Rinnovabili • Investire nell'eolico locale

Investire nell’eolico locale, la campagna “Creiamo Energia”

RWE lancia sulla piattaforma Ener2Crowd.com una campagna che permetterà ai cittadini di investire nel nuovo Parco Eolico di San Severo (FG), con ritorni anche del 7,5% l'anno

Investire nell'eolico locale

 Perché conviene investire nell’eolico locale 

(Rinnovabili.it) – Il crowdfunding energetico rappresenta in molti casi la soluzione ideale per spingere la transizione energetica dal basso. Questo modello finanziario si sta sviluppando lentamente in Italia ma ha già delle radici profonde. Sono diversi i progetti che, negli ultimi anni, hanno permesso a famiglie e comunità di partecipare alla realizzazione di impianti fotovoltaici o eolici con ritorni economici diretti. Un modo per far crescere la produzione verde nazionale coinvolgendo direttamente i territori.

Succede anche in provincia di Foggia dove RWE ha lanciato in questi giorni una campagna per offrire ai residenti l’opportunità di investire nel suo nuovo parco eolico di San Severo. Il progetto, già autorizzato e al momento in fase di costruzione, è composto da 12 aerogeneratori per una capacità totale di 54 MW e una produzione annuale attesa di 148 GWh.

L’impianto dovrebbe entrare in funzione alla fine del 2024. Nel frattempo la società ha aperto un’iniziativa di community funding su Ener2Crowd. “Creiamo Energia – Insieme per la Transizione Energetica in Italia“, questo il nome della campagna, permetterà ai cittadini di investire nell’eolico locale da 250 euro ad un massimo di 5.000 euro a testa, per una durata dell’investimento di 36 mesi. Si comincerà con i residenti del Comune di San Severo e della Provincia di Foggia a cui verrà data la priorità da oggi fino al 5 marzo, garantendo un interesse annuale del 7,5% lordo. Dal 6 marzo al 15 aprile 2024, potranno investire i residenti dell’intera Regione Puglia ai quali aspetta un interesse del 6,5% lordo all’anno.

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“L’impegno nei confronti delle comunità che ospitano i nostri progetti green è una parte fondamentale della nostra strategia”, ha commentato Paolo Raia, Country Chair RWE Renewables Italia. “Offrire ai residenti l’opportunità di beneficiare direttamente dell’energia eolica nel proprio territorio, attraverso i loro investimenti, è perfettamente in linea con i nostri obiettivi di sostenibilità. Con questa iniziativa puntiamo a coinvolgere attivamente le comunità locali e a collaborare per la transizione energetica in Italia”.

Per far decollare l’iniziativa di community funding è necessario raccogliere un volume di investimenti complessivo di 100.000 euro. Il tetto massimo degli investimenti è di 200.000 euro.“Non potevamo certo mancare al fianco di RWE per dare il nostro contributo attraverso il crowd a questo importante progetto che mira all’inclusione ed al coinvolgimento delle comunità locali, scendendo sul campo nella piazza di San Severo”, commenta Niccolò Sovico, CEO, ideatore e co-fondatore di Ener2Crowd. “Un’occasione senz’altro imperdibile per continuare a coinvolgere nuove persone nella visione di un investimento sostenibile quale strumento di progresso per tutti e nel potenziare il rapporto con chi già crede nella nostra visione e nel modo in cui vogliamo realizzarla”.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.


Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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