Rinnovabili • Aste Banca Europea dell'Idrogeno

Aste della Banca Europea dell’Idrogeno, quali opportunità per l’Italia [WEBINAR]

Il webinar gratuito, organizzato RENMAD Events, approfondirà il funzionamento e l’impatto del nuovo strumento europeo per promuovere l’idrogeno

Aste Banca Europea dell'Idrogeno
Credits: RENMAD Events

Articolo pubbliredazionale

(Rinnovabili.it) – Nuovo appuntamento targato RENMAD Events tutto dedicato all’idrogeno. La società ha programmato per giovedì 4 aprile 2024 un nuovo webinar gratuito dal titolo Le aste della Banca Europea dell’idrogeno: opportunità per l’Italia. Un approfondimento imperdibile per scoprire il funzionamento nel nuovo meccanismo comunitario e le ricadute sul mercato nazionale.

European Hydrogen Bank, dalla parte delle Imprese

Nell’ambito della Legge comunitaria sull’Industria a Zero Emissioni (anche nota come Net-Zero Industry Act), la Commissione Europea ha creato uno strumento per colmare la carenza di investimenti nell’idrogeno rinnovabile e collegare direttamente la futura offerta del vettore con la domanda, fornendo una maggiore trasparenza  su flussi e i prezzi. Parliamo dell’European Hydrogen Bank (EHB).

 A spiegare i motivi dietro la sua creazione è stato lo stesso Esecutivo UE in una comunicazione del 2023. La Banca europea dell’idrogeno sostiene gli obiettivi perseguiti dal piano industriale del Green Deal e dalla legge sull’industria a zero emissioni. Potenziare la fabbricazione di elettrolizzatori per la produzione di idrogeno rinnovabile contribuirà alla competitività e alla resilienza dell’industria europea, ivi compresi i settori della siderurgia, della produzione di concimi e dei trasporti marittimi. L’espansione del mercato europeo dell’H2 consentirà inoltre alle imprese europee di svolgere un ruolo di primo piano nel nascente mercato globale, che offre nuove opportunità di crescita e creazione di posti di lavoro di qualità”. 

Nel concreto Banca promuoverà la produzione interna di H2 rinnovabile, così come le importazioni dai produttori internazionali ai consumatori europei, coprendo o riducendo il divario dei costi esistente tra il vettore nella sua versione verde e quello di origine fossile.

Le Aste della Banca europea dell’Idrogeno

L’European Hydrogen Bank sarà articolata in 2 nuovi meccanismi di finanziamento. Da un lato si avvarrà di aste pilota per la produzione di H2 da elettrolisi, indette nell’ambito del Fondo per l’innovazione secondo un meccanismo della gara competitiva. I produttori potranno presentare la loro offerta per ricevere un sostegno sotto forma di un premio fisso per chilogrammo di idrogeno verde generato.

Dall’altro lato la Commissione vuole evitare la frammentazione del mercato tra gli Stati membri dell’UE e per questo ha creato il meccanismo delle “aste come servizio”. Lo strumento consentirà ai paesi UE di beneficiare della piattaforma comunitaria per assegnare finanziamenti nazionali a progetti aggiuntivi non selezionati nelle gare pilota e nel pieno rispetto delle norme sugli aiuti di Stato.

La prima asta pilota si è tenuta a novembre 2023 e oggi l’Esecutivo UE sta classificando le offerte ricevute in base al loro prezzo. Con l’obiettivo di informare i candidati dei risultati nell’aprile/maggio di quest’anno, invitandoli a firmare le convenzioni di sovvenzione (al più tardi entro novembre 2024). I progetti selezionati dovranno iniziare a produrre idrogeno rinnovabile entro 5 anni dalla firma dell’accordo. 

Ma Bruxelles non si ferma e oggi è già al lavoro per preparare la seconda asta della Banca Europea dell’Idrogeno, che si terrà entro la fine del 2024. 

Le opportunità per l’Italia spiegate nel nuovo webinar di RENMAD Events

In questo nuovo contesto, il BelPaese può giocare un ruolo determinante ma per sapere come muoversi è opportuno conoscere a fondo gli innovativi meccanismi messi a disposizione dalla Commissione Europea. In aiuto arriva il webinar di RENMAD Events, che attraverso l’aiuto di esperti del settore farà luce su  funzionamento delle gare e impatto sul mercato italiano dell’H2. 

Nel dettaglio il seminario, gratuito e aperto a tutti, approfondirà le caratteristiche del sistema di aste puntando i riflettori su tempistiche, requisiti per la partecipazione, criteri di selezione dei progetti. Analizzerà il possibile impatto a livello nazionale, in termini di crescita della filiera locale, creazione di nuovi posti di lavoro, ricadute economiche, ed evidenzierà come le imprese italiane possono candidarsi con successo alla nuova procedura competitiva. Infine approfondirà il ruolo della Banca Europea dell’Idrogeno,  il suo impatto sull’industria dell’H2 e le nuove opportunità di finanziamento pubblico e privato.

L’evento si terrà giovedì 4 aprile alle 11:00 CET e vedrà la partecipazione di:

  • Rosaria Arancio, Energy and Administrative Law Attorney, Grimaldi Alliance
  • Gaia Stigliani, Principal, Energy Transition Strategy, Afry
  • Elena Spinelli, Project Manager, ATA Insights

Per registrarsi: https://bit.ly/3TBTP7t 

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.


Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.