Rinnovabili • Valmont Solar

La ricetta Valmont Solar per l’agrivoltaico: perfetto equilibrio tra innovazione e sostenibilità

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Innovazione tecnologica e sostenibilità guidano il percorso di crescita di Valmont Solar | Convert, oggi tra i principali protagonisti della transizione energetica

Valmont Solar

Un 2023 chiuso con ottimi risultati e un 2024 iniziato con un riconoscimento importante, quello del Premio Innovazione Solare assegnato nel corso di KEY 2024. Per Valmont Solar | Convert, realtà in prima linea nella transizione energetica, il trend di crescita continua spedito. Per fare il punto della situazione e capire i prossimi passi dell’azienda, abbiamo incontrato Matteo Demofonti, Vice President Product Strategy & Comercialization.

Ing. Demofonti, il 2023 è stato un anno eccezionale per il settore del fotovoltaico, con significativi risultati sia in Italia che a livello europeo e globale. Considerando la rapida crescita del mercato, come è stato per Valmont Solar | Convert l’anno appena trascorso?

L’anno 2023 ha segnato un vero e proprio traguardo per Valmont Solar | Convert, registrando un incremento sostanziale del fatturato, che testimonia il dinamismo del nostro lavoro e la capacità di rispondere all’aumentata domanda con una produzione efficace e innovativa. Abbiamo lavorato intensamente per consolidare le attività di revamping e repowering, vitali per l’ottimizzazione degli impianti esistenti e per rispondere alla crescente richiesta di soluzioni energetiche sostenibili e di maggiore efficienza. Il nostro impegno nel greenfield si è concretizzato nella realizzazione di impianti di dimensioni rilevanti, supportati da solidi piani di investimento, uno dei tanti, il parco agrivoltaico Piani della Marina che una volta completato sarà il più grande in Italia.

Il nostro focus si è mantenuto forte anche al di fuori dei confini italiani, trovando terreno fertile in altri mercati europei come la Spagna e la Polonia. In questo contesto favorevole, abbiamo anche iniziato a raccogliere i primi frutti nel settore dell’agro-fotovoltaico, che unisce le nostre competenze nel fotovoltaico con le esigenze dell’agricoltura moderna, delineando nuove prospettive per la crescita sostenibile. In sintesi, l’anno è andato oltre le nostre aspettative, consolidando la nostra presenza sia sul mercato italiano, dove siamo fortemente radicati, sia su quello europeo, sempre più riconoscibile come un ambiente fertile per l’espansione e l’innovazione nel settore dell’energia rinnovabile. Diciamo che l’orientamento strategico adottato è quello giusto e che l’innovazione e la sostenibilità continueranno a guidare il nostro percorso futuro.

Considerando l’impronta produttiva e logistica globale di Valmont Solar, quali ritiene siano i mercati internazionali più promettenti per la crescita del fotovoltaico e, in particolare, per gli inseguitori solari

La nostra posizione nel comparto solare ci permette di valutare attentamente i mercati internazionali e le loro potenzialità. L’Europa, innanzitutto, continua a essere un terreno fertile per gli investimenti nel settore fotovoltaico, grazie a condizioni di mercato favorevoli e alla nostra forte presenza come azienda industriale che ha radici profondamente europee. Prevediamo di continuare a investire significativamente in questo mercato, che consideriamo strategico per la nostra espansione.

Riguardo al Nord America, la nostra casa madre Valmont Industries, con sede negli Stati Uniti, ci posiziona in modo unico per approfittare delle crescenti opportunità in quel paese, che sta dimostrando di essere un mercato chiave per il presente e il futuro. L’obiettivo è consolidare ed espandere la nostra presenza, sfruttando le sinergie con il gruppo madre e reagendo dinamicamente alle evoluzioni del settore.

Pur avendo affrontato delle sfide specifiche in Brasile nel 2023, il nostro impegno in America Latina rimane forte, come dimostra la nostra storica esperienza in mercati chiave come Cile, Argentina e Colombia. Queste aree, con le loro specificità e potenziale di crescita, continuano a rappresentare una parte importante della nostra strategia di investimento, e abbiamo l’intenzione di incrementare ulteriormente il nostro impegno per capitalizzare sulle opportunità emergenti.

