L’esposizione agli ftalati nella plastica potrebbe causare il 10% delle nascite premature

Noti interferenti endocrini, sono comunemente utilizzati nella produzione di plastica. Ma l’esposizione agli ftalati ha numerose controindicazioni

esposizione agli ftalati
Foto di Aditya Romansa su Unsplash

La ricerca USA sull’esposizione agli ftalati fa emergere necessità di maggiore regolamentazione

(Rinnovabili.it) – Il 10% dei parti prematuri è associato all’esposizione agli ftalati delle donne in gravidanza. Lo afferma una ricerca svolta negli Stati Uniti sull’impatto di queste sostanze chimiche comunemente presenti nei prodotti in plastica. Gli ftalati, noti interferenti endocrini, servono per ammorbidire la plastica e sono presenti in numerosi articoli di consumo come contenitori, prodotti di bellezza e giocattoli. Tra i problemi che causano, però, ci sono obesità, malattie cardiache, cancro e problemi di fertilità.

Proprio su quest’ultimo aspetto si è concentrato lo studio condotto dal Langone Health Center della New York University. Gli esperti hanno analizzato i livelli di ftalati nelle urine di oltre 5 mila donne in gravidanza, scoprendo che il 10% che registrava i livelli più alti aveva un rischio di parto prematuro aumentato del 50% prima della 37ª settimana. 

Sulla base dei risultati ottenuti, i ricercatori hanno stimato che quasi 56.600 nati prematuri negli Stati Uniti nel 2018 potevano essere collegati all’esposizione agli ftalati.

Qual è il problema di una nascita prematura? In sostanza, che ci sono maggiori probabilità di avere problemi di salute nel proprio futuro. Lo studio ha calcolato che i costi medici e sociali associati all’esposizione agli ftalati per i parti prematuri negli Stati Uniti sono compresi tra 1,6 e 8,1 miliardi di dollari. Quando si parla di esternalità negative nella produzione della plastica, questi sarebbero da considerare parte dei costi nascosti.

Sebbene lo studio si sia concentrato sugli USA, il team sostiene che la gran diffusione degli ftalati possa causare il 5-10% dei parti prematuri nella maggior parte del mondo. Più del 75% dell’esposizione a queste sostanze è attribuibile alla plastica. Un’altra ragione per ridurre la sua produzione e diffusione.

È interessante notare che gli ftalati di sostituzione utilizzati da alcune aziende hanno effetti ancora più potenti rispetto al ben noto DEHP. Per questo sorge la necessità di regolamentare gli ftalati come gruppo, non singolarmente.

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