Rinnovabili • Le macro tendenze 2025 per l'accumulo energetico mondiale Rinnovabili • Le macro tendenze 2025 per l'accumulo energetico mondiale

5 trend per il mercato dell’accumulo nel 2026

Dalla riorganizzazione delle catene di approvvigionamento all'adozione obbligatoria di tecnologie per la stabilità della rete elettrica: sono queste due delle principali tendenze che stanno caratterizzando la nuova fase dell’accumulo energetico a batterie a livello europeo e nazionale.

Le macro tendenze 2026 per il mercato dell'accumulo energetico mondiale

Nel 2025, il settore europeo dei BESS (Battery Energy Storage Systems) ha inaugurato a tutti gli effetti una nuova fase di crescita per l’accumulo energetico. Una fase di maturità e scalabilità, con ben 27,1 GWh di capacità installata nel corso dell’anno e una struttura di mercato che, per la prima volta, ha visto gli impianti utility-scale avere la meglio sul segmento residenziale e commerciale.

La costante? La polarizzazione geografica rimane elevata. Solo cinque Paesi europei — tra cui l’Italia — hanno ospitato il 63% dei nuovi BESS; si tratta comunque di una diluizione della concentrazione rispetto all’80% registrato nel 2024.

Nel futuro a breve termine si attende un’ulteriore espansione, guidata dalla crescente necessità di fornire flessibilità alla rete, ridurre i distacchi del carico, supportare la sicurezza degli approvvigionamenti e abbassare i costi di sistema. Per comprendere come si sta evolvendo il settore, l’appuntamento da non perdere è KEY – The Energy Expo, che anche per l’edizione 2026 dedica al tema un’area espositiva ad hoc: la KSE – Key Storage Expo. Dal 4 al 6 marzo lo spazio si trasformerà in una vetrina delle soluzioni e innovazioni per l’accumulo statico di energia, offrendo approfondimenti verticali sugli scenari tecnologici, normativi e sulle applicazioni di settore.

In un contesto di rapida evoluzione come quello attuale, l’edizione 2026 di KSE diventa il punto di convergenza per i principali macro-trend destinati a dettare le regole del gioco in Europa e in Italia. Rinnovabili ha riassunto brevemente tali tendenze: dall’ascesa del “Grid-Forming” alle nuove chimiche delle batterie, passando per la supply chain, i nuovi software di gestione basati sull’intelligenza artificiale e i sistemi ibridi.

I trend 2026 dell’accumulo a batterie in Europa

La forte espansione dei BESS su scala utility nel 2025 ha dimostrato non solo quanto la tecnologia sia ormai matura, ma anche come il valore sistemico dello stoccaggio sia ormai chiaro. Una visione che risulta particolarmente premiante in Italia, oggi secondo Paese europeo dopo la Germania per nuova capacità installata (4,9 GWh). Per gli analisti di settore, il segmento continuerà a crescere in maniera solida (+50%) anche nel 2026, accompagnato da una ripresa di quello residenziale (+18%) e dalla traiettoria costante degli accumuli C&I (+33%). Su tale sviluppo influirà anche una maggiore partecipazione dei mercati emergenti dell’Europa meridionale e orientale, come Bulgaria, Romania e Grecia, grazie a nuovi quadri normativi e aste governative. Su queste tendenze rialziste, cinque fattori avranno un ruolo di primo piano. Vediamoli nel dettaglio.

1. Ristrutturazione della catena di approvvigionamento

Per riuscire a soddisfare i requisiti di contenuto locale, numerosi produttori cinesi stanno diversificando gli investimenti fuori dai confini nazionali, espandendosi anche in Europa. In questo contesto, Germania, Ungheria e Polonia rappresentano i pilastri della produzione e dell’assemblaggio per le aziende asiatiche nel Vecchio Continente. Nonostante ciò, e malgrado una capacità produttiva nominale per le celle di 252 GWh/anno raggiunta a fine 2025, eventuali espansioni future appaiono incerte a causa di numerose cancellazioni e rinvii di progetti. Gli analisti prevedono che le carenze nella fornitura dei BESS, emerse a fine dello scorso anno, persistano fino alla metà del 2026.