Inoltre, stiamo osservando con interesse crescente le potenzialità del Medio Oriente e dell’Africa. Sebbene al momento queste regioni richiedano un’approfondita valutazione per l’adeguamento della nostra struttura operativa e per l’identificazione delle giuste opportunità industriali, crediamo che possano offrire scenari promettenti per lo sviluppo futuro. Queste aree presentano un mix unico di sfide e opportunità che potrebbero rivelarsi essenziali per il nostro percorso di crescita e per la diffusione di soluzioni fotovoltaiche innovative a livello globale.

Lei ha recentemente assunto il ruolo di Vice President Product Strategy & Comercialization, quali saranno le proprietà del suo incarico per il 2024?

L’evoluzione del mio ruolo in Valmont Solar segna un passaggio fondamentale dalla gestione prettamente esecutiva a una visione strategica più ampia, orientata all’innovazione e al progresso tecnologico a livello globale. In precedenza, come responsabile regionale, la mia attenzione era focalizzata sullo sviluppo commerciale immediato, il che significava guidare la crescita all’interno della mia regione specifica. Ora, la portata del mio lavoro si estende su scala mondiale.

Nel mio nuovo ruolo, il focus è sull’impulso di Valmont Solar come motore di crescita all’interno dell’ecosistema tecnologico di Valmont Industries. Ciò comporta l’investimento in nuove iniziative tecnologiche commerciali che possano assicurare e accelerare la crescita non solo per l’oggi ma anche per garantire una solidità futura. In questo ambito, miriamo a sviluppare prodotti e soluzioni che rispondano alle dinamiche di un mercato energetico in rapida evoluzione, con l’intento di posizionare l’azienda all’avanguardia nel settore fotovoltaico.

La mia aspirazione è di contribuire al progresso di Valmont Solar, portando il valore e l’esperienza acquisita nel 2023 – un anno di successi e di crescita significativi per la nostra divisione – per sostenere e promuovere lo sviluppo delle altre country dell’azienda. Sarà un impegno che metterà a frutto la profonda conoscenza di mercato e le competenze tecnologiche, con l’obiettivo di continuare a essere leader nell’innovazione e nel rendimento.

L’agrovoltaico avanzato è uno dei nuovi trend del settore solare e molti paesi si stanno attrezzando per sostenerlo con norme e incentivi, Italia in primis con il Decreto firmato dal ministro Pichetto il 22 dicembre 2023. Come si sta muovendo l’azienda su questo fronte? 

In Valmont Solar, l’agrovoltaico non è una semplice tendenza, ma una conferma della nostra visione a lungo termine nell’integrazione tra l’energia solare e l’agricoltura. L’investimento in questa sinergia è radicato ben prima che diventasse un argomento di moda, è una scelta strategica che abbiamo perseguito negli anni, puntando su un filone che potesse unire l’efficienza energetica con il sostegno all’agricoltura, che è parte integrante del nostro DNA aziendale e del patrimonio industriale italiano.

Il recente riconoscimento da parte del Ministro durante la fiera KEY a Rimini, con una visita al nostro stand, riflette il sostegno e la visione lungimirante del governo verso le nostre iniziative. Questo è per noi un segno di appoggio e incentiva la nostra determinazione a proseguire su questa strada.

Il nostro approccio all’agrovoltaico, che abbiamo sviluppato, si basa su un equilibrio tra benefici economici ed ecologici. Non si tratta di opporre l’energia rinnovabile all’agricoltura; anzi, crediamo in una convivenza armoniosa che, tramite l’avanzamento tecnologico, può migliorare la produttività agricola senza sacrificare la sostenibilità. Il mercato necessita di soluzioni pratiche ed efficienti, non semplicemente di incentivi statali. E il nostro sistema agrovoltaico, semplice e conveniente, risponde a questa esigenza, eliminando la necessità di un sostegno esterno per l’installazione. È con questa filosofia che continueremo a sostenere e a guidare lo sviluppo di iniziative sostenibili che rispecchiano i bisogni attuali e futuri del settore.

Rimanendo in tema di agrivoltaico, ci può raccontare qualcosa del progetto Symbiosist?

Il progetto SYMBIOSIST, finanziato dal programma europeo Horizon e lanciato all’inizio del 2023, rappresenta un’iniziativa avanguardistica che mira a fondere in maniera simbiotica l’energia fotovoltaica di ultima generazione con le esigenze dell’agricoltura. Questo progetto è al centro di una strategia per incrementare la competitività dell’agrivoltaico in Europa e, contemporaneamente, per ridurre l’impatto ambientale e paesaggistico associato a questa forma di energia rinnovabile.

