Rinnovabili: per interventi di rigenerazione un database sui componenti

L’Anev ha rappresentato al GSE il proprio contributo alla definizione delle procedure per la manutenzione e l’ammodernamento degli impianti alimentati a fonti rinnovabili

Rinnovabili: per interventi di rigenerazione un database sui componenti

 

 

(Rinnovabili.it) – Quali sono le procedure da mettere in campo per ciascuna delle tecnologie rinnovabili nell’esecuzione di interventi di manutenzione e ammodernamento? Gli operatori del settore attendono che il Gestore dei Servizi energetici (GSE) dia una risposta, nel più breve tempo possibile, a questa domanda. Ma prima di redigere il regolamento di gestione degli interventi, il settore stesso è chiamato ad un processo di consultazione che avrà l’obiettivo, tra l’altro, di individuare le specifiche peculiarità da tenere in considerazione per ciascuna fonte e tecnologia (ad esclusione del fotovoltaico).

 

Del tema hanno discusso in questi giorni lo stesso GSE e Anev, l’associazione italiana che rappresenta i produttori eolici. L’incontro è stato l’occasione per presentare al Gestore apprensioni e proposte.

In tal senso l’Anev si è impegnata a individuare e proporre al GSE i requisiti specifici di qualificazione delle officine specializzate nelle attività di rigenerazione, proponendo la creazione e gestione di un database da parte del GSE il cui popolamento, con la collaborazione degli operatori, riguarderebbe le matricole dei principali componenti d’impianto attualmente installati sugli impianti: nello specifico, per la tecnologia eolica, il moltiplicatore di giri e il generatore elettrico.Si tratta infatti dei componenti maggiormente soggetti a usura e dunque ad attività di rigenerazione, “fermo restando il fatto che le istruttorie del GSE dovranno essere condotte su tutti i componenti richiamati dall’art.30 del Decreto 23 giugno 2016”.

 

Un registro ad hoc dovrebbe essere istituito anche per i componenti di magazzino, in quanto, per questi ultimi, è presumibile l’assenza di certificazioni delle attività di rigenerazione eventualmente subite. Secondo l’Associazione, la vita utile dei componenti dovrebbe essere di 20 anni e, per quelli a magazzino, il periodo di giacenza dovrebbe essere scomputato dal calcolo della vita utile.

 

Al centro dell’incontro anche il mini-eolico per il quale si è deciso di aprire un tavolo di discussione ad hoc. I temi di principale interesse evidenziati dall’Associazione riguardano l’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 29 del D.M. 23 giugno 2016 alle connessioni in bassa tensione, nei casi di condivisione tra più impianti delle infrastrutture in MT (cabine o linee), nonché le procedure di sospensione degli incentivi in caso di fuori picco.

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