Rinnovabili • Esportazione Di Rifiuti

Finalmente verrà vietata l’esportazione di rifiuti verso i paesi poveri

L’UE ha fatto ampio uso dell’esportazione di rifiuti verso luoghi remoti e a basso reddito. Ma un voto del Parlamento ha deciso di dire basta

Esportazione Di Rifiuti
Foto di Hermes Rivera su Unsplash

Recentemente la denuncia di attivisti e ricercatori sull’esportazione di rifiuti europei in Vietnam

(Rinnovabili.it) – In una giornata densa di votazioni su materie ambientali, oggi il Parlamento Europeo ha approvato con 587 voti favorevoli, 8 contrari e 33 astensioni un regolamento sull’esportazione di rifiuti dall’UE verso paesi terzi. L’accordo votato oggi e raggiunto con gli stati membri in precedenza, prevede norme più severe sull’export plastica a fine vita verso paesi che non sono parte dell’OCSE. Questo commercio sarà completamente vietato entro due anni e mezzo dalla data di entrata in vigore del regolamento. Per quanto riguarda le esportazioni verso paesi OCSE, invece, rimarranno consentite ma saranno inasprite le condizioni esistenti. La prossima fase prevede l’approvazione formale del testo da parte del Consiglio UE prima della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale e dell’entrata in vigore, che avviene 20 giorni dopo.

Il voto arriva per sanare un settore sempre più critico. La maggior parte della plastica gettata via in Europa viene infatti bruciata e meno di un terzo viene riciclata. Gli attivisti hanno espresso il timore che alcuni rifiuti di plastica spediti all’estero per essere riciclati finiscano nelle discariche e nei corsi d’acqua. Una recente inchiesta ha dimostrato che questi timori sono fondati: comunità rurali in Vietnam vengono inquinate da montagne di rifiuti spediti proprio dall’Europa.

Come cambia la normativa sull’export di plastica a fine vita

Il nuovo regolamento prova a metterci una pezza. All’interno dell’UE, le informazioni sulle spedizioni di rifiuti saranno digitalizzate e passeranno attraverso un hub centrale per migliorare la comunicazione e la trasparenza. I rifiuti destinati a essere smaltiti in un altro paese dell’UE saranno consentiti solo in circostanze eccezionali.

La nuova normativa istituisce anche un gruppo di lavoro con l’obiettivo di migliorare la cooperazione tra i paesi del blocco nella prevenzione delle esportazioni illegali.

La relatrice del provvedimento, la deputata danese del PPE Pernille Weiss, ha sottolineato l’importanza della legge nel garantire che i rifiuti dell’UE siano gestiti correttamente e ha elogiato il divieto di esportazione di rifiuti di plastica verso paesi non appartenenti all’OCSE. “Quando gestiti correttamente – ha detto – i rifiuti possono essere una risorsa, ma non devono causare danni all’ambiente o alla salute umana”.


Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.