L’impegno di Valmont Solar in progetti come SYMBIOSIST è un esempio della nostra dedizione all’innovazione tecnologica. Il nostro scopo è quello di stimolare un progresso tangibile e concreto nello sviluppo tecnologico che trasformerà queste ricerche in prodotti reali e migliorativi. Il valore di SYMBIOSIST sta nell’avvicinare il mondo accademico e quello industriale, consentendo una sinergia di esperienze che spesso sono distanti nella quotidianità lavorativa. Attraverso questo progetto, ci avvaliamo dell’opportunità di unire gli sforzi di ricerca con le esigenze di investitori e centri di ricerca, creando così nuovi prodotti che riflettano le necessità attuali e future del settore. SYMBIOSIST diventa quindi una piattaforma di conoscenza e sviluppo che porta i benefici dell’agrivoltaico non solo in ambito tecnico ma anche culturale, elevando il dialogo sulle energie rinnovabili e stimolando politiche che ne favoriscano la crescita e l’adozione.

La competizione industriale in materia di transizione ecologica si sta facendo sempre più accesa e l’Unione europea sta oggi tentando di tenere testa al dominio cinese e alla nuove politiche verdi statunitensi. Come giudica gli interventi messi oggi in campo dall’Unione per tutelare il proprio comparto manifatturiero? Penso al Piano Industriale Green Deal e alla legge Net-Zero Industry oggi in mano ai colegislatori UE. Quali sarebbero a suo parere gli interventi da mettere in campo per sostenere la filiera fotovoltaica in Europa?

Guardando il panorama globale, è chiaro che l’Europa conserva un ruolo di primo piano per quanto riguarda la competenza tecnologica nel settore fotovoltaico, posizionandosi al fianco di giganti come gli Stati Uniti e la Cina. Non siamo secondi a nessuno in termini di competenza; il nostro know-how tecnologico ed operativo è solido e in continua evoluzione. Il vero nodo da sciogliere risiede nella struttura dei costi di produzione e nella competitività sui prezzi, che sono stati influenzati dalle dinamiche del mercato. Le politiche attuali, incluse quelle del Green Deal e della proposta Net-Zero Industry, devono riconoscere e colmare il divario competitivo, specialmente in confronto alle potenze industriali come la Cina, dove il supporto statale gioca un ruolo chiave.

Da un punto di vista europeo, gli incentivi non dovrebbero essere visti come semplici sovvenzioni, ma come parte di una strategia più ampia che incoraggi realmente l’innovazione e la produzione efficiente. Invece di limitarsi a finanziamenti generici, si potrebbero premiare le iniziative che contribuiscono concretamente al progresso tecnologico e che riescono a mantenere un alto livello di competitività e presenza sul mercato. Questo significa sostenere quelle realtà industriali che hanno investito in modo significativo nello sviluppo di prodotti e processi innovativi.

In questo contesto, l’Unione Europea potrebbe considerare il rafforzamento di politiche che favoriscano la ricerca e lo sviluppo, la digitalizzazione della produzione, la formazione delle competenze, e l’introduzione di meccanismi che incentivino non solo l’adozione delle rinnovabili ma anche la loro produzione all’interno dei confini europei. Questo può includere il sostegno per l’adozione di tecnologie avanzate, la facilitazione degli scambi commerciali tra stati membri per i prodotti sostenibili e l’attrazione di investimenti in tecnologie cleantech. Solo così possiamo garantire che l’Europa non solo rispetti gli obiettivi del Green Deal e di Net-Zero Industry, ma diventi un leader attivo nella corsa globale verso un futuro energetico sostenibile.

Dopo il prestigioso riconoscimento ottenuto alla fiera Key di Rimini con il premio innovazione Lorenzo Cagnoni per il Convert tracker agrivoltaic advanced, che novità può anticiparci in vista della prossima partecipazione di Valmont Solar all’Intersolar 2024 di Monaco?

Il recente premio ottenuto è stato un onore e un segnale del riconoscimento dell’impegno di Valmont Solar nel campo dell’innovazione agrivoltaica. Questa vittoria mi permette di sottolineare una volta di più il continuo lavoro atto ad anticipare trend e richieste del mercato.

Posso anticipare che quanto stiamo preparando per l’Intersolar di Monaco seguirà la medesima linea comunicativa: il set-up sarà il riflesso del nostro impegno in termini di innovazione e ricerca continua e darà massimo risalto ai nostri prodotti in particolare con uno sguardo sul futuro.

Vi aspettiamo al nostro stand, no. A5.560, saremo lieti di mostrarvi come la nostra tecnologia si evolve non solo per rispondere alle esigenze attuali del mercato, ma anche per anticipare le tendenze future della sostenibilità nell’energia solare.

