Rinnovabili • Batterie ad acqua a pH 7 che durano 300 anni Rinnovabili • Batterie ad acqua a pH 7 che durano 300 anni

120.000 cicli con pH 7: Le batterie ad acqua che possono durare oltre 300 anni

Un elettrolita neutro con Mg e Ca elimina corrosione e raggiunge cicli record con un minore impatto ambientale.

Batterie ad acqua a pH 7 che durano 300 anni
Batterie ad acqua a pH 7 che durano 300 anni. – Credit Nature Communications (2026). DOI 10.1038s41467-026-69384-2

Batterie ad acqua con 120mila cicli di ricarica senza degradazione

Si moltiplicano gli studi che puntano a produrre batterie ad acqua più stabili, meno tossiche e capaci di sostenere innumerevoli cicli di carica senza degradarsi in modo significativo. In questo caso, parliamo dei risultati raggiunti da un team della City University of Hong Kong e della Southern University of Science and Technology, che ha sviluppato un nuovo sistema elettrochimico a elettrolita neutro e li ha pubblicati su Nature Communications.

Il dispositivo di cui si parla utilizza sali di magnesio e calcio a pH 7.0, elimina acidi e alcali corrosivi e impiega un elettrodo organico innovativo basato su polimeri covalenti. Nei test di laboratorio la batteria ha raggiunto una capacità di 112,8 mAh/g e una durata teorica superiore ai 300 anni in condizioni di utilizzo quotidiano.

Restano sfide legate alla densità energetica volumetrica e alla scalabilità industriale, ma i risultati aprono una prospettiva concreta per sistemi di accumulo più sostenibili.

Perché un ph 7 migliora la stabilità delle batterie ad acqua?

Le batterie ad acqua tradizionali soffrono di un limite strutturale. Utilizzano elettroliti acidi o alcalini che innescano reazioni collaterali. Tra queste, l’evoluzione di idrogeno e ossigeno agli elettrodi. Nel tempo queste reazioni degradano i materiali interni. Possono inoltre generare rischi ambientali in fase di smaltimento.

Il nuovo sistema sostituisce gli elettroliti aggressivi con una soluzione neutra composta da sali di magnesio e calcio. Il valore di pH 7,0 evita le reazioni corrosive tipiche degli ambienti estremi.

Questo punto è centrale nello studio. Gli autori dimostrano che mantenere condizioni neutre stabilizza l’interfaccia elettrodo-elettrolita. Riduce la formazione di sottoprodotti indesiderati. Migliora la reversibilità elettrochimica.

Come funziona l’elettrolita neutro nelle batterie ad acqua?

L’elettrolita è formato da MgCl₂ e CaCl₂ in soluzione acquosa. Si tratta di sali non tossici e largamente disponibili. Sono gli stessi minerali utilizzati nella produzione alimentare, ad esempio nella salamoia del tofu.

La scelta di ioni bivalenti come Mg²⁺ e Ca² consente una maggiore stabilità rispetto ai sistemi a ioni monovalenti. Le simulazioni teoriche e le analisi spettroscopiche riportate nello studio mostrano un’interazione controllata tra gli ioni e i siti redox del materiale organico. Il mantenimento del pH neutro evita l’accumulo di protoni. Impedisce fluttuazioni locali che potrebbero innescare degradazione strutturale.

L’innovazione dell’elettrodo organico Hex-TADD-COP

Il catodo negativo non è metallico. È basato su un polimero organico covalente. Il materiale selezionato, denominato Hex-TADD-COP, presenta legami donatori di elettroni che migliorano la conducibilità.

Hex-TADD-COP è il materiale organico dell’elettrodo della batteria. È un polimero con struttura esagonale, costruito con molecole che possono scambiare elettroni in modo reversibile. In pratica è la “spugna chimica” che immagazzina e rilascia carica quando entrano ed escono gli ioni magnesio o calcio.

La struttura porosa facilita la diffusione ionica. Le analisi elettrochimiche indicano un comportamento pseudocapacitivo dominante. Questo significa che una parte significativa della carica avviene tramite processi superficiali rapidi. Ne deriva una migliore stabilità nel lungo periodo.

L’elettrodo positivo utilizza un analogo del Blu di Prussia (CuFe-PBA). È un materiale già noto per stabilità strutturale e reversibilità.

Quanto durano davvero le batterie sviluppate nello studio?

I test galvanostatici mostrano una stabilità fino a 120.000 cicli di carica e scarica. Il decadimento di capacità è minimo. Per confronto, molte batterie acquose convenzionali si fermano a poche migliaia di cicli.

In termini pratici, una ricarica quotidiana porterebbe a una durata teorica superiore ai 300 anni. È una stima matematica basata sul numero di cicli testati.

La capacità specifica raggiunge 112,8 mAh/g, un valore elevato per una batteria organica acquosa. Nel dispositivo completo, l’energia specifica si colloca tra 40,8 e 48,3 Wh/kg, a seconda delle condizioni operative.

I vantaggi ambientali e le criticità

L’assenza di acidi forti o basi concentrate riduce il rischio ambientale. I materiali impiegati non contengono metalli pesanti critici. Il sistema soddisfa standard ambientali internazionali citati nello studio, tra cui GB 18599-2020, ISO 14001 e RCRA.

L’elettrolita neutro può essere gestito con minori precauzioni rispetto a soluzioni corrosive. Questo aspetto è rilevante in ottica di economia circolare. Semplifica il fine vita. Riduce i costi di trattamento.

La densità energetica volumetrica resta però inferiore rispetto alle batterie agli ioni di litio. Lo studio riconosce la necessità di migliorare l’accumulo per unità di volume.

Rinnovabili •

About Author / Alessandro Petrone

Giornalista da oltre 20 anni, nel corso della sua carriera si è occupato di politica, economia, attualità e costume. È stato Caporedattore e Direttore Responsabile per una Casa Editrice che pubblica magazine generalisti in Italia, Germania, USA e Cina. Ha scritto e collaborato con aziende e media che si occupano di automotive, con particolare attenzione ai temi della mobilità sostenibile. Si è avvicinato al mondo dell’energia lavorando come ufficio stampa per multinazionali del settore. Da allora, si occupa assiduamente di temi legati alla transizione energetica, soprattutto nel settore automotive, e alle energie rinnovabili, scrivendo per La Repubblica, AdnKronos, 9 Colonne, The Post International. È altresì appassionato di tecnologia, informatica, fotografia e cucina con un passato da attivista LGBTQIA+.