Rinnovabili • Patente a punti per i cantieri edili

Arriva la Patente a punti per i cantieri edili: la sicurezza sul lavoro vale 30 crediti

Per lavorare nei cantieri edili, le imprese ed i lavoratori autonomi dovranno dotarsi di una patente a crediti, che verranno decurtati in caso di violazioni, infortuni o decessi

Patente a punti per i cantieri edili
Foto di Nguyen Dang Hoang Nhu su Unsplash

Le novità fanno parte del DL PNRR 4 approvato ieri dal Consiglio dei Ministri

(Rinnovabili.it) – Tra le novità portate con sé dal Decreto Legge PNRR 4, approvato ieri in Consiglio dei Ministri, trova spazio anche la sicurezza sul lavoro con l’introduzione di una Patente a punti per i cantieri edili. Il nuovo sistema qualificante  servirà a giudicare l’operato delle imprese e dei lavoratori autonomi che intendono operare nel settore delle costruzioni, ma il “patentino a punti” non sembra aver incontrato grandi apprezzamenti né da parte delle imprese, né tantomeno dei sindacati. 

Si dovrà ovviamente attendere la pubblicazione in Gazzetta e poi la successiva conversione in legge del DL PNRR 2024 per avere maggiori certezze, al momento tuttavia, il decreto rafforza l’attività ispettiva, quella sanzionatoria e quella di qualificazione finalizzata a garantire una maggiore sicurezza sul lavoro

Come funziona la patente a punti per i cantieri

Le nuove disposizioni contenute nel DL PNRR 4 andranno ad integrare il precedente sistema di controllo introducendo un “Sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi tramite crediti”. 

Si tratta a tutti gli effetti di una Patenti per i cantieri edili obbligatoria a partire dal 1° ottobre 2024, con funzionamento simile a quella automobilistica. L’azienda, o il lavoratore autonomo, partirà con una dotazione di 30 crediti. A seguito di una violazione che espone i lavoratori ad un rischio concreto, o in seguito ad un infortunio o decesso, i punti verranno decurtati in base al reato perpetrato

Sotto i 15 punti non sarà possibile accedere ai cantieri edili, tranne per il completamento di quelli già oggetto di appalto. Operare comunque nonostante non si possegga la patente per i cantieri, o non si abbiano sufficienti punti, comporterà una sanzione tra i 6.000 ed i 12.000 euro.

Come si recuperano i crediti persi

I crediti decurtati per violazione della patente a punti per i cantieri edili, potranno essere ri-guadagnati frequentando corsi appositi e, trascorsi due anni dalla notifica del provvedimento, la patente sarà incrementata di un punto per ogni anno. Per conoscerne le disposizioni precise si dovrà però attendere l’apposito decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali. 

Ma il provvedimento sulla sicurezza del lavoro inserito nel Decreto PNRR 2024 non sembra soddisfare pienamente.  “La vita di un lavoratore vale 20 crediti”, commentano con amarezza dalla Uil, mentre anche CNA Costruzioni e Confartigianato si dicono scettici nei confronti di un ulteriore aggravamento burocratico verso le imprese, che però non sarà davvero in grado di garantire il rafforzamento della sicurezza nei cantieri. “Rafforzare la sicurezza nei cantieri è la priorità, – si legge in un comunicato di CNA Costruzioni – e il percorso obbligato è la qualificazione delle imprese. Non è più rinviabile una legge sull’accesso alla professione. Inoltre è necessario potenziare il sistema dei controlli sostanziali piuttosto che introdurre nuovi appesantimenti burocratici”.

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About Author / Alessia Bardi

Si è laureata al Politecnico di Milano inaugurando il primo corso di Architettura Ambientale della Facoltà. L’interesse verso la sostenibilità in tutte le sue forme è poi proseguito portandola per la tesi fino in India, Uganda e Galizia. Parallelamente alla carriera di Architetto ha avuto l’opportunità di collaborare con il quotidiano Rinnovabili.it scrivendo proprio di ciò che più l’appassiona. Una collaborazione che dura tutt’oggi come coordinatrice delle sezioni Greenbuilding e Smart City. Portando avanti la sua passione per l’arte, l’innovazione ed il disegno ha inoltre collaborato con un team creativo realizzando una linea di gioielli stampati in 3D.


Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.