Leggi anche Valmont Solar vince il SEAL Award dopo 2 certificazioni di settore da parte di ICMQ e AB Solar, le prime in assoluto riconosciute ad un’azienda di inseguitori solari

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Rinnovabili • Cattura diretta dall’aria di CO2: entra in funzione Mammoth

Inaugurato Mammoth, il più grande impianto al mondo di cattura diretta dall’aria di CO2

L’azienda svizzera Climeworks ha messo in funzione un impianto capace di catturare dall’atmosfera 36.000 tonnellate di anidride carbonica l’anno. È il più grande mai costruito. E richiede meno energia per lo stoccaggio geologico grazie a una torre di assorbimento dove la CO2 viene disciolta in acqua, che è poi pompata sottoterra dove avviene la mineralizzazione

Cattura diretta dall’aria di CO2: entra in funzione Mammoth
crediti: Climeworks

Il sito si trova in Islanda e ha una capacità annuale circa 10 volte superiore al suo predecessore Orca

Dopo Orca arriva Mammoth. Il più grande impianto per la cattura diretta dall’aria di CO2 (DAC, Direct Air Capture) e il suo stoccaggio geologico è entrato in funzione l’8 maggio. Sempre in Islanda, come il suo gemello di taglia minore, e sempre operato da Climeworks, l’azienda svizzera legata al politecnico di Zurigo che ha fatto da apripista nello sviluppo della tecnologia DAC su scala industriale.

Il nuovo gigante della cattura diretta dall’aria di CO2

Mammoth è circa 10 volte più grande del suo predecessore Orca e ha una capacità nominale, una volta a regime, di catturare dall’atmosfera 36.000 tonnellate di anidride carbonica l’anno. La piena operatività dovrebbe essere raggiunta già entro il 2024. Al momento sono attivi 12 dei 72 filtri per la cattura diretta dall’aria di CO2.

I filtri sono progettati come unità modulari che possono essere aggiunte, aumentando la capacità totale dell’impianto. E danno flessibilità: eventuali guasti o esigenze di manutenzione impattano in modo più limitato sul sistema. Inoltre, 3 filtri vengono tenuti “di riserva”, pronti a entrare in attività per compensare il venir meno di altri moduli.

Una torre riduce l’intensità energetica della DAC di Mammoth

Come già avveniva per Orca, l’impianto è alimentato da energia rinnovabile geotermica, che copre circa il 29% del mix elettrico nazionale islandese. Il nuovo impianto, però, richiede in proporzione meno energia per funzionare. Grazie a una modifica chiave nel processo di stoccaggio della CO2 raccolta.

Mammoth usa una “torre” per sciogliere l’anidride carbonica in acqua, che viene poi iniettata sottoterra dove avviene il processo di mineralizzazione. Orca, al contrario, pompava nei siti di stoccaggio la CO2 in forma gassosa, operazione che richiede una pressione maggiore, con conseguente maggior fabbisogno energetico.

Verso impianti da 1 MtCO2

Con l’avvio di Mammoth, Climeworks compie un altro passo avanti nella dimostrazione dell’applicabilità della sua tecnologia DAC anche in impianti di grossa taglia. Gli obiettivi dell’azienda sono di raggiungere una capacità DAC di 1 milione di tonnellate di CO2 (MtCO2) entro il 2030 e di 1 miliardo di tonnellate (GtCO2) entro metà secolo. Per tagliare il traguardo fissato per questo decennio servirebbero 28 impianti della taglia di Mammoth (contro i 250 di taglia analoga a quella di Orca).

Un fronte su cui Climeworks sta già lavorando. Sono tre le proposte di hub per la cattura diretta dell’aria di CO2 con capacità di 1 MtCO2 avanzate negli Stati Uniti. Tutte già finanziate dal Dipartimento dell’Energia di Washington per un totale di oltre 600 milioni di dollari. Al più grande, Project Cypress in Louisiana, sono stati concessi i primi 50 milioni di dollari a marzo per avviare il progetto. Altri paesi dove l’azienda svizzera sta presentando progetti sono Norvegia, Kenya e Canada.

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About Author / Lorenzo Marinone

Scrive per Rinnovabili.it dal 2016 ed è responsabile della sezione Clima & Ambiente. Si occupa in particolare di politiche per la transizione ecologica a livello nazionale, europeo e internazionale e di scienza del clima. Segue anche i temi legati allo sviluppo della mobilità sostenibile. In precedenza si è occupato di questi temi anche per altri siti online e riviste italiane.


