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Business circolare: in UK lo store più “verde” di IKEA

Il nuovo punto vendita di Greenwich è il 22° store aperto nel Regno Unito da IKEA e vanta una serie di caratteristiche “verdi” che puntano a promuovere un modello di business circolare e di metterlo al centro dell'esperienza di acquisto dei visitatori

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H. Sæbjørnsen (IKEA UK): “Passaggio a business circolare essenziale per continuare a soddisfare i bisogni delle persone entro i limiti del pianeta”

 

(Rinnovabili.it) – Il colosso svedese dell’arredamento a portata di tutti ce la sta mettendo tutta per promuovere un modello di business circolare e diventare un’azienda sempre più attenta e sensibile alla sostenibilità ambientale. Con il taglio del nastro, ieri, nel nuovo punto vendita di Greenwich, IKEA ha aperto ufficialmente le porte di un negozio che cerca di collocare l’economia circolare, i trasporti verdi, la vita urbana e le iniziative della comunità al centro dell’esperienza di acquisto dei visitatori. Come spiegato dal direttore del nuovo punto vendita, Helen Aylett, l’obiettivo è quello di portare la sostenibilità al livello successivo, non solo nel design e nell’architettura quindi, ma ispirando e consentendo ai clienti di vivere una vita più sostenibile anche a casa.

 

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Effettivamente il 22° store aperto nel Regno Unito da IKEA vanta una serie di caratteristiche “verdi”, sperimentate per la prima volta dall’azienda proprio sul territorio britannico. Il punto vendita di Greenwich è dotato di un Learning Lab, un laboratorio didattico in cui gli esperti si mettono a disposizione dei clienti per insegnare loro l’upcycling e come riparare e prolungare la vita dei prodotti, nonché come ridurre gli sprechi e coltivare il proprio cibo. La segnaletica di tutto il negozio, inoltre, offre consigli su come ridurre consumo e sprechi di energia in casa e sfruttare al massimo i piccoli spazi abitativi urbani. L’edificio stesso, poi, incorpora una serie di materiali da costruzione rinnovabili e tecnologie ecologiche, tra cui pannelli solari, raccolta dell’acqua piovana, riscaldamento geotermico e illuminazione al 100% a LED. Il negozio punta a raggiungere il 100% di energia rinnovabile e a conseguire l’accreditamento BREEAM. Il nuovo store britannico è stato anche progettato per essere altamente accessibile con i mezzi pubblici: le stazioni ferroviarie e della metropolitana si trovano nelle vicinanze e la zona è servita anche da una cinquantina di autobus. Nella manovra di promozione del business circolare rientrano anche i trasporti dei mobili di grandi dimensioni acquistati nel negozio: il cliente che lo desidera ora potrà scegliere tra corrieri di biciclette e noleggio di furgoni elettrici. Anche lo staff viene incoraggiato a recarsi a lavorare con i mezzi pubblici.

 

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Come dichiarato dal responsabile della sostenibilità di IKEA nel Regno Unito e in Irlanda, Hege Sæbjørnsen, l’azienda vuole diventare una forza positiva per il cambiamento, sia per oggi che per le generazioni future. “La sostenibilità è al centro di tutto ciò che facciamo in IKEA – ha dichiarato Sæbjørnsen – e il passaggio a un’economia e a un business circolare è essenziale se vogliamo continuare a soddisfare i bisogni e i sogni delle persone rimanendo entro i limiti del pianeta. IKEA Greenwich riflette il nostro impegno a rendere gli stili di vita sostenibili facili ed economici, supportando al contempo i clienti a riutilizzare e riciclare i loro prodotti”.

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Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.