Riciclo batterie, il progetto BATMAN dell’impianto Cobat Ecofactory di Haiki+ a Pollutri tratterà 7.000 ton l’anno e ridurrà del 95% i consumi idrici e del 30% le emissioni.

Si chiama BATMAN (Battery Treatment and Management) ed è il progetto che punta a creare il primo hub nazionale per il riciclo delle batterie esauste. Presentato da Haiki+ – holding attiva nei settori Ambiente ed Economia Circolare – con la collaborazione dell’Università dell’Aquila e Smart Waste Engineering, ha ottenuto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica un finanziamento di 1,2 milioni di euro, a fronte di un investimento complessivo di 1,94 milioni. L’obiettivo è la creazione del primo hub industriale nazionale per il trattamento di pile e accumulatori al litio e alcalini, con il recupero di materie prime critiche come litio, cobalto, nichel, manganese, rame, alluminio e grafite.
Un’infrastruttura strategica per la transizione energetica e digitale, che vede al centro l’impianto Cobat Ecofactory di Pollutri (CH), in Abruzzo, operativo dall’inizio del 2025. “Il nostro impianto Cobat Ecofactory di Pollutri è già in grado di selezionare per tipologia chimica tutte le categorie di pile ed accumulatori provenienti dalla raccolta differenziata, e di trattare pile alcaline”, spiega a Rinnovabili Giovanni Rosti, Amministratore Delegato di Haiki+.
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Riciclo batterie, tempistiche e linee del progetto BATMAN
Il progetto avrà una durata complessiva di 21 mesi. Prevede da un lato il completamento della linea industriale per il trattamento delle batterie al litio, dall’altro la realizzazione di una linea pilota idrometallurgica dedicata al recupero delle materie prime critiche.
In Haiki+ fanno presente che, nei prossimi mesi, sono previsti ulteriori investimenti “per completare la linea di recupero del litio dagli accumulatori e per ottimizzare i processi chimici di trattamento delle pile alcaline, con un’attenzione particolare al recupero della grafite”.
La partnership scientifica con l’Università dell’Aquila e con Smart Waste Engineering garantisce non solo la ricerca applicata, ma anche la replicabilità industriale delle soluzioni sviluppate. Il risultato atteso è la capacità di gestire fino a 4.000 tonnellate l’anno di batterie al litio e 3.000 tonnellate di batterie alcaline, con almeno 20 nuovi posti di lavoro entro cinque anni.
Due nuovi brevetti
L’ad di Haiki+conferma che “il progetto prevede la registrazione di due brevetti”. Il primo riguarda un processo di pretrattamento ad umido delle batterie al litio, che riduce i rischi legati all’esplosività e contiene i solventi organici. Il secondo è invece dedicato al sistema di trattamento delle acque, che integra il metodo Fenton con l’osmosi inversa. Questa combinazione permette di ottenere un riciclo quasi totale dell’acqua, oltre al recupero del litio residuo disciolto, risultato che i processi tradizionali non sono in grado di garantire. Una tecnologia, dunque, che non solo migliora la sicurezza e l’efficienza delle operazioni, ma rende più sostenibile l’intero ciclo di trattamento delle batterie a fine vita.
Oltre il riciclo delle batterie, riduzione di consumi e impatti ambientali
Il nuovo sistema idrometallurgico consente un abbattimento rilevante degli impatti ambientali. Rosti sottolinea che “i vantaggi sono notevoli: si parla di una riduzione del 95% dei consumi idrici, del 30% delle emissioni di CO₂ e del 50% dei consumi energetici rispetto all’estrazione primaria delle materie prime”.
L’applicazione del metodo Fenton, in grado di degradare i solventi organici rilasciati durante la frantumazione delle batterie, si unisce infatti al processo di osmosi inversa, che purifica e consente il riuso dell’acqua.
L’osmosi inversa è una tecnologia di filtrazione che utilizza una membrana semipermeabile per separare le sostanze disciolte dall’acqua. Funziona applicando una pressione superiore a quella dell’osmosi naturale, in modo che l’acqua passi attraverso la membrana mentre impurità, sali e contaminanti restano bloccati. Questo consente di ottenere acqua purificata e riutilizzabile. In ambito industriale, l’osmosi inversa permette di riciclare gran parte delle acque di processo, riducendo al minimo i reflui e recuperando materiali preziosi eventualmente disciolti.
I benefici si riflettono, infatti, anche sui costi industriali, con un risparmio fino al 90% sullo smaltimento reflui, pari a circa 1,8 milioni di euro l’anno. Un dato che rende il progetto non solo sostenibile dal punto di vista ambientale, ma anche competitivo sul piano economico.
Riciclo delle batterie, un’opportunità per filiere strategiche
Il progetto BATMAN risponde a un fabbisogno crescente: in Italia, l’immesso a consumo di batterie al litio è destinato ad aumentare di oltre il 50% nei prossimi cinque anni. Solo nel 2024, la divisione Haiki Cobat ha raccolto 450 tonnellate di batterie al litio e oltre 1.200 tonnellate di alcaline.
Di fronte a questa crescita, il nuovo hub rappresenta un tentativo concreto di dare una risposta alla mancanza di impianti nazionali con tecnologie consolidate. Come ricorda Giovanni Rosti, “il progetto BATMAN punta a rafforzare il nostro ruolo di player strategico, anticipando le esigenze di filiere chiave come mobilità elettrica, automotive ed energy storage”. L’hub di Pollutri è inoltre alimentato da un impianto fotovoltaico da 0,6 MWp, a copertura parziale dei consumi energetici interni.