Rinnovabili • Solare fotovoltaico in Italia

Solare fotovoltaico in Italia, cosa dice il rapporto GSE

Lo scorso anno sono entrati in esercizio circa 371.500 impianti fotovoltaici in Italia, in grande maggioranza di taglia inferiore a 20 kW, per una capacità complessiva di oltre 5,2 GW. Una crescita che conferma il primato nazionale della Lombardia in termini di potenza installata, seguita con un certo distacco dalla Puglia

Solare fotovoltaico in Italia
via depositphotos

Online il Rapporto Statistico 2023 sul Solare Fotovoltaico in Italia

Ben 5,2 GW di aggiunte che portano la potenza cumulata totale a 30,31 GW e la produzione annuale a quota 30.711 GWh. Questi in estrema sintesi i dati del solare fotovoltaico in Italia, riportati nel nuovo rapporto del GSE. Il documento mostra le statistiche del settore per il 2023, offrendo informazioni importanti non solo sui sistemi ma anche sulla dimensione dei pannelli solari, la tensione di connessione, il settore di attività, l’autoconsumo e persino sull’integrazione di eventuali batterie. Uno sguardo approfondito per capire come sta crescendo il comparto, ma anche per evidenziare potenzialità e criticità.

Solare Fotovoltaico Italiano, la Crescita 2023 in Numeri

Nel 2023 il fotovoltaico nazionale ha messo in funzione 371.422 nuovi impianti solari per una potenza complessiva di poco superiore ai 5,2 GW. La crescita ha ricevuto i contributi maggiori, in termini di numero di sistemi, da regioni come la Lombardia (con il 17,5% dei nuovi impianti fv 2023), il Veneto (13,2%), l’Emilia-Romagna (9,8%) e la Sicilia (6,9%). Scendendo ancora di scala sono invece le provincie di Roma (3,9%), Brescia (3,6%) e Padova (3,1%) quelle a detenere la quota maggiore di aggiunte. Per buona parte dell’anno questo progresso si è affidato ai piccoli impianti di taglia residenziale, che hanno lasciato il posto sul finire del 2023 ad una nuova spinta del segmento C&I.

Produzione fotovoltaica in Italia

Altro dato importante per il 2023: la produzione del solare fotovoltaico in Italia. Lo scorso anno tra nuovi impianti e condizioni meteo favorevoli, il parco solare nazionale ha prodotto complessivamente 30.711 GWh di energia elettrica (dato in crescita del 9,2% sul 2022), con un picco nel mese di luglio di oltre 3,8 TWh.

Se ci si focalizza, invece, solo sull’autoconsumo fotovoltaico, il rapporto del GSE indica che lo scorso 7.498 GWh sono stati prodotti e consumati in loco. Un valore pari al 24,8% della produzione netta complessiva. A livello regionale la percentuale di energia autoconsumata rispetto all’energia prodotta risulta più alta in Lombardia, Liguria e Campania. A tale dato se ne associa un altro altrettanto interessante: quello dei sistemi di accumulo. Lo scorso anno risultavano in esercizio 537.000 sistemi di storage connessi ad impianti fotovoltaici, per una potenza cumulata di 3,41 GW.

leggi anche Direttiva EPBD e fotovoltaico: scadenze e potenzialità

Solare Fotovoltaico, la Potenza in esercizio in Italia

Le nuove aggiunte 2023 hanno portato il dato della potenza fotovoltaica totale cumulata in Italia ad oltre 30,31 GW e quello della potenza pro capite nazionale a 514 W per abitante. Nel complesso sono attivi sul territorio 1.597.447 impianti fotovoltaici, di cui il 94% rientra nella taglia fino a 20 kW. Sono, per intenderci, i piccoli impianti realizzati solitamente sui tetti degli edifici. Non sorprende quindi scoprire che la superficie occupata dagli impianti fotovoltaici a terra a fine 2023 risultava di soli 16.400 ettari. In questo contesto le regioni con la maggiore occupazione di superficie del suolo da parte del solare fotovoltaico risultano essere: la Puglia (4.244 ettari), la Sicilia (1.681 ettari) e il Lazio (1.527 ettari).

Sul fronte della potenza attiva, viene confermato il primato del Nord Italia con il 48,0% del totale nazionale grazie al traino di Lombardia (13,8%), Veneto (10,4%) ed Emilia Romagna (10%). Segue il 34,7% delle regioni meridionali, con la Puglia che da sola fornisce il 10,9% della potenza, e quindi il contributo del Centro Italia.

