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Efficienza energetica, ENEA: raggiunto l’85% del target PNIEC

Presentato a Roma il XV Rapporto annuale: detrazioni ancora decisive, cresce il Conto Termico e resta centrale la riqualificazione degli edifici.

Presentato a Roma il XV Rapporto ENEA sull'efficienza energetica
Presentato a Roma il XV Rapporto ENEA sull’efficienza energetica

Il Rapporto ENEA sull’efficienza energetica misura l’85% dell’obiettivo PNIEC

Secondo il nuovo Rapporto sull’efficienza energetica dell’ENEA, l’Italia ha raggiunto 5,08 Mtep di risparmi energetici cumulati tra il 2021 e il 2025. Il dato equivale all’85% dell’obiettivo intermedio del PNIEC, fissato a 6 Mtep, ed è paragonabile a oltre i consumi elettrici annuali di Emilia-Romagna e Veneto.

Il 15° Rapporto Annuale sull’Efficienza Energetica, presentato a Roma, presso il METROPOLITANO – Urban Center Roma, in un confronto tra ENEA, istituzioni, MASE e MIT, ha come finalità quella di misurare lo stato di attuazione delle politiche nazionali verso gli obiettivi al 2030 e al 2050.

Il quadro del nuovo rapporto si presenta articolato: le detrazioni fiscali restano la leva principale, con 2,67 Mtep e circa il 52% dei risparmi complessivi, ma rallentano. Crescono invece Conto Termico e strumenti informativi. Restano centrali edifici, imprese, trasporti, diagnosi energetiche e politiche territoriali.

Per la presidente ENEA Francesca Mariotti, il Rapporto rappresenta “un’offerta di conoscenza pubblica”. L’efficienza, ha spiegato, “si manifesta negli sprechi evitati, nei costi non sostenuti, nelle emissioni che non abbiamo prodotto”. Il Rapporto rende misurabile questa “assenza”. “Le politiche pubbliche hanno bisogno di stabilità, continuità e certezza interpretativa per tradursi in investimenti e scelte concrete”.

Detrazioni fiscali al 52%, ma il Superbonus rallenta

Il motore principale del risparmio resta il sistema delle detrazioni fiscali. Nel quinquennio 2021-2025, Ecobonus, Bonus Casa, SuperEcobonus e Bonus Facciate hanno prodotto 2,666 Mtep. Ma nel solo 2025 il contributo annuo si è fermato a 0,242 Mtep, con un calo del 37% rispetto al 2024.

La fine della fase espansiva del SuperEcobonus ha pesato in modo evidente: nel 2025 la misura ha generato 0,113 Mtep, mentre il cumulato resta significativo, con 1,475 Mtep. L’Ecobonus è passato da 0,161 Mtep nel 2024 a 0,072 Mtep nel 2025. Il Bonus Casa è sceso a 0,057 Mtep, dopo il rimbalzo del 2024.

Dietro questi numeri ci sono interventi molto diversi. Nel 2025 il Bonus Casa ha sostenuto 491.120 interventi, soprattutto pompe di calore, impianti fotovoltaici e sostituzione di infissi. L’Ecobonus ha agevolato 305.035 interventi, con investimenti per circa 3,6 miliardi di euro e un risparmio di 842.349 MWh/anno. Il SuperEcobonus, al 31 dicembre 2025, ha riguardato oltre 502mila edifici, con investimenti ammessi a detrazione per quasi 124 miliardi di euro.

La presidente di ENEA ha collegato questi dati alla necessità di non disperdere gli effetti delle politiche: “Le detrazioni fiscali continuano a dare il contributo maggiore, superando il 50%, ma questi interventi non sono sufficienti da soli”. La questione, ha aggiunto, non è la mancanza di tecnologie: “Le tecnologie esistono”. Il nodo è la rapidità con cui diventano scelte reali per famiglie e imprese.

