Impianti fotovoltaici nello spazio, la Cina testa la prima struttura funzionante

I ricercatori dell’Università Xidian hanno completato i test a terra del primo sistema completo per la cattura dell’energia solare e la trasmissione sotto forma di microonde

Impianti fotovoltaici nello spazio
Credits: Xidian University

Piccoli passa avanti per gli impianti fotovoltaici nello spazio

(Rinnovabili.it) – Nella corsa al fotovoltaico orbitante la Cina potrebbe arrivare prima. Un gruppo di scienziati dell’Università Xidian, infatti, ha testato in questi giorni il primo sistema completo per la cattura dell’energia solare, la trasformazione in microonde e l’invio alla Terra. La struttura è ovviamente ancora perfettamente ancorata al suolo e ne passerà di tempo prima di poterlo vedere in cielo. Nonostante ciò rappresenta un promettente progresso verso il sogno di impianti fotovoltaici nello spazio, idea su cui la scienza si arrovella da oltre 50 anni. Perché tanta tenacia? Perché un sistema fotovoltaico in orbita potrebbe fornire energia rinnovabile a qualsiasi parte del pianeta, indipendentemente dall’ora o dalle condizioni meteo terrestri. Generando fino a 8 volte l’elettricità ottenibile al suolo.

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Ma trasformare l’idea in realtà richiede un lavoro altamente complesso. E su una scala mai tentata prima. Una sfida che non sembra scoraggiare governi e agenzie spaziali internazionali, Regno Unito, Giappone e Cina in primis. Per quest’ultima si aprono oggi nuove chance dal momento che il test effettuato dall’Università Xidian è arrivato addirittura con tre anni di anticipo sul piano originale.

Il gruppo ha creato un sistema di verifica per un impianto completo e completamente connesso, costituito da una grande torre alta 75 m. Nel dettaglio, la struttura svolge tutti i compiti dei futuri impianti fotovoltaici nello spazio. Dalla concentrazione della luce solare e la conversione fotoelettrica ad alta efficienza, alla trasformazione della corrente in microonde e successiva emissione con ottimizzazione della forma d’onda. Dalla misurazione e controllo del puntamento del raggio, alla ricezione e rettifica delle microonde in un’antenna separata.

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Secondo un comunicato stampa della Xidian University, l’impianto ha dimostrato con successo l’invio wireless di energia su una distanza di 55 m. E sebbene l’obiettivo finale sia ben più ampio (36.000 km), rappresenta il primo sistema al mondo a coprire l’intera gamma di funzioni richieste. Ovviamente il team di ricerca non si fa illusioni: passare da 55 a 36.000 km con un’efficienza sufficientemente elevata da rendere l’impianto utile “richiederà l’impegno di diverse generazioni”. 

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