Grazie all'impiego di sofisticati satelliti uno studio conferma il rapido scioglimento dei ghiacci perenni delle alte latitudini e delle alte quote

Si trova infatti catturato nello strato di ghiaccio permanente la metà del carbonio organico del sottosuolo, riscontrabile nelle regioni del nord ed equivalente a più del doppio della quantità di anidride carbonica presente nell’atmosfera sotto forma di gas serra e metano. Mentre in molte aree urbane del mondo gli effetti dei cambiamenti climatici possono, per ora, essere non riconosciuti dagli scettici, nella regione artica, l’area colpita più duramente dal cambiamento climatico, i suoi effetti sono gravi e innegabili: è la causa del rapido scioglimento del permafrost. A tal proposito il Dr Hans-Wolfgang Hubberten, a capo dell’Unità di Ricerca dell’Alfred Wegner Institute (Germania) e Presidente dell’Associazione Internazionale Permafrost, commenta: “La combinazione di misurazioni sul campo con le tecniche di telerilevamento e i modelli climatici possono migliorare la nostra comprensione dei processi complessi che si verificano nella regione permafrost e migliorare le proiezioni del clima futuro”.