Crescono Certificati Bianchi e Conto Termico

Tra gli strumenti più rilevanti per l’efficienza energetica monitorata da ENEA, i Certificati Bianchi hanno prodotto nel 2025 un taglio dei consumi pari a 0,115 Mtep, in calo del 4,5% rispetto al 2024. Il dato cumulato 2021-2025 sale però a 0,830 Mtep, in linea con la traiettoria intermedia del PNIEC. Nel 2025 il GSE ha riconosciuto 787.629 titoli di efficienza energetica. Dall’avvio del meccanismo, tra il 2006 e il 2025, sono stati certificati circa 29,6 Mtep di risparmi addizionali e riconosciuti circa 59,5 milioni di titoli.

Il Conto Termico mostra invece una dinamica più espansiva. Nel 2025 le richieste sono arrivate a 156.808, con un aumento del 29,6% rispetto al 2024. Gli incentivi richiesti hanno superato 960 milioni di euro, in crescita del 44,7%. Gli interventi contrattualizzati hanno attivato oltre 1,2 miliardi di euro di investimenti, generando 220 ktep di energia termica da fonti rinnovabili, 130 ktep di risparmio di energia finale e oltre 370mila tonnellate di CO₂ evitate. Il cumulato 2021-2025 raggiunge 476 ktep.

Alessandro Fiorini, responsabile del Laboratorio Monitoraggio Politiche per l’Efficienza Energetica di ENEA, ha letto questi dati come il segnale di una risposta positiva agli strumenti più stabili. Ha ricordato che “segnali incoraggianti arrivano dall’aumento delle richieste per i titoli di efficienza energetica” e che il Conto Termico ha registrato “un aumento del 31% nel solo 2025”. La nuova normativa, ha spiegato, è stata accolta con tale domanda da portare alla chiusura temporanea dello sportello per superamento del budget.

ENEA: l’efficienza energetica nei trasporti vale 4,34 Mtep di risparmi

Il settore dei trasporti resta centrale. Nel 2025 ha prodotto 3,874 Mtep di risparmi di energia finale e 4,342 Mtep di energia primaria. Il contributo maggiore arriva dai regolamenti europei sulle emissioni di auto e veicoli leggeri. Per le sole autovetture, il risparmio stimato è di 3,173 Mtep di energia finale e 3,538 Mtep di energia primaria. Il dato si basa su circa 21 milioni di veicoli immatricolati tra il 2011 e il 2025, al netto delle radiazioni.

Le misure di mobilità sostenibile notificate nel quadro PNIEC segnano però una flessione: 0,404 Mtep nel 2025, pari a un calo del 6% rispetto al 2024. Cresce il contributo del rinnovo degli autobus del trasporto pubblico locale. Nel 2025 sono stati immatricolati 3.327 autobus, con una quota del 41% di autobus urbani elettrici puri e 34 mezzi a idrogeno. Il Ferrobonus ha generato circa 68 ktep di risparmio finale. Il Sea Modal Shift, già Marebonus, ha movimentato 121,2 milioni di tonnellate su navi Ro-Ro e prodotto 311 ktep di risparmio finale.

Gilberto Dialuce, presidente del Comitato ETS2 del MASE, ha inserito il tema in un quadro più ampio. Con il nuovo sistema ETS2, ha detto, il costo della CO₂ potrà spingere verso “mobilità sostenibile e riscaldamento elettrico, eliminando gas e carburanti fossili”. Ma gli impatti sui prezzi saranno rilevanti: secondo gli scenari richiamati da Dialuce, la bolletta per il riscaldamento domestico potrebbe aumentare tra 90 e 150 euro l’anno per famiglia. Le aste ETS2 potranno generare fino a 7 miliardi di euro l’anno, da destinare a politiche energetiche e interventi strutturali.

