Il futuro dell’idrogeno: i trend da tenere d’occhio

 BNEF pubblica un breve nota sulle tendenze 2024 per il mercato mondiale dell’idrogeno. In vista nuove spinte all’H2 blu e rosa

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Un 2023 deludente, un 2024 pieno di promesse

(Rinnovabili.it) – È ritenuto insieme all’elettricità uno dei vettori indispensabili della transizione energetica. Eppure il futuro dell’idrogeno appare ancora nebuloso. Quello che è certo è che finora le aspettative sono state parzialmente disattese. Il 2023 avrebbe dovuto essere l’anno di svolta per l’idrogeno verde, grazie all’entrata in vigore di una serie di sussidi governativi. Ma i principali programmi di sovvenzione a livello mondiale – dal credito d’imposta statunitense alle aste dell’Unione europea, solo per citarne alcuni – stanno impiegando più tempo del previsto a partire. Il risultato? Lo scorso anno molte delle decisioni finali di investimento su nuovi progetti hanno tardato, con effetti a catena per gli investitori e i produttori di elettrolizzatori.

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“Il 2023 ha deluso molti osservatori del settore”, scrive Martin Tengler, responsabile della ricerca sull’idrogeno presso BloombergNEF. Ma le politiche approvate durante l’anno “dovrebbero aiutare un maggior numero di progetti a superare gli studi di fattibilità nel 2024”. È lo stesso Tengler a redigere una breve nota sul comparto, evidenziando i principali elementi da tenere d’occhio per l’anno in corso a livello globale. Tendenze e sfide che modelleranno il futuro dell’idrogeno a brevissimo termine, non solo nella sua versione “rinnovabile” ma nello spettro più ampio dell’idrogeno a basse emissioni.

Il futuro dell’idrogeno low carbon

Una certezza: la Cina rimarrà il più grande mercato per gli elettrolizzatori e quello più attraente per quanti investono nel vettore. Seguono gli Stati Uniti. Per il mercato stelle e strisce sono attesi importanti passi avanti dopo la pubblicazione delle linee guida al credito d’imposta H2 e l’annuncio da parte della Casa Bianca del finanziamento miliardario a 7 hub regionali dell’idrogeno.

Molte attese si focalizzano anche sull’Unione Europea che, dopo aver rilasciato le definizioni di “idrogeno verde” e di “RFNBO”, ha aperto la prima asta pilota dell’European Hydrogen Bank. I vincitori – a cui spettano ben 800 milioni in totale – saranno annunciati ad aprile di quest’anno. Da tenere d’occhio anche i mercati del Giappone e della Corea del Sud. Entrambi i governi nazionali hanno promesso incentivi al vettore a partire dal 2024. Nel primo caso puntando ad uno schema simile ai contratti per differenza europei, nel secondo seguendo un modello più vicino ai crediti d’imposta statunitensi.

Nuovi spazi per l’idrogeno blu e rosa

In questo contesto, spiega Tengler, “le spedizioni di elettrolizzatori aumenteranno” ma ad un ritmo più lento del previsto se le politiche dovessero essere ulteriormente ritardate. “Anche l’idrogeno blu e quello nucleare [rosa] potrebbero ricevere una spinta poiché l’UE, che finora ha favorito l’H2 rinnovabile, ha fatto chiarezza nelle sue norme, offrendo programmi di sussidi e obiettivi per il loro utilizzo”. Una particolare attenzione dovrà essere riservata anche alle future aste sull’idrogeno. “A seconda della loro progettazione […] potrebbero soffrire di costi più elevati e rivelare prezzi che faranno piangere i contribuenti”.

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