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Modificata la legge Aree idonee dell’Emilia Romagna, ecco cosa cambia

Dalle novità sulle fasce di rispetto a quelle sull’artato frazionamento, passando per SAU e fotovoltaico galleggiante. Ecco come cambia la legge regionale del 29 maggio 2026, N. 5 dopo le modifiche approvate dall'Assemblea legislativa

Modificata la legge Aree idonee dell’Emilia Romagna, ecco cosa cambia

Via libera alla nuova legge Aree Idonee dell’Emilia Romagna

Piccoli aggiustamenti e correzioni del tiro per evitare l’impugnativa costituzionale. Questo l’obiettivo con cui la Giunta de Pascale ha rimesso mano alla legge Aree Idonee dell’Emilia Romagna (L.R. 29 maggio 2026, N. 5), nonostante la sua recente emanazione. E ora la proposta di modifica – licenziata dal governo regionale il 23 settembre 2026 – ha ottenuto il via libera dell’Assemblea legislativa.

Spiega Luca Sabattini (Pd), relatore di maggioranza: “Il percorso di concertazione con il livello nazionale è stato positivo: l’obiettivo era rispettare l’impostazione iniziale, rendendola pienamente compatibile con la normativa statale. Sapevamo che, su alcuni aspetti, si era provato a sconfinare dalle strette competenze regionali: ma abbiamo ottenuto un ottimo risultato finale, merito del lavoro di quest’aula, del dibattito che ne è scaturito e della leale collaborazione tra la Regione e il Governo”.

Le novità di ottobre 2026

Cosa è cambiato quindi rispetto all’assetto originale? Nel complesso è stata impartita una maggiore definizione, superando alcuni blocchi originali come ad esempio l’improcedibilità automatica per le nuove istanze di autorizzazione una volta superate le soglie di impianti nelle aree agricole idonee.

Rimangono invece identiche le finalità ossia minimizzare gli impatti sul territorio mentre si cerca di massimizzare l’individuazione delle aree nelle quali installare gli impianti a fonti rinnovabili. Ma vediamo da vicino i cambiamenti.

Una delle prime modifiche che saltano agli occhi riguarda le fasce di rispetto. Nella Legge Aree Idonee di maggio i Comuni potevano stabilire direttamente la fascia, ora invece è prevista solo la possibilità di richiederne l’istituzione. E rimanendo su questo tema, il nuovo testo elimina del tutto l’esenzione da tale fascia per gli impianti in attività libera sotto i 200 kW, mantenendo unicamente la deroga per gli impianti su edifici e parcheggi.

Aree agricole idonee in Emilia Romagna

Non cambia l’elenco delle aree idonee dell’Emilia Romagna ma per quelle agricole subentrano nuovi dettagli. Il testo passa infatti dall’avere solo un limite massimo di installazione per la superficie agricola utilizzata (SAU) dell’1,5 per cento ad acquisire anche un tetto minimo pari allo 0,8 per cento della SAU regionale. Al contempo l’anno di riferimento per la determinazione della SAU passa dal 2021 al 2020.

Nella versione licenziata dall’Assemblea legislativa il 22 ottobre emerge anche un’impostazione più flessibile sulle istanze autorizzative. Ora il superamento delle soglie SAU non determina più l’improcedibilità diretta delle nuove domande ma semplicemente la perdita dello status di area idonea per i terreni agricoli e la conseguente inapplicabilità delle semplificazioni amministrative previste per tali zone. Il testo introduce un termine di 60 giorni dalla pubblicazione ufficiale del raggiungimento della soglia sul sito web regionale e specifica espressamente che il calcolo deve tenere conto anche delle eventuali decadenze e rinunce dei titoli autorizzativi o abilitativi precedentemente rilasciati.

Per tutte le domande successive i procedimenti proseguiranno in via ordinaria (anche se si tratta di impianti agrivoltaici) imponendo alle amministrazioni procedenti di accordare priorità alla tutela del pregio e del valore delle aree agricole regionali in sede di ponderazione degli interessi. Una volta raggiunte tali soglie, tuttavia, il parere del Comune territorialmente interessato assume natura vincolante all’interno del procedimento.

La disciplina sul cumulo impianti

Contorni più rigidi per l’artato frazionamento. La Legge aree idonee modificata dell’Emilia Romagna specifica espressamente che il frazionamento deve consistere nella suddivisione in più interventi, identificando la pluralità di progetti come elemento costitutivo della fattispecie. E introduce un requisito selettivo fondamentale: la disciplina sul cumulo si applica esclusivamente se i diversi interventi sono relativi alla stessa tipologia di fonte rinnovabile.

Ultime due novità ma non per importanza: le deroghe semplificate per le CER sono state circoscritte esclusivamente agli impianti che risultino effettivamente intestati, nella disponibilità o sotto il controllo diretto della comunità stessa; l’installazione di impianti fotovoltaici galleggianti sarà consentita solo nei bacini con profondità superiore a 3 metri, occupando al massimo l’80% della superficie libera e mantenendo una distanza minima di 10 metri dalle sponde. “Tali criteri – scrive la Regione in una nota – non si applicheranno invece ai bacini e invasi artificiali, completamente privi di vincoli”.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili, le rassegne regionali e le newsletter tecniche. Oggi, tra le altre cose, si occupa della copertura quotidiana delle novità normative sulle fonti rinnovabili, delle politiche energetiche nazionali, europee ed asiatiche, e dei grandi temi connessi all'innovazione e al mercato. Segue da vicino i brevetti e le ricerche scientifiche sulle tecnologie, con un focus su sistemi di accumulo, fotovoltaico, eolico e geotermia. Ha pubblicato articoli legati all'hi-tech e alle rinnovabili su Repubblica.it. Dal 2025 è Vice Direttrice della testata.