Target efficienza energetica: gli Stati membri rifiutano l’obbligo

I Ventisette potrebbero accettare un target del 30% nella direttiva efficienza energetica ma solo a patto che venga rimosso il carattere vincolate degli obiettivi

Target efficienza energetica: gli Stati membri rifiutano l’obbligo

 

(Rinnovabili.it) – È di nuovo braccio di ferro tra Parlamento europeo e Ventisette. Dopo gli ultimi scontri in materia di economia circolare, gli eurodeputati e i diplomatici nazionali tornano ad occupare posizioni diametralmente opposte anche sul pacchetto invernale, l’insieme di nuove misure energetiche presentate dalla Commissione europea a dicembre 2016.

 

Il pomo della discordia sembrerebbero essere stavolta i target sull’efficienza energetica. La proposta di legge uscita dalle stanze di Bruxelles è stata modificata sia in seno all’Europarlamento che nel Consiglio dei ministri europei dell’energia; quest’ultimo, nell’incontro di fine febbraio, ha votato contro l’obiettivo di risparmio dell’energia nei consumi primari del 30%, avendo sempre esercitato pressioni perché si rimanesse sul più contenuto 27%. A Strasburgo invece, è stato fatto di tutto per alzare l’ambizione, approvando risoluzioni che chiedevano un obiettivo addirittura del 40%. Prima che diventi legge la direttiva, è necessario però che il trilogo trovi un accordo che soddisfi tutte le parti.

 

Uno spiraglio sembrerebbe essersi aperto: secondo alcune indiscrezioni filtrate dalla presidenza UE maltese, di turno fino alla fine di giugno, i Ventisette potrebbero accettare i tre punti percentuali in più nel target dell’efficienza energetica. In cambio però dovrebbe essere stracciata la parte di direttiva che indica tali obiettivi come vincolanti, rimpiazzandola con la più blanda dicitura di “indicativi”.

Ancora una volta una proposta al ribasso dunque, su cui Malta si sta spendendo per cercare di far quadrare i conti e portare a casa un risultato prima della fine del mandato. La Presidenza ha affermato di voler fornire una posizione concordata dagli Stati membri sulla direttiva efficienza energetica prima di giugno.

 

Le posizioni nazionali sembrano prendere davvero poco in considerazione, non solo le promesse fatte alla Cop21 con l’Accordo di Parigi, ma anche gli ultimi dati statistici pubblicati da Eurostat. Secondo cui l’Europa non riesce a fare ciò che è necessario per proteggere la stabilità climatica. Gli sforzi per decarbonizzare i sistemi energetici e quelli di trasporto sono troppo lenti e di portata limitata. I numeri di Eurostat hanno mostrato come l’Unione resti ancora oggi in maniera preoccupante dipendente alle importazioni di energia estera.

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