Rinnovabili • Rinnovabili •

Dacia Spring, la city car elettrica che ha conquistato gli italiani: ecco la 2° generazione

Guido Tocci, Managing Director Dacia ci spiega i segreti della nuova Spring e del crossover Striker, il nuovo prodotto del brand del Gruppo Renault

Google Aggiungi Rinnovabili tra i preferiti
Immagine di Paolo Travisi

Dacia Spring elettrica, pronti per la seconda generazione?

La Dacia Spring è stata la prima auto elettrica a rompere la barriera dei 20mila euro. E infatti, le vendite hanno ricompensato il brand del Gruppo Renault. In Italia, prima dell’asso pigliatutto di Leapmotor T03, la compatta Spring ha “democratizzato” il motore a batteria, conquistando oltre 210.000 clienti in Europa, di cui 25.000 in Italia. A Parigi, viene mostrata la nuova generazione: più solida, nuovo design, ma stessi interni già utilizzati per gli altri veicoli della casa. Il prezzo però è imbattibile: inferiore ai 18.000 promette di portare a casa numeri importanti.

Al Salone dell’auto di Parigi 2026 abbiamo incontrato e intervistato Guido Tocci, Managing Director Dacia, che ci ha spiegato alcuni “segreti” della nuova Spring, affiancata da un nuovo modello Dacia, la Striker un crossover di segmento C, neonato del brand romeno.

Dacia Spring è la seconda generazione di un’auto che è entrata nei garage, ma anche soprattutto nei desideri di tanti italiani. Cosa aspettarsi da questo secondo modello?

E’ un modello completamente rinnovato, che della generazione precedente ha solo il nome. Un prodotto dove si è molto lavorato sul design, sia per quanto riguarda gli esterni, ma anche per quanto riguarda gli interni. Si è molto lavorato anche nelle dimensioni perché presentiamo una nuova Spring che è più lunga, più larga e quindi più confortevole con più spazio all’interno rispetto alla precedente. È stato fatto anche un lavoro di miglioramento per quanto riguarda l’efficienza della batteria che ha un’autonomia di 250 km; considerando il chilometraggio medio del nostro cliente che è certificato da noi, è intorno ai 34 km al giorno, possiamo dire che con una ricarica riusciamo a coprire l’intera settimana lavorativa. Altro aspetto molto per interessante, importante è il fatto che è una vettura che è stata progettata in 18 mesi e sarà prodotta in Europa nel nostro stabilimento in Slovenia, lo stesso dove viene fabbricata la Twingo.

Un elemento importante di questa seconda generazione è l’aver puntato sul prezzo che è stato uno dei cavalli di battaglia della prima Spring. Il fatto di aver tenuto un prezzo più accessibile che spinge anche gli italiani e gli europei ad una scelta verso la transizione elettrica, verso l’uso elettrico nella mobilità.

Assolutamente sì. Due aspetti fondamentali, giustamente Il primo aspetto è che nonostante la nuova Spring sia completamente diversa rispetto alle precedente, conserva il medesimo posizionamento prezzo. Infatti abbiamo due versioni a €17.900 e un’altra versione più equipaggiata a €19.500, che esattamente lo stesso livello prezzi della della Spring precedente. L’altro aspetto importante è che vogliamo e cerchiamo di proporre sempre più una una mobilità accessibile anche sull’elettrico. Sappiamo che il mercato elettrico in Italia ancora non raggiunge i livelli come succede in altri paesi d’Europa, per esempio la Francia e la Germania, però diciamo che questa è anche un’occasione per noi di aprirci verso verso l’elettrico. Consideriamo anche che la Nuova Spring è il primo di quattro prodotti elettrici che la gamma avrà da qui al 2030.

Una city car che segna anche il ritorno del segmento A nel mercato?

C‘è questo desiderio di tornare ad auto per un utilizzo più urbano in Italia o comunque c’è questa tendenza anche a livello europeo. Oggi le autonomie dei prodotti elettrici si sposano meglio con un utilizzo urbano e su questo non c’è dubbio. Ma c’è un’altra anche ragione importante. Parliamo di segmento A, di vetture piccole che ovviamente presentano un posizionamento prezzo anche possibile per il cliente.

Immagine di Paolo Travisi

Oltre a Spring qui a Parigi, avete portato in anteprima mondiale Dacia Striker, nuovo crossover del segmento C, quindi dimensioni più grandi e motorizzazioni diverse. A chi si rivolge questo tipo di auto?

E’ un’auto che arricchisce ed amplia l’offerta di Dacia nel segmento C; fino ad oggi eravamo presenti unicamente con Jogger e con Bigster, quindi la possibilità quindi di ampliarci in un segmento molto importante in Italia, perché il segmento C che è quello delle medie cuba circa un quarto delle vendite, ma è anche un segmento molto importante in termini di immagine. Con Striker la nostra intenzione è quella di di unire in un prodotto tre mondi: il mondo del SUV, il mondo del crossover e il mondo delle delle station wagon. Lo facciamo con una proposta innovativa originale, considerando anche che è un prodotto che si va a inserire in termini di posizionamento prezzo fra Duster e Bigster, quindi un’alternativa valida. Sappiamo perfettamente che il segmento C in Italia è dominato dai SUV che rappresentano l’80% delle vendite, però siamo anche convinti che riusciremo a spiegare ai potenziali clienti, i vantaggi di una vettura che costa meno di un SUV, consuma meno ma ha quasi la stessa visibilità. (Striker sarà disponibile a un prezzo di listino inferiore ai 25.000 € ndr).

Il mercato europeo si sta affollando di marchi cinesi. Prima ha accennato al 2030 per Dacia. Quale visione intende completare?

Il fatto di essere con più modelli sul mercato elettrico. Evidentemente non abbandoneremo il GPL perché è la punta di diamante delle nostre vendite, ma svilupperemo molto di più con le versioni ibride.

Rinnovabili •

About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.