Le 50 compagnie fossili celebrate dalla COP28 mandano in fumo il 60% del budget di carbonio globale

Un rapporto di Global Witness analizza le promesse delle 50 aziende oil&gas che hanno aderito alla Carta per la decarbonizzazione siglata alla conferenza sul clima di Dubai. Non coprono le loro emissioni scope 3, cioè 150 GtCO2. Circa 2/3 dei gas serra che possiamo emettere prima di sforare gli 1,5 gradi

Budget di carbonio globale: 50 compagnie fossili ne consumeranno il 62%
Foto di Markus Spiske su Unsplash

Per l’IPCC, il budget di carbonio globale restante era di 360 GtCO2 nel 2021

(Rinnovabili.it) – Alla COP28 di Dubai, 50 compagnie fossili globali hanno dichiarato di essere in prima linea per impegnarsi a rispettare il limite di 1,5°C stabilito dall’Accordo di Parigi. Ma i protagonisti di questa Oil & Gas Decarbonization Charter, che hanno promesso di accelerare l’azione climatica, allo stesso tempo hanno piani di espansione che bruceranno il 62% del budget di carbonio globale che ci resta prima di sforare Parigi. Tutto questo, rispettando formalmente gli impegni presi a Dubai.

Perché la Carta sulla decarbonizzazione non copre gli usi finali del petrolio e del gas estratti e commercializzati dalle compagnie fossili. Cioè circa il 90% della loro impronta di carbonio reale. Risultato? La conferenza sul clima ha reso più presentabili aziende che, nel complesso, da qui al 2050 emetteranno – solo come emissioni scope 3 – più di 150 miliardi di tonnellate di CO2 (GtCO2).

Chi divora 2/3 del budget di carbonio globale?

Numeri sulle emissioni che derivano dai piani industriali delle compagnie, analizzati da Global Witness in un rapporto appena pubblicato. In tutto, le nuove estrazioni da qui a metà secolo equivalgono a 265 miliardi di barili di petrolio e 26,7 miliardi di metri cubi di gas, calcola l’ong: “Le emissioni totali di questi prodotti rilasceranno 156 miliardi di tonnellate di anidride carbonica equivalente. Si tratta di circa il 62% del carbonio rimanente che l’umanità può produrre prima di esaurire il nostro budget di carbonio globale per limitare il riscaldamento a 1,5°C”.

E i due maggiori sponsor dell’iniziativa di Dubai, cioè Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, sono anche i paesi che controllano le compagnie fossili che genereranno più gas serra. Saudi Aramco e Abu Dhabi National Oil Company (ADNOC), insieme, produrranno 136,4 miliardi di barili di petrolio e 5,5 miliardi di metri cubi di gas. “Si prevede che queste due società da sole produrranno prodotti che emettono 64,7 miliardi di tonnellate di CO2”, calcola Global Witness, ovvero più di un quarto del restante budget di carbonio globale per 1,5°C.

Secondo l’ultimo rapporto IPCC, del 2021, il budget di carbonio globale che resta prima di sforare 1,5 gradi è di 360 GtCO2: una quantità sufficiente per avere ancora una probabilità del 66% di restare sotto la soglia di Parigi. Per l’IPCC, l’orizzonte entro il quale il budget si esaurirà è il 2030. Per avere una probabilità più alta, dell’83%, il budget si restringe a 300 GtCO2, che ai ritmi di emissioni attuali esauriremmo nel 2028. Altri studi successivi hanno ricalcolato il budget e lo hanno fissato a 250 GtCO2 per avere una probabilità di appena il 50%.

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