Deforestazione: ecco le 11 aree maggiormente a rischio

Undici luoghi in tutto il mondo – di cui 10 nei tropici – entro il 2030 rappresenteranno oltre l’80 per cento della perdita di foreste a livello globale

Deforestazione: ecco le 11 aree maggiormente a rischio

 

(Rinnovabili.it) – Nei prossimi due decenni potremmo dover dire addio a centinaia di milioni di ettari di foreste nel mondo. Ma badate bene, non si tratterà un processo omogeneo e diffuso, ma di un vero e proprio saccheggio di 11 precisi patrimoni naturali del Pianeta. Amazzonia, Foresta atlantica e Gran Chaco, Borneo, Sumatra e altre altri sette fondamentali polmoni verdi della Terra sono i luoghi più a rischio e anche quelli dove già oggi la deforestazione sta imprimendo profonde cicatrici.

A denunciarlo è il WWF in un nuovo report, spiegando che, se il trend attuale di disboscamento non dovessi fermarsi entro il 2030, perderemo da questi fronti una superficie verde pari a quella di Germania, Francia, Spagna e Portogallo messi insieme.

Questo significherebbe non solo perdere uno degli strumenti principali per contrastare il global warming, ma che cancellare dalla faccia della Terra la più ricca concentrazione di fauna selvatica al mondo, comprese le specie in via di estinzione, e aree fondamentali per molte comunità indigene.

 

Le principali cause della deforestazione

Dietro le motoseghe c’è soprattutto la mano dell’agricoltura: l’espansione della produzione di olio di palma e di soia, ma anche l’invasione di attività agricole che tagliano e bruciano le foreste (“Slash and Burn”). Seri danni sono provocati anche dal taglio insostenibile e dalla raccolta illegale del legno, mentre le miniere, l’energia idroelettrica e altri progetti di infrastrutture portano nuove strade che aprono le foreste ai coloni e all’agricoltura.

 

 

 

“Le minacce per le foreste sono più grandi di una singola azienda o industria, e spesso attraversano i confini nazionali. Essi richiedono soluzioni che guardano tutto il paesaggio”, spiega Isabella Pratesi, Direttore programma di Conservazione Internazionale del WWF Italia . “Questo significa collaborazione territoriale che tenga conto delle esigenze delle imprese, delle comunità e della natura”.

 

Deforestazione: ecco le 11 aree maggiormente a rischio

 

Il WWF si è fatto portavoce della Zero Net Deforestation and Forest Degradation entro il 2020, obiettivo che riflette la portata e l’urgenza con cui devono essere affrontate le odierne minacce per foreste e clima.  Per capire cosa significherebbe in pratica, l’associazione ha sviluppato con l’Istituto Internazionale per analisi dei sistemi applicati (IIASA) il Living Forests Model, programma che permette di esplorare diversi scenari dell’uso del suolo a livello mondiale. Calcola l’effetto di forze come la crescita della popolazione e la domanda dei consumatori, e descrive le possibili conseguenze su settori chiave come la produzione alimentare, il cambiamento climatico, la biodiversità, i prezzi delle materie prime e lo sviluppo economico.

Il rapporto è stato rilasciato in occasione del vertice ‘Tropical Landscapes Summit: A Global Investment Opportunity’, un meeting internazionale di leader politici, imprenditori e della società civile in corso a Giacarta, Indonesia.

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