Per l’Associazione Produttori Energia da Fonti Rinnovabili, alcune Regioni avrebbero continuato ad aumentare i canoni di concessione ad uso dell’acqua pubblica, ignorando la sentenza della Corte di Cassazione

APER non ci sta e in nome della legalità si è schierata al fianco dei propri associati. “L’aumento sproporzionato dei canoni – si legge nel comunicato stampa diffuso oggi – oltre a essere penalizzante per il futuro delle imprese idroelettriche, è da considerarsi illecito in quanto non tiene conto di quanto sancito dalla Corte di Cassazione”. Per APER, infatti, il fatto più grave è che le amministrazioni regionali perseverino su quanto già condannato, senza preoccuparsi né delle imprese coinvolte né di eventuali contenziosi il cui esito è ovviamente scontato. Per questo l’Associazione ha chiesto alla pubblica amministrazione di assumere un atteggiamento più coerente, evitando di perseverare nell’illecito.











