Studio JRC: biomasse, rinnovabili ma limitate

Il centro di ricerca congiunto quantifica offerta e domanda della biomassa nell’UE e mette in guardia contro un eccessivo ottimismo sulla disponibilità di questa risorsa.

biomasse
Foto di Alberto Barrionuevo da Pixabay

“Approvvigionamento e usi della biomassa nell’UE”

(Rinnovabili.it) – Le biomasse rappresentano una risorsa rinnovabile ma limitata e possono alimentare il Green Deal europeo “solo fino a un certo punto”. Questa la conclusione a cui arriva un nuovo studio del JRC, il polo scientifico dell’Unione europea. Il documento – rapporto di sintesi per i politici UE – quantifica domanda e offerta della biomassa nei confini comunitari e mostra due tendenze nette. Da un lato sta progressivamente aumentando l’uso efficiente delle risorse. Grazie ad una diversificazione delle fonti e a pratiche di riciclo sempre migliori, infatti, la bioeconomia europea rappresenta oggi un settore in espansione continua. Dall’altro lato, il documento evidenzia come la produzione di biomasse stia aumentando, e non solo da fonti secondarie.

leggi anche Bioenergie, sono la principale fonte rinnovabile in Europa

I dati sulle biomasse

Oggi nell’Unione europea le fonti totali di biomassa (import netto compreso) ammontano a circa 1 miliardo di tonnellate di sostanza secca (tdm), mentre gli usi ammontano a 1,2 miliardi di tonnellate. Gli 0,2 miliardi di gap tra fonti e usi sono dovuti al riciclo, o più precisamente  al recupero dei rifiuti industriali e dei nuclei domestici. Ma entrando nel merito dei vari settori, quello agricolo rappresenta quasi il 70% delle biomasse offerte sul mercato comunitario. Il segmento comprende alimenti, residui dei raccolti e biomassa residua fuori terra alla fine dei cicli di pascolo. “La biomassa prodotta nell’UE per scopi alimentari (compresi gli input) ammonta a circa 500 milioni di tonnellate di sostanza secca (Mtdm) in un anno, di cui circa 100 Mtdm sono alimenti di origine vegetale”, spiega il JRC.

Gran parte delle restanti biomasse (27%) provengono dalla silvicoltura. Si stima che nel 2017 siano stati rimossi dalle foreste europee 551 milioni di metri cubi di risorse, cortecce comprese. Il legno secondario (cippato e particelle di legno; liquore nero, il sottoprodotto del processo Kraft durante l’estrazione della pasta di legno), ammontava nello stesso anno a 179,6 milioni di metri cubi. Il report evidenzia anche come il tasso di disboscamento europeo sia aumentato negli ultimi anni.

Un capitolo a sé lo costituiscono le alghe. “Le alghe marine rappresentano una fonte di biomassa sempre più importante”, spiegano i ricercatori europei. “Costituiscono una risorsa preziosa nella bioeconomia europea, principalmente per le industrie alimentare e chimica”. Nel 2019 i paesi dell’UE hanno importato 157,3 mila tonnellate di prodotti a base di alghe (misurate in peso netto del prodotto) ed hanno esportato un totale di 89,5 mila tonnellate. Nel 2020 i prodotti scambiati sono aumentati, con le importazioni pari a 173,4 mila tonnellate e le esportazioni a 98,3 mila tonnellate.

leggi anche Dalle alghe marine cibo, energia e materiali innovativi per l’Europa

Anche i rifiuti rappresentano un’importante fonte di biomassa. I rifiuti organici generati nell’UE nel 2018 ammontano a 147 milioni di tonnellate di sostanza secca, di cui 133 milioni sono stati recuperati come nuovo materiale riciclato o per il recupero energetico.

Articolo precedentePuntare sulle fonti fossili unabated alla COP28 farà scoppiare una “bomba” da 86 GtCO2
Articolo successivoPerdite e danni, l’agricoltura deve essere al centro del dibattito

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Leave the field below empty!