Pale eoliche: l’Europa ha installato 15GW di nuova capacità 2019

Il vecchio continente può contare ora su una capacità cumulata di 205 GW eolici in grado di alimentare il 15 % del consumo elettrico europeo. Danimarca, Irlanda e Portogallo i maggiori produttori 2019

pale eoliche
Credit: pxfuel.com – (CC0)

 

 

Pubblicati i dati 2019 su nuova capacità, produzione e taglia delle pale eoliche

(Rinnovabili.it) – Si moltiplica il numero di pale eoliche in Europa. Tra nuove installazioni e operazioni di repowering, lo scorso anno il Vecchio Continente ha visto aggiungere altri 15,4 GW di potenza dal vento, cifra che porta la capacità cumulata totale a quota 205 GW (169 GW considerando solo l’UE-27). A fornire i numeri a consuntivo del 2019 è WindEurope, l’associazione che rappresenta i produttori europei. In un nuovo report di settore (testo in inglese), il gruppo ordina i dati su nuove installazioni, energia generata e taglie di turbine e pale eoliche.

Si scopre così che a darsi da fare nel comparto, in termini di nuovi impianti, sono oggi soprattutto cinque Paesi: il Regno Unito che nel 2019 ha aggiunto 2,4 GW (onshore più offshore), la Spagna che da sola ha installato 2,3 GW di nuove wind farm a terra, la Germania con 2,2 GW (fra turbine a terra e in mare aperto), la Svezia (1,6 GW, tutti on shore) e la Francia (1,3 GW on shore). In confronto l’Italia ha installato appena 456 MW.

In realtà quello che la classifica non dice ad una prima lettura è che il mercato europeo sta lentamente cambiando assetto: mentre la Gran Bretagna domina indisturbata al primo posto, la Germania – considerata fino a poco tempo fa il motore dell’industria eolica europea – ha tirato il freno. L’anno scorso la nazione ha installato il suo valore più basso di onshore dal 2000. E ha annunciato pochissimi nuovi investimenti per il 2020, indice che la situazione non destinata a migliorare. In compenso la Spagna ha colmato gran parte del calo, grazie alle nuove aste rinnovabili lanciate nel 2016 e 2017.

C’è ovviamente chi ha fatto anche meno, sottolinea Wind Europe. Quattordici Paesi europei, di cui nove della UE, non hanno installato neppure una turbina nel 2019.

 

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Il vento ha fornito il 15 per cento dell’elettricità europea – spiega Giles Dickson, CEO di WindEurope – ma il continente non sta costruendo abbastanza nuovi impianti per raggiungere l’obiettivo UE di rinnovabili al 2050”.

“La neutralità climatica e il Green Deal richiedono all’Unione di installare oltre il doppio di nuova energia eolica ogni anno rispetto alla gestione 2019. E la crescita deve provenire sia dall’eolico offshore che da quello onshore”, ha aggiunto Dickson.

 

La classifica cambia di molto se si guarda al dato della capacità cumulata o a quello della produzione elettrica. Nel primo caso la Germania domina indiscussa con un totale di 61 GW installati, seguita da Spagna (26 GW) e Regno Unito (24 GW). A chiudere la top five sono Francia e Italia, rispettivamente con 17 e 11 GW di capacità eolica totale.

Dal lato generazione elettrica, invece, il miglior risultato 2019 appartiene alla Danimarca che da sola ha prodotto il 48 per cento dell’energia eolica dell’UE-28. Seguono Irlanda (33 per cento), Portogallo (27 per cento), Germania (26 per cento) e UK (22 per cento).

L’associazione ha pubblicato il report accompagnandolo con alcune raccomandazioni per gli Stati Membri. Prima fra tutte, l’aumento del tasso di installazioni, che dovrebbe raddoppiare per poter raggiungere gli obiettivi stabiliti nel Green Deal europeo. “Ciò richiede un nuovo approccio alla pianificazione e alla concessione e continui investimenti nelle reti elettriche – ha affermato Dickson –  I piani nazionali per l’energia e il clima per il 2030 sono cruciali in questo caso. L’UE deve garantire che siano ambiziosi e attuati in maniera rigorosa”.

 

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