Duemila esperti a Parigi fanno il punto sul cambiamento climatico

A 5 mesi dalla COP 21, Parigi torna al centro del dibattito sul cambiamento climatico con un summit di esperti a confronto fino a venerdì

Duemila esperti a Parigi fanno il punto sul cambiamento climatico

 

(Rinnovabili.it) – Quasi duecento Paesi invieranno due migliaia di scienziati a discutere di un tema cruciale per il futuro del pianeta: il cambiamento climatico. A 5 mesi dall’avvio della COP 21 di Parigi, organizzata dalle Nazioni Unite, oggi è iniziata nella capitale francese una conferenza di esperti dal titolo «Il nostro futuro comune a seguito del cambiamento climatico». Lo scopo è fare il punto, aggiornare lo stato della ricerca sul clima globale per fornire un punto di partenza chiaro ai negoziatori che, in sede UNFCCC, si scambieranno pareri da fine novembre con l’intento di addivenire alla stipula di un accordo vincolante sulle emissioni di carbonio planetarie.

 

L’incontro di oggi prevede circa 160 sessioni e panel di discussione organizzati presso l’Unesco e nel campus dell’Università di Jussieu. L’evento ha visto l’inaugurazione di due climatologi francesi membri dell’IPCC, il più autorevole gruppo di esperti di cambiamento climatico, nato in seno all’ONU, che ha fornito gli ultimi rapporti sui quali si sono finora basati i negoziati. I due climatologi francesi, Hervé Le Treut e Jean Jouzel, sono anche tra gli organizzatori della conferenza. All’avvio dei lavori sono stati invitati a parlare anche esponenti della politica: il ministro francese dell’Educazione, Najat Vallaud-Belkacem, e quello dell’ecologia, Ségolène Royal. Spazio ance alla vice direttrice generale dell’Unesco, Flavia Schlegel, e al segretario generale dell’Organizzazione meteorologica mondiale, Michel Jarraud.

 

Il vertice durerà fino a venerdì pomeriggio. La chiusura sarà affidata ad altri personaggi di spicco: il direttore ad interim dell’IPCC, il sudanese Ismail El Gizuli (Rajendra Pachauri si è dimesso a febbraio), i due presidenti dei negoziati sul clima delle Nazioni Unite (l’americano Daniel Reifsnyder e l’algerino Ahmed Djoghlaf) e il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, che presiederà la COP di Parigi. La comunità internazionale ha fissato l’obiettivo da raggiungere ai 2 °C di aumento massimo della temperatura media globale, per avere almeno il 50% di possibilità di evitare gli effetti più catastrofici del cambiamento climatico. In base a questo target, ritenuto troppo lassista dai Paesi più poveri e a rischio collasso, il resto del mondo sta presentando i suoi piani di taglio delle emissioni.

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