Un 30% d’idrogeno per lavorare l’acciaio, in Italia la prima mondiale

Nello stabilimento Forgiatura A. Vienna si è tenuto il primo test sull’impiego di una miscela di gas naturale e idrogeno al 30% per alimentare i forni dell’impianto

idrogeno

Forgiare l’acciaio con l’idrogeno, la prima volta italiana

(Rinnovabili.it) – L’idrogeno inizia a ritagliarsi uno spazio anche nella lavorazione dell’acciaio. Succede in Italia dove lo stabilimento Forgiatura A. Vienna, in provincia di Milano, ha testato per la prima volta una nuova miscela combustiva per alimentare i suoi forni: un mix di gas naturale e idrogeno al 30% in grado di alleggerire il peso emissivo del processo. L’esperimento, per ora unico al mondo, rappresenta l’apice di quasi un anno di studi e test di laboratorio ed è frutto dell’accordo stretto fra Snam e la multinazionale RINA.

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Ad agosto 2020 le due società hanno formato un gruppo di lavoro congiunto per studiare e valutare la compatibilità dei bruciatori industriali e di altre infrastrutture, esistenti e già in funzione, con l’idrogeno. Nei mesi successivi il gruppo ha dato il via ad una serie di esperimenti, analisi e scouting tecnologico in varie aree che coinvolgono al vettore, compresa la produzione, lo stoccaggio e la distribuzione. E una volta raggiunti i primi risultati di laboratorio, si è passati alla pratica grazie al Gruppo GIVA che ha messo a disposizione la Forgiatura Vienna per l’esecuzione del test di campo.

L’utilizzo della miscela – fornita in questo caso da Sapio – ha consentito di effettuare la prova senza alcuna modifica impiantistica e senza impatti sui bruciatori impiegati e sulla bontà del prodotto finale. E in termini ambientali? I partner stimano che l’utilizzo permanente di una miscela con il 30% di idrogeno verde all’interno dei 3 stabilimenti di forgiatura GIVA porterebbe ad una riduzione di 15.000 tonnellate annue di CO2.

“È la dimostrazione concreta – spiega Ugo Salerno, presidente e amministratore delegato di RINA – che la filiera italiana dell’idrogeno può contribuire significativamente a decarbonizzare settori energivori e complessi come quello siderurgico”.

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“Questa sperimentazione – ha commentato Marco Alverà, amministratore delegato di Snam –  è una tappa propedeutica alla progressiva introduzione di idrogeno a zero emissioni, prima in blending con il gas naturale e poi in forma pura, in alcuni processi di produzione dell’acciaio”.

1 commento

  1. acciaio con idrogeno… ci credo solo quando lo Stato la smette di pagare i produttori di energia rinnovabile per l’energia che non riesce ad accettare sulla rete Terna.
    Quando lo Stato ordinerà a Enel di vendere a Terna gli invasi idrici per il pompaggio e accetterà TUTTA l’energia verde prodotta per consumarla o immagazzinarla con i pompaggi ALLORA crederò a questa iniziativa. SENNO’ con la scusa di un pò di idrogeno presente avranno trovato un nuovo uso al gas un pò “disoccupato” dopo introduzione di eolico e fotovoltaico in Italia

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