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European Electricity Review, così eolico e Fv hanno superato le fossili

Raggiunto un traguardo storico: per la prima volta nell'Unione Europea, sole e vento hanno generato più elettricità dei combustibili fossili.

European Electricity Review, così eolico e Fv hanno superato le fossili
Foto di sangam sharma su Unsplash

Il nuovo report di Ember European Electricity Review 2026

30 per cento contro 29 per cento. C’è solo un punto di percentuale di differenza tra la quota di produzione eolica e fotovoltaica e quella dei combustibili fossili nell’Europa del 2025, ma è il punto decisivo. Quello che ha segnato la partita e che permetterà all’anno appena concluso di essere ricordato per lo storico sorpasso di sole e vento sul termoelettrico tradizionale. A celebrare la pietra miliare è l’European Electricity Review 2026 di Ember, analisi puntuale dei dati relativi alla generazione e alla domanda di elettricità dell’intero anno in tutti i 27 Paesi dell’UE.

Quello che emerge dalle 37 pagine del report – giunto alla sua decima edizione – offre un quadro preciso dell’andamento della transizione energetica comunitaria. E lo fa evidenziando tutta una serie di traguardi raggiunti che meritano un’attenzione speciale.

Produzione eolica e fotovoltaica, traguardo storico

Il primo è sicuramente quello inerente al sorpasso della produzione eolica e fotovoltaica sulla quella fossile. Come anticipato, per la prima volta nella storia le due FER (fonti energetiche rinnovabili) non programmabili hanno fornito il 30% dell’elettricità prodotta nell’UE, dato in aumento rispetto al 20% registrato solo cinque anni prima. Allo stesso modo, sono in aumento i Paesi del Blocco in cui la generazione elettrica da sole e vento è superiore a quella di gas, carbone e petrolio.

Produzione eolica e fotovoltaica, storico sorpasso sulle fossili

Di seguito i Paesi che hanno raggiunto questo primato, suddivisi per l’anno in cui il sorpasso è avvenuto:

  • 2010: Svezia.
  • 2015: Danimarca.
  • 2017: Lussemburgo.
  • 2022: Lituania e Finlandia.
  • 2023: Portogallo, Spagna, Austria, Francia e Belgio.
  • 2024: Ungheria e Germania.
  • 2025: Croazia e Paesi Bassi.

È abbastanza evidente la mancanza dell’Italia da questa lista. Il Belpaese ha chiuso l’anno con una produzione rinnovabile totale (quindi comprendendo anche idroelettrico, geotermia e biomasse) pari al 47,7% della produzione nazionale.

Il 2025 ha rappresentato un anno straordinario soprattutto per la generazione fotovoltaica. Il segmento ha raggiunto il picco record di 369 TWh, in crescita del 20,1% rispetto al 2024. Merito delle nuove installazioni (più 65,1 GW) e in parte anche delle condizioni meteo che, in particolare, hanno fatto sì che a giugno 2025 il solare diventasse la principale fonte mensile di energia dell’UE.

Il calo del carbone

Di pari passo, l’uso del carbone è sceso raggiungendo un nuovo minimo storico del 9,2% della produzione elettrica totale. In questo ambito, va ricordato che l’Irlanda ha completato il suo phase-out a giugno e la Finlandia ad aprile, accodandosi a Svezia, Belgio, Austria e Portogallo. Nel complesso, in 19 Paesi dell’UE il carbone rappresenta ormai meno del 5% del mix energetico, Italia compresa.

Complessivamente, invece, le fonti rinnovabili hanno fornito il 47,7% dell’elettricità dell’UE.

L’Italia e il settore dell’accumulo

L’European Electricity Review 2026 sottolinea anche come la capacità delle batterie su larga scala nell’UE abbia superato i 10 GW, raddoppiando rispetto ai livelli di soli due anni prima. In Italia, in particolare, la capacità è cresciuta del 40% tra gennaio e ottobre 2025, ottenendo uno dei migliori risultati di settore.

Per gli analisti di Ember, la situazione dell’Italia nel 2025 è speculare a quella della California di quattro anni prima. Nel 2021, la California aveva circa 2 GW di batterie, più o meno lo stesso livello che l’Italia ha raggiunto nel 2025 (1,9 GW, coprendo circa il 3% della domanda nelle ore di punta 19:00-20:00); anche le previsioni di crescita a 5 anni appaiono simili allo sviluppo californiano. Le fonti indicano che in Italia l’energia pulita “spostata” nel tempo tramite batterie potrebbe costare circa 64 €/MWh, un prezzo molto competitivo rispetto alla produzione da gas fossile, che nel 2025 ha avuto un costo medio di 111 €/MWh.

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