Metà delle specie animali è in declino: ecco perché non dobbiamo sottostimare la defaunazione

Uno studio della Queen’s University di Belfast calcola che il 48% delle specie viventi sul Pianeta abbiano popolazioni in diminuzione. Il 49% è stabile e solo il 3% sta crescendo. La perdita è maggiore per le specie tropicali

Defaunazione: il 48% delle specie animali è in declino
Foto di Marc Pascual da Pixabay

Analizzate oltre 71mila specie di vertebrati e insetti da ogni continente

(Rinnovabili.it) – Quasi metà (il 48%) delle specie animali del Pianeta è in declino, mentre appena il 3% ha una popolazione in aumento. Un’erosione della biodiversità che tocca tutti gli angoli del pianeta. Lo ha calcolato uno studio della Queen’s University di Belfast, in Irlanda del Nord, per il quale i ricercatori hanno analizzato 70mila specie animali e ne hanno determinato il tasso di defaunazione.

Misurare la defaunazione

Misurare la defaunazione, cioè la progressiva perdita di consistenza delle popolazioni animali, aiuta a disegnare un quadro più preciso della perdita di diversità biologica in corso, rispetto a metodi più comuni come gli indicatori delle specie a rischio estinzione.

Le estinzioni sono precedute da un progressivo declino delle popolazioni nel tempo, che lascia “impronte” demografiche in grado di allertarci sulle traiettorie delle specie verso l’estinzione – sostengono gli autori – Pertanto, un’attenzione esclusiva alle categorie di conservazione IUCN [la maggiore associazione globale per la conservazione della natura, ndr], senza considerare le tendenze dinamiche delle popolazioni, può sottovalutare la reale portata dei processi di estinzione in corso in natura”.

Squilibri globali

Un approccio non sostituisce l’altro: anzi, presi congiuntamente aiutano a comprendere meglio i contorni della crisi ecologica in cui ci troviamo. Secondo i ricercatori, infatti, ci sono alcune importanti sovrapposizioni tra le dinamiche di defaunazione emerse dallo studio e le aree in cui è nota la concentrazione di specie a rischio. I maggiori declini nelle popolazioni animali tendono a concentrarsi proprio nelle aree tropicali, dove è maggiore la presenza di specie che fanno parte della lista rossa dello IUCN. Mentre le specie stabili – il 49% del totale – e quelle in aumento si trovano soprattutto nelle fasce temperate. Ancora più significativo è il fatto che il 33% delle specie che lo IUCN classifica come “non a rischio” abbia però un processo di defaunazione ben incamminato.

“A differenza dei precedenti eventi di estinzione di massa, la nostra valutazione mostra che la crisi di estinzione dell’Antropocene sta subendo un rapido squilibrio della biodiversità, con livelli di declino (sintomo di estinzione) che superano di gran lunga i livelli di aumento (sintomo di espansione ecologica e potenzialmente di evoluzione) per tutti i gruppi”, sottolineano gli autori, che hanno analizzato specie di tutti i gruppi di vertebrati più gli insetti.

Articolo precedenteTruffa del Bonus Facciate: a Verona illeciti per 17 milioni di euro
Articolo successivoEGP: pannelli solari sui canali di derivazione delle centrali idroelettriche

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Leave the field below empty!