La transizione energetica non si ferma, ma cambia velocità e leve d’azione. Ecco alcune delle tendenze che caratterizzeranno il 2026 e che troveranno in KEY - The Energy Transition Expo il luogo d’elezione per esplorarne potenzialità e mercato

Gli analisti di settore hanno pochi dubbi: nonostante le sfide dell’attuale momento storico-politico, la transizione energetica continuerà ad avanzare. E lo farà forte di un mercato più maturo in cui la parola d’ordine non è “installare di più”, ma “integrare”. Il 2026 sarà l’anno della flessibilità, dell’intelligenza, della collaborazione e dell’ottimizzazione, con l’obiettivo di passare da una semplice visione di sistema a una ecosistemica.
Per comprendere cosa aspettarsi dal mercato nel breve termine, l’appuntamento da non perdere è KEY – The Energy Transition, in programma dal 4 al 6 marzo 2026 al Rimini Expo Centre. L’appuntamento, attraverso sette aree tematiche connesse tra loro, uno spazio dedicato all’innovazione e un ricco programma convegnistico, offrirà uno sguardo verticale sui principali trend della transizione energetica per l’anno in corso.
In attesa di vedere da vicino le realtà espositive e toccare con mano le soluzioni più avanzate nei settori delle rinnovabili, smart city, industria solare e mobilità sostenibile, Rinnovabili ha raccolto alcune tendenze di spicco per il comparto che potranno essere approfondite durante la tre giorni. Vediamo dunque quali saranno, secondo le ultime analisi di settore, i principali trend della transizione energetica 2026 e dove poterli studiare.
Oltre i record: verso una crescita strutturale
Partiamo da un dato di fatto: lo slancio verso un’economia globale a basse emissioni di carbonio ha incontrato numerose sfide lo scorso anno. Oggi appare quanto mai improbabile che l’inizio del 2026 possa portare quel cambiamento necessario e auspicato da investitori e aziende attenti alla decarbonizzazione. Nonostante ciò, le tecnologie per l’energia pulita continueranno a crescere e la transizione energetica non si fermerà.
Secondo BloombergNEF, nel 2025 le installazioni globali di energia fotovoltaica ed eolica dovrebbero aver superato gli 800 GW, un nuovo record storico che vale tre volte le installazioni annuali dal 2021. Per il 2026, gli analisti prevedono una crescita piatta che dovrebbe però riprendersi, anche se in modo modesto, fino al 2030, raggiungendo i 4,5 TW di nuove installazioni nei prossimi cinque anni (+67% rispetto ai cinque anni precedenti). Ma al di là dei numeri, è interessante osservare come stia cambiando la tecnologia.
Oggi il futuro dell’energia pulita si muove verso un’integrazione profonda e intelligente, dove fotovoltaico, eolico e accumulo non sono più elementi distinti, ma un unico organismo coordinato da algoritmi avanzati. Questi ecosistemi stanno progressivamente aprendo le porte a IA native che, sia a livello domestico che industriale, sono in grado di armonizzare la produzione e il consumo, trasformando progressivamente le centrali in sistemi “a guida autonoma”.
1. Il nuovo volto del solare
Il SEC – Solar Exhibition & Conference sarà il teatro principale dove discutere del mercato fotovoltaico. Mercato che oggi sta andando incontro a un rallentamento fisiologico, con previsioni a livello globale che stimano per il 2026 la prima contrazione dopo anni di crescita ininterrotta. Beninteso, non si parla di stagnazione, ma di una nuova dinamica che impone cambiamenti strategici e consolidamenti. Nei prossimi cinque anni, la capacità cumulativa del fotovoltaico dovrebbe raddoppiare a livello mondiale, supportata dai mercati emergenti, dalla diversificazione nell’accumulo e dall’innovazione nelle operazioni e nella manutenzione.
A livello nazionale, il segmento domestico sta lasciando sempre più spazio al C&I (Commercial & Industrial), dove l’autoconsumo industriale ha assunto una rilevanza strategica, e all’utility scale “smart”. L’attenzione oggi si focalizza sull’agrivoltaico avanzato – in cui l’Italia ha una vera e propria posizione da leader – sui necessari interventi di revamping/repowering degli impianti di vecchia generazione, così come sull’O&M (Operation & Maintenance) avanzato, grazie alle nuove tecniche di energy forecasting e al monitoraggio IoT.
2. L’anno dell’eolico offshore
Il WEM – Wind Expo for Med si configura come un punto di incontro strategico per il settore eolico e, durante la tre giorni, sarà il luogo ideale dove approfondire le nuove dinamiche del comparto. Oggi per il settore si prospetta, a livello globale, un rallentamento nella nuova capacità installata ma Capex in via di stabilizzazione dopo anni di inflazione; al contempo, le decisioni sul fine vita della flotta eolica obsoleta iniziano a influenzare i mercati elettrici.
Il 2026 dovrebbe anche essere l’anno di svolta del segmento offshore. Gli esperti di Wood Mackenzie prevedono che le installazioni di aerogeneratori in mare raddoppieranno rispetto all’anno precedente. Merito soprattutto dei quadri normativi europei progettati per evitare fallimenti d’asta e cancellazioni di progetti. A livello nazionale, i riflettori sono puntati in maniera particolare sulle prospettive dei primi progetti offshore approvati, sul ruolo strategico dei porti in questo contesto, ma anche sui materiali “intelligenti” e innovativi per le wind farm in mare e sui sistemi di monitoraggio in situ.