Diagnosi energetiche: 671 audit e 68,2 ktep potenziali

Il Rapporto dedica un capitolo agli usi finali e alle diagnosi energetiche. A dicembre 2025 sono state caricate sul portale ENEA 671 diagnosi, da 438 soggetti obbligati. Il dato è in calo del 20% rispetto al 2024, ma il Rapporto lo collega alla dinamica ciclica dell’obbligo. Il 97% dei soggetti è costituito da grandi imprese. La Lombardia concentra oltre il 28% delle diagnosi, seguita da Emilia-Romagna e Veneto, entrambe sopra l’11%.

Le diagnosi hanno individuato 2.070 interventi e ne registrano 390 già realizzati. Gli interventi effettuati hanno prodotto 29,7 ktep/anno di risparmio di energia primaria. Quelli individuati rappresentano un potenziale di 68,2 ktep/anno. Il comparto manifatturiero domina: concentra l’86% degli interventi effettuati e quasi due terzi degli interventi individuati. Le filiere più presenti sono alimentare, macchinari, metallurgia, chimica e prodotti in metallo.

Mariotti ha insistito proprio sul divario tra analisi tecnica e investimento: “Nel mondo delle imprese, dove ENEA svolge le diagnosi energetiche, riscontriamo che i suggerimenti tecnologici forniti non sempre si traducono in investimenti reali”. Il Rapporto, ha aggiunto, è “una fotografia di dove siamo, ma anche un punto di partenza per ciò che dobbiamo fare”. Per Fiorini, il dato sugli audit conferma la necessità di rendere più operativi gli obblighi e di trasformare il potenziale tecnico in cantieri, investimenti e risparmi verificabili.

Edifici, SIAPE e mercato: il peso delle classi basse

Il patrimonio edilizio resta il grande banco di prova per l’efficienza energetica presa in esame da ENEA. Nel 2025 il SIAPE, la banca dati nazionale degli Attestati di Prestazione Energetica, ha validato circa 1,28 milioni di APE, con un incremento del 6% rispetto al 2024. L’87,8% riguarda edifici residenziali. Le classi meno efficienti restano molto diffuse: nel residenziale e negli edifici industriali-artigianali, la quota di immobili in classe F-G è compresa tra 47% e 51%.

Il mercato immobiliare conferma la stessa criticità. Secondo l’analisi ENEA, I-Com e FIAIP, tra il 61% delle villette a schiera e il 71% di monolocali e trilocali compravenduti riguarda immobili in classi E, F e G. Gli immobili più efficienti si concentrano nelle zone di pregio, fino al 50% in classe A-B. Nelle periferie prevalgono invece gli edifici meno performanti, fino all’87%. L’APE resta utile per orientare le scelte per il 65% del campione, ma l’efficienza energetica torna all’ultimo posto tra i fattori che guidano l’acquisto di un’abitazione esistente.

Andrea Maria Felici, della Direzione generale domanda ed efficienza energetica del MASE, ha indicato il costruito come priorità. “Sull’edilizia nuova l’efficienza è ormai un valore richiesto dal mercato; il nostro sguardo deve quindi rivolgersi al costruito”, ha detto. Per il MASE servono strumenti finanziari coordinati, garanzie pubbliche, coinvolgimento dei condomini e rafforzamento degli APE, anche per “catturare” interventi di efficienza oggi dispersi dentro altre opere.

Schema delle interazioni e delle implicazioni tra lo ZEB e gli altri strumenti di policy dell’EPBD

Schema delle interazioni e delle implicazioni tra lo ZEB e gli altri strumenti di policy dell’EPBD
Fonte: Executive Summary RAEE – Azzolini G., De Rossi P., Di Turi., Zanghirella F., 2026, “Guidelines for the development of a ZEB definition”, Deliverable D2.2d, progetto EPBD.wise.

Il caso di Roma: 1.000 scuole da efficientare e 300 mln di investimenti

La presentazione del Rapporto ha offerto anche un caso concreto: Roma Capitale. L’assessora ai Lavori Pubblici e alle Infrastrutture, Ornella Segnalini, ha annunciato una delibera per efficientare 1.000 scuole. “Credo sia il programma più importante a livello nazionale in questo settore”, ha detto. Il piano prevede fondi del Conto Termico, un prestito BEI da 150 milioni di euro e altri 150 milioni di capitale privato. Il patrimonio sarà diviso in cinque lotti per favorire la partecipazione delle ESCO.