Leggi qui il report GSE sul Solare Fotovoltaico in Italia

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Rinnovabili • Dl Agricoltura bollinato

Dl Agricoltura bollinato, ecco l’art. sul fotovoltaico a terra

Il testo finale del decreto è stato varato dopo alcune piccole modifiche richieste dal Quirinale. Confermati i paletti sul fotovoltaico a terra salvaguardando gli investimenti del PNRR

Dl Agricoltura bollinato
Foto di Andreas Gücklhorn su Unsplash

Stop del fotovoltaico a terra con una serie di eccezioni

Dopo il via libera del Consiglio dei Ministri, Dl Agricoltura è stato “bollinato” dalla Ragioneria di Stato e quindi varato definitivamente. Ma non prima di alcune modifiche last minute frutto del confronto con il Quirinale. Nessun ritocco significativo, tuttavia, riguarda il tanto criticato articolo di stop al fotovoltaico a terra. Il contenuto, infatti, rimane nelle linee annunciate il 6 maggio dal ministri Pichetto e Lollobrigida, cercando di salvaguardare gli investimenti del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), punto fermo per il MASE.

L’articolo in questione, che passa dal 6 della prima bozza al 5 nel DL Agricoltura bollinato, riporta alcune disposizioni finalizzate a limitare l’uso del suolo agricolo. L’intervento mira a modificare l’articolo 20 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199, con cui l’Italia ha recepito nel proprio ordinamento la direttiva europea sulle rinnovabili RED II. 

In poche parole il testo introduce dei paletti all’installazione degli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra in zone classificate agricole dai piani urbanistici vigenti. Come? Limitando qualsiasi intervento a lavori modifica, rifacimento, potenziamento o integrale ricostruzione degli impianti già installati, che non comportino incremento della superficie occupata. Nessun vincolo invece per il fotovoltaico a terra se installato:

  • in cave e miniere non in funzione, abbandonate o in condizioni di degrado ambientale;
  • porzioni di cave e miniere non suscettibili di ulteriore sfruttamento;
  • siti e  impianti nelle disponibilità delle società del gruppo Ferrovie dello Stato italiane e dei gestori di infrastrutture ferroviarie nonché delle società concessionarie autostradali;
  • siti e impianti nella disponibilità delle società di gestione aeroportuale all’interno dei sedimi aeroportuali;
  • aree adiacenti alla rete autostradale entro una distanza non superiore a 300 metri;
  • aree interne agli impianti industriali e agli stabilimenti.

Salvi, come promesso, anche i progetti fotovoltaici a terra se parte di una Comunità energetica rinnovabile o finalizzati all’attuazione degli investimenti del PNRR.

Il testo del Dl Agricoltura “bollinato” sul fotovoltaico

Riportiamo per intero l’articolo 5 sul fotovoltaico nella versione finale del DL Agricoltura.

ART. 5 (Disposizioni finalizzate a limitare l’uso del suolo agricolo)

1. All’articolo 20 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:

‹‹1-bis. L’installazione degli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra di cui all’articolo 6-bis, lettera b), del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, in zone classificate agricole dai piani urbanistici vigenti, è consentita esclusivamente nelle aree di cui alle lettere a), limitatamente agli interventi per modifica, rifacimento, potenziamento o integrale ricostruzione degli impianti già installati, a condizione che non comportino incremento dell’area occupata, c), c-bis), c-bis.1), e c-ter) n. 2) e n. 3) del comma 8. Il primo periodo non si applica nel caso di progetti che prevedano impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra finalizzati alla costituzione di una Comunità energetica rinnovabile ai sensi dell’articolo 31 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199, nonché in caso di progetti attuativi delle altre misure di investimento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), approvato con decisione del Consiglio ECOFIN del 13 luglio 2021, come modificato con decisione del Consiglio ECOFIN dell’8 dicembre 2023, e dal Piano nazionale degli investimenti complementari al PNRR (PNC) di cui all’articolo 1 del decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° luglio 2021, n. 101, ovvero di progetti necessari per il conseguimento degli obiettivi del PNRR.››.

2. Le procedure abilitative, autorizzatorie o di valutazione ambientale già avviate alla data di entrata in vigore del presente decreto sono concluse ai sensi della normativa previgente.

Leggi anche Zavorre per fotovoltaico Sun Ballast: dal 2012 una garanzia per gli impianti fv su tetti piani

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