70 ong denunciano il doppio standard dell’UE sui pesticidi

L’UE vieta l’uso di pesticidi nei campi, ma poi acquista il cibo prodotto da paesi che quelle sostanze chimiche le importano dall’Europa. E le usano

pesticidi
Credits: Th G da Pixabay

Nel 2018 esportate più di 80mila t di pesticidi vietati in Europa

(Rinnovabili.it) – Vietati dentro i confini del continente. Ma prodotti ed esportati in gran quantità in paesi terzi. E’ la politica strabica di Bruxelles sui pesticidi. Una consuetudine che non dovrebbe più trovare spazio con i nuovi indirizzi del Green Deal. Contro questo doppio standard si alza la voce di più di 70 organizzazioni non governative da tutta Europa, che hanno spiegato le loro ragioni in una lettera indirizzata alla Commissione europea.

Secondo una recente indagine, nel 2018 i paesi membri dell’UE hanno approvato l’esportazione di 81.615 tonnellate di pesticidi contenenti 41 sostanze di cui è stato vietato l’uso in Europa, a causa di criticità sia ambientali che sanitarie.

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“Le aziende dell’UE stanno approfittando delle deboli leggi nazionali in materia di salute umana e ambiente per vendere a paesi terzi pesticidi considerati troppo pericolosi per l’uso in Europa. Ciò è semplicemente immorale, ma la Commissione sta dando il suo consenso”, afferma Angeliki Lysimachou, responsabile della politica scientifica di PAN Europe.

Ma non è tutto. Perché questi pesticidi ovviamente vengono usati dai paesi terzi, i cui prodotti alimentari finiscono tranquillamente sulle tavole dei cittadini europei visto che gli Stati membri li importano senza particolari remore. Nei nostri campi no, ma nei nostri piatti sì. Un altro studio ha mostrato che i residui di 74 pesticidi vietati nell’UE sono stati trovati negli alimenti testati sul mercato europeo solo nel 2018.

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Il mese scorso la Commissione europea ha approvato la Strategia per la sostenibilità delle sostanze chimiche. Nel documento ha promesso di impegnarsi molto più seriamente che in passato anche sui pesticidi e sulla classificazione delle sostanze come potenzialmente dannose. In particolare, la strategia contiene l’impegno a “garantire che le sostanze chimiche pericolose vietate nell’Unione Europea non siano prodotte per l’esportazione”.

Inoltre, l’esecutivo UE si è impegnato anche a “utilizzare tutta la sua diplomazia, la politica commerciale e gli strumenti di sostegno allo sviluppo” per promuovere una graduale eliminazione globale dei pesticidi non più approvati nell’UE.

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