Gli interventi riguarderanno fotovoltaico su tutti gli edifici, pompe di calore a bassa temperatura, ventilazione nei nidi, sostituzione di infissi e caldaie. L’obiettivo è anche climatico e sociale: trasformare le scuole in “rifugi climatici” per la cittadinanza. Segnalini ha ricordato che l’85-90% del patrimonio scolastico romano utilizza ancora combustibili fossili e che molti edifici risalgono a prima degli anni Settanta, quando l’attenzione ai consumi energetici era molto limitata.

Il collegamento con il Rapporto è diretto. ENEA segnala la necessità di rafforzare il ruolo degli enti locali, in particolare nel patrimonio pubblico. La stessa logica emerge dal PREPAC, il programma per gli edifici della Pubblica Amministrazione Centrale: nel 2024 sono state presentate 50 proposte, di cui 25 ammissibili, per circa 29,3 milioni di euro e 65.850 metri quadrati di superficie riqualificabile. Dal 2014 al 2024 il tasso medio di ammissibilità è stato del 49%, per circa 498 milioni di euro.

Secondo ENEA, la vera efficienza energetica si misura con politiche stabili

Il Rapporto mostra che la traiettoria italiana è avanzata, ma non sufficiente. L’obiettivo intermedio di 6 Mtep non è ancora raggiunto. Il totale di 5,081 Mtep richiede un’accelerazione su edifici, imprese, trasporti e pubblica amministrazione. Le campagne informative hanno prodotto 0,240 Mtep di risparmi cumulati nel 2025 e il Programma di Informazione e Formazione ha generato, nel triennio 2022-2024, oltre 35 milioni di esposizioni ai contenuti della campagna “Italia in Classe A”, con circa 1,5 TWh di risparmio stimato. Il dato conferma che i comportamenti possono diventare una misura energetica, se inseriti in programmi continuativi.

Massimo Milani, segretario della Commissione Ambiente della Camera, ha definito il RAEE “uno strumento molto umile e onesto per il decisore politico, perché misura ciò che effettivamente atterra sul territorio”. Per Milani, il problema è il passaggio tra norma e attuazione. Ha proposto di rafforzare strumenti già funzionanti, come il Conto Termico, e di riportare le detrazioni per l’efficienza al 65%. Luca Squeri, segretario della X Commissione Attività Produttive della Camera, ha richiamato invece il rischio di confondere riduzione dei consumi e impoverimento: “Se una famiglia non paga la bolletta non sta facendo efficienza, è solo più povera”. La sfida, ha detto, è mantenere competitività e crescita.

Per ENEA, dunque, la sfida è trasformare dati e conoscenza in decisioni. Come ha ricordato la presidente Mariotti, l’efficienza “genera benefici economici, ambientali e sociali che si rafforzano reciprocamente”. È questa la leva che può ridurre vulnerabilità energetica, emissioni e costi, evitando che la decarbonizzazione resti solo un obiettivo programmatico.

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About Author / Alessandro Petrone

Giornalista da oltre 20 anni, nel corso della sua carriera si è occupato di politica, economia, attualità e costume. È stato Caporedattore e Direttore Responsabile per una Casa Editrice che pubblica magazine generalisti in Italia, Germania, USA e Cina. Ha scritto e collaborato con aziende e media che si occupano di automotive, con particolare attenzione ai temi della mobilità sostenibile. Si è avvicinato al mondo dell’energia lavorando come ufficio stampa per multinazionali del settore. Da allora, si occupa assiduamente di temi legati alla transizione energetica, soprattutto nel settore automotive, e alle energie rinnovabili, scrivendo per La Repubblica, AdnKronos, 9 Colonne, The Post International. È altresì appassionato di tecnologia, informatica, fotografia e cucina con un passato da attivista LGBTQIA+.