Phase out delle fossili, senza date certe i target 2040 sono troppo deboli

Il 6 febbraio Bruxelles presenterà la sua proposta di nuovi obiettivi di riduzione delle emissioni al 2040. WWF, Greenpeace, Transport & Environment, CAN Europe, EEB, E3G, Global Citizen e Carbon Market Watch chiedono di indicare lo stop al carbone nel 2030, al gas nel 2035 e al petrolio nel 2040

Phase out delle fossili: l’UE fissi date certe nei target clima 2040
Foto di Ratul Ghosh su Unsplash

Lettera di 7 ong europee alla Commissione

(Rinnovabili.it) – L’Europa può e deve dire stop al carbone entro il 2030, al gas per il 2035 e al petrolio non più tardi del 2040. Fissando date certe sul phase out delle fossili negli obiettivi sul clima per il 2040 che la Commissione presenterà il 6 febbraio. Solo in questo modo l’UE manterrà l’impegno preso alla Cop28 di Dubai sulla transizione dalle fossili. E seguirà concretamente le raccomandazioni dell’Advisory Board sul Clima, l’ente scientifico di consulenza dei Ventisette.

Lo chiedono a Bruxelles 7 ong europee in una lettera indirizzata alla Commissione. In cui spronano l’esecutivo UE a proseguire, migliorandolo, sul percorso avviato con il Green Deal. “Il Green Deal dell’UE rimette l’Unione sulla buona strada per una riduzione di circa il 30% della domanda di gas, mentre l’UE potrebbe ridurre del 16% il consumo di petrolio tra il 2021 e il 2030”, scrivono WWF, Greenpeace, Transport & Environment, CAN Europe, EEB, E3G, Global Citizen e Carbon Market Watch. “Sebbene entrambi costituiscano progressi sostanziali, nessuno dei due è un obiettivo esplicito o sufficientemente ambizioso per mantenere il pianeta sulla buona strada per gli 1,5°C”.

L’appuntamento del 6 febbraio è cruciale per capire quale sarà il livello concreto di ambizione sul clima di Bruxelles. La Commissione sembra orientata a rispettare alcune delle indicazioni più importanti fornite lo scorso giugno dall’Advisory Board, che suggeriva di fissare un target di riduzione delle emissioni di gas serra di almeno il 90-95% al 2040 rispetto ai livelli del 1990.

Ma molti paesi UE non sono d’accordo e vorrebbero rallentare il ritmo della transizione. La proposta di Bruxelles passerà poi al vaglio di Europarlamento e Consiglio e il resto dell’iter legislativo sarà in mano alla prossima Commissione che uscirà dalle elezioni UE di giugno 2024. Indicare delle date concrete per il phase out delle fossili sarebbe un modo per evitare che il testo finale diventi troppo annacquato, suggeriscono le ong.

Il phase out delle fossili, settore per settore

“La comunicazione della Commissione dovrebbe sottolineare che l’analisi dell’Advisory Board indica quantità molto limitate di carbone e gas nel settore energetico attraverso i loro modelli: meno del 4% di carbone entro il 2030 e meno del 6% di gas fossile entro il 2040”, notano i firmatari. Per tradurre queste indicazioni, oltre alle date complessive per il phase out delle fossili, Bruxelles dovrebbe anche indicare dei target specifici per i diversi settori. Preparare, cioè, una traiettoria dettagliata che imponga le trasformazioni necessarie in ogni ambito.

“La comunicazione deve indicare ciò che ciascuno di questi impegni di eliminazione graduale dovrà inevitabilmente comportare nella pratica, con chiarezza per tipologia di combustibile fossile e per settore, in linea con l’articolo 10 della legge europea sul clima”, conclude la lettera.

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