e le posizioni della Commissione) in tutti i punti cruciali, annacquandone l’ambizione.

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