3. L’era dello stoccaggio: da “follower” ad “architetto” della rete
L’accumulo sarà uno dei temi cruciali di KEY 2026 – KSE-Key Storage Expo – ma anche della transizione energetica in generale. A livello globale, la capacità dell’energy storage sta accelerando rapidamente attraverso progetti di batterie standalone o co-localizzate con impianti rinnovabili; oggi rappresentano la chiave per sbloccare i nuovi PPA Ibridi, accordi che combinano diverse tecnologie rinnovabili con sistemi di stoccaggio per mitigare i rischi finanziari e monetizzare la flessibilità energetica.
E mentre i prezzi della tecnologia agli ioni di litio continueranno a scendere – ma a un ritmo meno accentuato di quello del 2025 – il mercato si orienterà sempre più verso soluzioni a lunga durata (dalle sei alle otto ore di scarica anziché le tipiche 2-4 ore). I pronostici sulla crescita delle installazioni appaiono rosei soprattutto in Europa, dove il passaggio alla tariffazione dell’elettricità a 15 minuti sta migliorando l’economia dello stoccaggio.
In questo scenario l’Italia ha un posto di rilievo. Ritenuta nel 2025 il mercato più attraente d’Europa per gli investimenti nei BESS (Battery Energy Storage System) grazie alle remunerazioni del capacity market e del MACSE, oggi deve riuscire a concretizzare una serie di potenzialità degli accumuli, a partire dal loro ruolo nei servizi di flessibilità e stabilità di frequenza della rete nazionale. Discorso reso possibile anche dalla maturazione delle tecnologie Grid-Forming, che stanno facendo evolvere l’energy storage da “follower passivo” ad “architetto attivo” dell’infrastruttura elettrica.
4. Idrogeno: tra sussidi e cluster industriali
Nel programma convegnistico di KEY 2026 è riservato spazio anche all’idrogeno (HYPE- Hydrogen power Expo supported by Hydrogen&Fuel Cells Europe), con eventi dedicati al ruolo di questo vettore per la decarbonizzazione dei settori industriali hard-to-abate e dei trasporti pesanti. Il tema è quanto mai attuale. Per l’Europa, Wood Mackenzie prevede che il 2026 vedrà l’abbandono dei target industriali vincolanti (RED III) a favore di un modello basato sui sussidi per sostenere l’economia dei progetti, nell’ambito del Clean Industrial Deal.
Gli analisti sottolineano anche come stia aumentando la tendenza dei progetti a concentrarsi in “cluster” o regioni ricche di sussidi per mitigare i rischi economici, ma anche come il 2026 sia l’anno delle prime decisioni finali di investimento per impianti di cracking di ammoniaca su scala industriale, che permetteranno la riconversione in idrogeno per settori come l’acciaio e le raffinerie.
In Italia, il dibattito dovrà necessariamente concentrarsi sulla necessità di mettere in campo misure efficaci per stimolare la domanda di H2. In questo campo, il modello delle Hydrogen Valleys è la risposta pratica alla necessità, evidenziata da WoodMac, di integrare offerta locale, infrastrutture e domanda industriale (spesso in siti brownfield) per rendere sostenibili i costi di produzione.
5. Mobilità elettrica: l’anno delle nuove chimiche
A KEY 2026 si parlerà anche di mobilità sostenibile, affrontando da vicino gli aggiornamenti normativi nel settore della ricarica dei veicoli elettrici, le sfide e le opportunità dello sviluppo di una rete efficiente e capillare in Italia e in Europa, e le possibili sinergie fra mezzi e rete elettrica.
In questo contesto, il report di Wood Mackenzie per il 2026 delinea un mercato in fase di maturazione, caratterizzato da una transizione verso una crescita organica (e dunque meno dipendente dai sussidi) e dal debutto commerciale di tecnologie di nuova generazione. Quest’anno segnerà anche l’applicazione su larga scala delle batterie agli ioni di sodio e le prime consegne sul mercato di massa di celle allo stato semi-solido.
Nonostante l’arrivo di nuove chimiche, le batterie auto esistenti continuano a evolversi drasticamente. Gli analisti prevedono che la produzione di batterie LFP di quinta generazione permetterà di raggiungere autonomie superiori ai 1.000 km con pacchi batteria a basso costo.
A livello nazionale, i riflettori saranno inevitabilmente puntati sul Regolamento AFIR (Alternative Fuels Infrastructure Regulation), che impone requisiti obbligatori per la diffusione di colonnine di e-charge in Europa, e sullo stato dell’arte della rete di ricarica nazionale.
Senza scordare i nuovi requisiti tecnici per le infrastrutture, e più precisamente l’obbligo del Controllore CIR che scatterà a luglio di quest’anno e grazie a cui le colonnine saranno capaci di interagire con la rete elettrica e abilitare il paradigma del V2G (Vehicle-to-Grid).
Per saperne di più e conoscere da vicino tutti i trend della transizione energetica, ti aspettiamo a KEY – The Energy Transition Expo, dal 4 al 6 marzo 2026 al Rimini Expo Centre. Registrati ora e riceverai il biglietto gratuito.











