L’Australia rende conveniente l’idrogeno verde

Il Nuovo Galles del Sud, lo Stato australiano più legato al carbone, prepara 2 miliardi di dollari di incentivi per installare in 10 anni 700 MW di elettrolizzatori e dimezzare il costo dell’H2 rinnovabile

idrogeno verde
Foto di Martin Str da Pixabay

Svelato il piano di incentivi sull’idrogeno verde

(Rinnovabili.it) – Un piano di incentivi da 2 miliardi di dollari per convincere le aziende a puntare sull’Australia nella corsa all’idrogeno verde. Lo ha preparato il Nuovo Galles del Sud, lo Stato dove si trova Sidney e dove il carbone nel 2015 pesava ancora per l’80% del mix elettrico e il 50% delle esportazioni. Oggi, invece, è alle prese con una decarbonizzazione accelerata.

Percorso che lo Stato australiano più legato al carbone prova a imboccare proprio grazie all’idrogeno verde. Il piano prevede un maxi incentivo: un’esenzione del 90% dagli oneri della rete elettrica per gli elettrolizzatori installati entro il 2030. La mossa affronta di petto uno dei problemi principali che frenano l’adozione dell’H2 rinnovabile su ampia scala, ovvero i costi di produzione che, al momento, rendono ancora più conveniente affidarsi all’idrogeno blu, cioè quello prodotto per pirolisi a partire dal gas naturale (con recupero di CO2).

Leggi anche Il costo dell’idrogeno rinnovabile renderà senza senso l’idrogeno blu

Secondo un’analisi di BloombergNEF, i costi dell’idrogeno verde sono destinati a scendere più rapidamente di quelli del corrispettivo blu. Il sorpasso dovrebbe avvenire intorno al 2030, quando il costo livellato dell’idrogeno (LCOH2) prodotto da fonti rinnovabili scenderà sotto la soglia di 2 dollari al kg nella maggior parte dei mercati (e sotto 1$/kg nel 2050). Già entro 10 anni, quindi, sarebbe rischioso investire nell’idrogeno blu.

Considerazione che il Nuovo Galles del Sud fa propria, accelerando su H2 rinnovabile e elettrolizzatori. Secondo il piano, l’obiettivo è produrre 110.000 tonnellate all’anno di idrogeno verde da 700 MW di capacità di elettrolisi per meno di 2,06 dollari al kg entro il 2030. In pratica, dimezzare i costi rispetto a quelli di oggi. Le ricadute positive non sarebbero solo nel taglio delle emissioni (l’obiettivo è -50% entro fine decennio), ma anche nella decarbonizzazione dell’industria pesante. In più, la creazione di un’economia dell’idrogeno più matura galvanizzerebbe l’economia movimentando quasi 450 milioni di dollari.

Leggi anche Idrogeno, atomo e innovazione, ecco la transizione energetica alla francese

(lm)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui