Roma Innovation Hub: il ruolo di Agronomi e Forestali nel percorso dell’Agenda 2030

Difendere e promuovere le competenze, mentre si investe in conoscenza e innovazione: la ricetta di Marco Cossu del Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari

Marco Cossu, Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari

(Rinnovabili.it) – Il 25 ed il 26 gennaio si è svolto Roma Innovation Hub 2024, un importante confronto tra i professionisti della progettazione, le aziende, le istituzioni e il Governo. Al centro dell’evento i temi dell’innovazione letti attraverso l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Come raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione, digitalizzazione, transizione verde e sostenibilità? Ne abbiamo parlato con Marco Cossu del Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari, tra gli oratori dell’evento.

Innovazione e sostenibilità sono i temi chiave di Roma Innovation Hub. Quale sarà il ruolo di agronomi e forestali rispetto agli Obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite?

Oggi agronomi e forestali stanno lavorando moltissimo sulla sostenibilità ambientale e dei processi agricoli in particolare. Il dottore agronomo oggi cerca l’efficienza e la sostenibilità dell’agricoltura in tutti gli ambiti a cui si richiamano le politiche europee ambientali e agricole, ovvero il nesso tra acqua, cibo ed energia.

Per quanto riguarda l’energia c’è un settore che si sta sviluppando e deve essere adeguatamente disciplinato, quello dell’agrivoltaico. Molti agronomi lavorano a fianco degli ingegneri per aiutarli a realizzare sistemi compatibili con l’attività agricola che siano sostenibili per quanto riguarda l’uso efficiente della risorsa suolo.

L’agrivoltaico, che è l’applicazione del fotovoltaico in agricoltura, consente di produrre sulla stessa superficie energia e cibo senza consumare ulteriore area agricola, che quindi può essere utilizzata per altre attività.

Per quanto riguarda l’acqua si sta lavorando moltissimo sull’introduzione nelle aziende agricole delle tecnologie per l’irrigazione di precisione: questa consente un considerevole risparmio idrico e il miglioramento della qualità dei prodotti attraverso la deficit irrigation. Con questa tecnica si innesta un leggero stress idrico sulla pianta, e in alcune specie consente di potenziare le proprietà dei prodotti dal punto di vista sia organolettico che nutrizionale.

Il riciclo delle acque reflue rientra nelle vostre competenze?

Il riciclo e il filtraggio delle acque reflue permettono di recuperarle per l’agricoltura e, in qualche caso, anche per il settore civile. L’Unione Europea sta investendo moltissimo in progetti per il recupero delle acque reflue per l’agricoltura, che notoriamente è un settore produttivo che consuma molta acqua. L’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali ha competenze in questo settore, a cui infatti sta lavorando a fianco di altri professionisti presenti a Roma Innovation Hub 2024.

Quali sono le vostre proposte per raggiungere gli Obiettivi dell’Agenda 2030?

In ambito agricoltura e ambiente ci impegniamo per la sostenibilità dei processi produttivi alimentari sia in termini di consumo di acqua che di energia. Riteniamo inoltre necessario elevare la qualità dei prodotti agricoli in termini nutrizionali e nutraceutici, che in alcuni casi possono migliorare la salute del consumatore e sono sempre più richiesti dal mercato.

Cosa significa per voi la partecipazione a Roma Innovation Hub?

L’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali sta passando attraverso una serie di sfide per difendere da un lato e promuovere dall’altro le competenze dell’agronomo nella nuova agricoltura. È fondamentale investire in conoscenza nel settore dell’agricoltura di precisione, nell’agricoltura 4.0, nella sostenibilità dei processi produttivi agricoli. Questa convention è un’occasione preziosa per interfacciarsi con gli altri professionisti e collaborare insieme a rendere sostenibile l’agricoltura del futuro.

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