2. Regolamentazione del “Grid-forming”

Il 2026 segnerà il passaggio del grid-forming da nicchia tecnologica a necessità commerciale regolamentata. L’ENTSO-E ha già pubblicato un quadro armonizzato sui requisiti tecnici e si prevede che la Commissione Europea formalizzerà tali criteri entro l’anno. Ciò significa che i progetti di storage dovranno garantire capacità specifiche, come il supporto alla stabilità durante i guasti di rete e la fornitura di inerzia sintetica. Questo aprirà la strada a nuovi modelli di business. Molti produttori hanno già iniziato a integrare queste funzionalità come standard nei loro inverter e attendono ora l’emanazione delle norme definitive da parte degli operatori di rete.

3. Nuove chimiche e tecnologie per l’accumulo

Uno dei grandi trend da monitorare, già avviato nel 2025, vede il progressivo spostamento della produzione europea verso la chimica LFP (Litio-Ferro-Fosfato), preferita per lo storage stazionario grazie ai costi inferiori e alla maggiore stabilità termica. Parallelamente, troveranno sempre più spazio tecnologie alternative come le batterie agli ioni di sodio — che possono utilizzare le stesse linee produttive delle ricaricabili agli ioni di litio — le batterie a flusso e i sistemi ferro-aria. In particolare, la tecnologia al sodio, sebbene attualmente guidata dalla Cina, vedrà gli investimenti europei aumentare in Paesi come Irlanda, Spagna, Germania e Italia. Inoltre, il colosso cinese CATL ha annunciato piani per lanciare nel 2026 le prime linee di batterie a ioni di sodio per i BESS destinate al mercato europeo.

4. Espansione dei sistemi ibridi (Co-location)

In Europa, i progetti che abbinano l’accumulo alle fonti rinnovabili passeranno da nicchia a mainstream. Il calo dei “solar capture rates” e la frequenza di prezzi negativi dell’elettricità — che nel 2025 ha raggiunto l’ennesimo record storico — spingeranno gli sviluppatori verso contratti PPA ibridi per mitigare la volatilità e ottimizzare la capacità di interconnessione esistente. Oltre a questo, le fonti indicano che i prezzi dei sistemi BESS nella regione seguiranno una traiettoria stabile con un lieve ribasso nel 2026, mentre la durata media dello stoccaggio si estenderà progressivamente verso le 6-8 ore.

5. La gestione smart degli accumuli

Un’altra tendenza da monitorare da vicino nel 2026 riguarda i software di gestione basati sull’intelligenza artificiale (IA). Con la continua espansione dei sistemi utility-scale, i programmi dovranno gestire flussi sempre più complessi. L’AI diverrà pertanto uno strumento indispensabile per capitalizzare una serie di fattori, come i prezzi negativi delle rinnovabili o la volatilità generata dalle negoziazioni con granularità a 15 minuti. I nuovi software permetteranno anche di ottimizzare la partecipazione simultanea ai servizi di bilanciamento, alla regolazione della frequenza e ai mercati della capacità; nel segmento distribuito, permetteranno invece di trasformare lo storage residenziale in un asset flessibile per la rete, facilitato dalla diffusione di tariffe dinamiche.

Per approfondire tutti questi temi, l’appuntamento è al KSE – Key Storage Expo dal 4 al 6 marzo all’interno di KEY – The Energy Transition Expo 2026, l’evento di riferimento in Europa e nel bacino del Mediterraneo per le tecnologie, i servizi e le soluzioni industriali nei settori della transizione energetica.

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In collaborazione con KEY – The Energy Transition Expo 2026

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