Il rapporto presentato stamani dall’ENEA spiega come il nostro Paese sia sulla giusta strada per il raggiungimento degli obiettivi EU, ma ci sia ancora molto da fare

“Il risparmio che noi abbiamo monitorato e conteggiato e che, lo ricordiamo, è arrivato alla soglia dei 60.000 GWh – ha riferito Romani – è stato possibile essenzialmente grazie alle misure e ai programmi previsti dal PAEE 2011: tre strumenti di incentivazione, ovvero i Titoli di Efficienza Energetica, la detrazione fiscale del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti, e l’eco-bonus per l’acquisto di vetture ecologiche, e il meccanismo normativo messo in atto per recepire la Direttiva europea sulle prestazioni energetiche degli edifici, Direttiva che impone alle nuove costruzioni consumi ridotti calcolati sul metro quadrato”.

Ma Romani ribadisce: “C’è ancora molto da fare: alcuni settori sono più avanzati, come quello del residenziale e dell’industria, altri invece sono ancora in ritardo, come il terziario e quello dei trasporti”. Ecco perché, ci ha spiegato, cruciali saranno i decreti “Conto Energia Termico” e “Certificati Bianchi”, emessi dal Governo alla fine dell’anno scorso proprio per superare le criticità di questi due settori. “Abbiamo raggiunto quasi il 50% degli obiettivi al 2016 definiti nel PAEE – ha detto – ma è necessario che certi settori operino meglio e migliorino i loro consumi energetici”. Il settore pubblico è uno di questi, per esempio, ed è ora chiamato dalla nuova Direttiva a uno sforzo non trascurabile per sfruttare le grosse potenzialità di risparmio che si ritiene esso abbia. Una volta recepita, sarà poi la Direttiva a guidare la politica nazionale in materia.












