Se il mondo raddoppia il passo rispetterà l’accordo di Parigi

Oggi le emissioni calano a un tasso dell’1% l’anno. Se riusciremo a portarlo all’1,8% avremo una probabilità su due di contenere il riscaldamento globale sotto i 2°C entro la fine del secolo

Accordo di Parigi: per rispettarlo dobbiamo raddoppiare l’ambizione sul clima
Foto di Free-Photos da Pixabay

Con l’impegno sul clima odierno degli Stati c’è solo il 5% di probabilità di rispettare l’accordo di Parigi

(Rinnovabili.it) – Lo studio più ottimista pubblicato negli ultimi 5 anni sostiene che per rispettare gli impegni presi con l’accordo di Parigi sul clima basta raddoppiare il ritmo con cui abbattiamo le emissioni di gas serra. Secondo i ricercatori dell’università di Washington, gli impegni climatici dei paesi devono garantire un calo dell’1,8% annuo delle emissioni. In questo modo, entro il 2100 il riscaldamento globale sarà mantenuto “ben al di sotto” dei 2°C.

Gli autori di questo articolo, pubblicato il 9 febbraio sulla rivista Communications Earth & Environment, hanno firmato nel 2017 uno degli studi più citati in materia, in cui si calcolava che con gli obiettivi climatici assunti dagli Stati firmatari dell’accordo di Parigi in quel momento, c’era uno striminzito 5% di probabilità che il mondo riuscisse a onorare l’impegno sul clima.

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Servono obiettivi più ambiziosi, quindi: ma più ambiziosi di quanto, precisamente? E’ questa la domanda che ha guidato la loro ricerca. L’impianto è lasciato immutato rispetto al lavoro precedente. Si utilizza lo stesso approccio statistico per modellare i tre principali driver dei gas serra prodotti dall’uomo: popolazione nazionale, PIL pro capite e intensità di carbonio.

Con gli obiettivi climatici attuali, i ricercatori calcolano che il calo annuale di emissioni di gas serra si attesti intorno all’1%. Anche aggiungendo i dati degli ultimi 5 anni, quindi post-Parigi, si conferma la previsione precedente: lo scenario business as usual dà una probabilità solo del 5%. Per portarla almeno al 50% con orizzonte 2100, calcolano gli autori, bisogna fare essenzialmente due cose. Primo, proseguire nella stessa direzione indicata dall’accordo di Parigi anche dopo il 2030. Secondo, aumentare l’impatto dei tagli di gas serra dell’80%, portando così la media globale all’1,8%.

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“L’idea del nostro lavoro è che, in realtà, ciò che è necessario fare non è facile, ma è quantificabile. Ridurre le emissioni globali dell’1,8% all’anno è un obiettivo non astronomico”, commenta Adrian Raftery, uno degli autori.

Altri studi si concentrano su orizzonti temporali più ravvicinati e sostengono che anche aumentando molto il livello di impegno sul clima sarà impossibile evitare che il riscaldamento globale superi i 2°C già nei prossimi anni. Anche se alcuni di questi lavori ritengono possibile che, nel lungo periodo e quindi al 2100, le politiche climatiche riescano a contenerlo rispettando Parigi, sottolineano che questa “altalena” comporta impatti notevoli nei prossimi anni sull’economia e le società in tutto il mondo.

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