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A Roma torna “Fai la Differenza, c’è…”, il Festival della Sostenibilità

In programma dal 10 luglio al 19 settembre una lunga lista di appuntamenti dedicati al divertimento e alla sostenibilità. Esposizioni di opere d’arte firmate artisti del riciclo, laboratori verdi, ancora show cooking del recupero, incontri, workshop, spettacoli e concerti e molto altro

(Rinnovabili.it) – Neppure l’emergenza sanitaria ha scoraggiato l’Associazione Sportiva Dilettantistica Sunrise 1 che ancora una volta si prepara ad inaugurare la nuova edizione di “Fai la Differenza, c’è…”, il Festival della Sostenibilità dell’estate romana. L’appuntamento torna dal 10 luglio al 19 settembre 2021 con una serie di eventi e incontri aperti a grandi e piccoli. Un percorso disseminato nella capitale con l’obiettivo di raggiungere il più ampio pubblico possibile e promuovere il rispetto per l’ambiente e la natura.

Eventi come Contesteco, la gara artistica che ogni anno coinvolge appassionati d’arte, di design e fotografia mettendoli alla prova sui temi cari alla sostenibilità come il recupero e il riciclo dei rifiuti. Unico nuovo requisito per partecipare in questa edizione 2021 sarà realizzare un’opera che abbia come concept: “inferno, purgatorio e paradiso: scenari attuali e futuri di transizione, verso una ri-evoluzione sostenibile”. A settecento anni dalla morte di Dante Alighieri, Contesteco vuole omaggiare il sommo poeta attraverso un percorso di riciclo creativo che avrà come concept dominante il poema allegorico-didascalico, la Divina Commedia, che con le sue tre cantiche lo ha reso immortale.

Presso il Centro Commerciale Euroma2 da sabato 24 luglio a domenica 25 lugliosi terrà anche l’Eco Festa. Un weekend  per presentare idee, soluzioni, aziende, organizzazioni e realtà del territorio legate al mondo della filosofia e della cultura sostenibile assieme a Federazioni e Associazioni che raggruppano e rappresentano il meglio del settore delle rinnovabili, del riciclo e dell’artigianato sostenibile. Una kermesse nella quale artisti, artigiani, start up, imprese innovative di settore, potranno farsi conoscere dal largo pubblico, illustrando la propria attività per promuovere i prodotti e/o le buone prassi. Nella stesa sede saranno inaugurati anche i Fab/Lab Point, spazi cdi incontro e interazione  dedicata a cultura, innovazione e artigianato.

Dal 3 al 12 settembre 2021 “Fai la Differenza, c’è…” raggiungerà anche il Parco degli Scipioni come parte della storica manifestazione per bambini La Città in Tasca, con concerto di inaugurazione dei No Funny Stuff , le Storie da cucinare e lo Spettacolo Come fu che l’arcobaleno a cura dell’Associazione Il Clownotto. Per chiudere il 12 settembre con il Concerto di Arrivederci dei Riciclato Circo Musicale.

Il festival farà tappa anche presso presso Esposizioni Serra del Palazzo delle Esposizioni. Il 5 settembre, sotto lo sguardo benevolo della Direttrice Anna Maria Palma della Scuola di Cucina TuChef e in collaborazione con Alessandro Circiello – padrone di “cucina” in qualità di Executive Chef dello spazio Esposizioni – cuochi, food blogger, appassionati di cucina, che avranno partecipato al contest Fai la differenza, recupera e riusa in cucina, saranno convocati a preparare in diretta i loro piatti, raccontando la scelta delle pietanze.

Presso lo Spazio Field Brancaccio, mercoledì 15 settembre 2021 si terrà l’incontro/work-shop Le Buone Re-Azioni condotto da Mauro Spagnolo, direttore di Rinnovabili.it. L’appuntamento si propone di promuovere un cambiamento culturale nello stile di vita di tutti i giorni e di comprendere meglio gli obiettivi dell’Agenda 2030. Questa stagione il confronto riguarderà contenuti molto attuali e si parlerà di futuro, di economia circolare e sviluppo sostenibile dopo l’esperienza del Coronavirus, con un occhio attento verso l’Agenda 2030. Seguirà il monologo “Mi abbatto e son felice”, di e con Daniele Ronco, Produzione Mulino d’Arte. Un monologo, vincitore di quattro premi tra cui l’Anello Verde come migliore spettacolo green&smart nazionale, a impatto ambientale zero in cui l’artista/attore Daniele Ronco pedala in sella a una vecchia Bianchi, per un’ora, generando l’energia necessaria per alimentare le luci. 

A conclusione la consegna dei riconoscimenti agli artisti e appassionati di riciclo creativo che hanno partecipato a Contesteco, il concorso d’arte e design sostenibile più eco del web e le premiazioni per le Start Up più creative e innovative che hanno partecipato al Festival della Sostenibilità – oggi Premio Rinnovabili.it 2021.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.


Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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